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Opinioni e commenti
 

Marcia su Roma. Psi: “Una sfilata di lugubre nostalgia”
Pubblicato il 07-09-2017


forza nuovaLa marcia su Roma annunciata da Forza Nuova ha sollevato un vero e putiferio. Parole del suono sinistro. Le parole di Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, (“una provocazione offensiva e pericolosa che va fermata”), sintetizzano il senso delle ferme prese di posizioni che arrivano in vista della manifestazione, di fatto una riedizione della ‘marcia su Roma’, indetta da Forza Nuova nella Capitale proprio per il prossimo 28 ottobre.

“Inutile girarci attorno, si tratta di una manifestazione di chiara impronta neofascista”, dice fuori dai denti l’esponente Pd che parla di “ennesimo insulto ai valori fondativi della nostra democrazia. Il fascismo nelle sue manifestazioni attuali non ha nulla di nostalgico o folkloristico, è puro incitamento all’intolleranza, al razzismo e all’odio”. Prende posizione anche Virginia Raggi. “La Marcia su Roma non può e non deve ripetersi”, scrive su Twitter la sindaca di Roma.

Ed è in prima fila il Pd nel chiedere che l’indignazione si sostanzi in atti concreti. “Chiedere quanto meno chiarimenti sulla manifestazione di Fn di marcia su Roma, sospendere l’iniziativa e sciogliere il movimento politico, ai sensi della legge 645/52”, sono i capisaldi di un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Interno, Marco Minniti, presentata dalla senatrice Pd Laura Puppato e sottoscritta da senatrici e senatori Dem, tra i quali Chiti, Esposito, Sangalli, Orru, Pezzopane, Lo giudice e Fabbri.

Nell’interrogazione si denuncia come la manifestazione indetta da Fn per il 28 ottobre “si configuri come un’evidente, ulteriore provocazione alla nostra Costituzione, alla storia e ai valori della Repubblica, rievocando un evento che ha segnato l’ascesa al potere del Pnf in Italia”.

“La ‘Marcia su Roma’ – afferma Loreto Del Cimmuto, segretario federazione romana del Psi – diede il via alla stagione più buia della storia d’Italia, una tragedia che portò il paese alla fame e alla guerra. Non capisco chi possa oggi guardare con benevolenza o indifferenza all’iniziativa di Forza Nuova. Siamo convinti che l’isolamento di Forza Nuova, soprattutto da parte dell’opinione pubblica e delle forze politiche e sociali sia la migliore risposta ad una sfilata di lugubre nostalgia del ventennio;non trascurando comunque ipotesi concrete di intervento, da parte del ministero dell’interno,per impedire che si faccia”.

È sempre al titolare del Viminale che fa appello Emanuele Fiano, con un’altra interrogazione, già sottoscritta da 45 deputati Dem. “Quali iniziative urgenti il ministro dell’Interno intende adottare per impedire che l’iniziativa dell’estrema destra convocata per il 28 ottobre si possa svolgere e qual è la sua opinione sulla legittimità giuridica di un movimento come Forza Nuova? Una cosiddetta ‘marcia dei patrioti’, con la quale si invitano i ‘camerati’ di ogni parte d’Italia ad unirsi e marciare su Roma ‘contro la legge sullo ius soli’, che rischia di trasformarsi in una giornata tragica per il nostro Paese”, si legge nel testo dell’interrogazione presentata alla Camera e indirizzata a Marco Minniti.

“Al di là delle fondate gravi preoccupazioni di ordine pubblico – si prosegue – e al di là del carattere offensivo per la memoria di quanti hanno sacrificato la propria vita a difesa della nostra Repubblica, e’ assai discutibile, per i toni e i contenuti utilizzati, la legittimità di una simile ‘manifestazione’ in base alla normativa vigente, ed in particolare alla luce dei divieti posti dalle leggi Scelba e Mancino”.

Al momento, non è stato ancora formalizzato in Questura alcun preavviso di manifestazione. In un post datato 3 settembre, Forza Nuova parla di “macchina organizzativa in moto” e chiede “il sostegno concreto” (bandiere, striscioni, auto, pullman, benzina) ai sostenitori: l’appello è a sfilare “contro un governo illegittimo, per dire definitivamente no allo Ius soli e per fermare violenze e stupri da parte degli immigrati che hanno preso d’assalto la nostra Patria”. Il Questore di Roma, Guido Marino, “valutate le condizioni dell’ordine pubblico e la concomitanza di altre iniziative”, ha invece vietato un’altra manifestazione, pubblicizzata sul profilo Facebook del movimento politico ‘Roma ai Romani’, prevista per le ore 20 di venerdì 8 settembre con itinerario, non precisato, lungo le vie del Tiburtino III.

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Commenti all'articolo
  1. Impedire la manifestazione annunciata da Forza Nuova per il 28 ottobre prossimo a Roma, ovvero nella stessa data della tristemente nota “marcia su Roma” con cui il Partito nazionale fascista di Benito Mussolini prese il potere nel 1922. A chiederlo, diversi esponenti della politica – tra cui il deputato Emanuele Fiano con la richiesta di un’interrogazione parlamentare – a cui si unisce la voce preoccupata, come si legge su Pagine Ebraiche, dell’ebraismo italiano, le cui istituzioni stanno seguendo da vicino la questione. “Dopo una giornata di polemiche, con il centrosinistra che insorge e chiede al Viminale di impedire l’iniziativa del partito neofascista di Roberto Fiore, – scrive Paolo Berizzi su Repubblica – in serata arriva il duro intervento della sindaca di Roma, Virginia Raggi: ‘La Marcia su Roma non può e non deve ripetersi’”. Il Viminale intanto ha chiesto al capo della Polizia, Franco Gabrielli, di individuare le modalità tecnico-giuridiche per arrivare a fermare la manifestazione neofascista. Inquietanti anche le parole con cui Fiore cerca di legittimare la manifestazione che definisce “non filo-fascista o nostalgica, ma patriottica. II Viminale farebbe un errore a vietarla. Non è contro il ministro Minniti, ma contro Soros”. Ovvero il magnate ebreo americano, sopravvissuto alla Shoah, che il neofascista Fiore accusa di “organizzare l’invasione di migranti nel Sud Europa”. Intanto, riporta il Corriere, il questore di Roma Guido Marino ha vietato la “passeggiata per la sicurezza” organizzata da Fn per domani sera al Tiburtino III, il quartiere dove alcuni giorni fa un eritreo è stato accoltellato da un’italiana durante una lite accanto al centro della Croce Rossa.

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