venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Cannabis, affossata la legge sulla depenalizzazione
Pubblicato il 26-09-2017


Cannabis-FirenzeDoveva essere una delle leggi all’occhiello di questa legislatura e invece arriva il nulla di fatto per la depenalizzazione delle droghe leggere. Il deputato di Sinistra italiana-Possibile Daniele Farina si è dimesso dal ruolo di relatore del ddl sulla Cannabis legale dopo l’annuncio che il provvedimento arriverà a Montecitorio senza la parte che riguarda la liberalizzazione delle droghe leggere. Giovedì infatti sbarca alla Camera il testo base sulla cannabis ma riguarda esclusivamente l’uso terapeutico, archiviando la parte sulla legalizzazione totale della pianta dopo lo stralcio nelle commissioni Affari sociali e Giustizia di luglio scorso. Una beffa, anche perché l’uso terapeutico è già regolamentato da un decreto del ministero della Salute del 2007 (quando la ministra era Livia Turco), riconfermato nel 2015 da Beatrice Lorenzin.

“Si è persa un’occasione. Il provvedimento sulla cannabis – ha detto Pia Locatelli, capogruppo del PSI alla Camera – arriva in Aula amputato della parte principale quella sulla legalizzazione e questo, dopo il grande lavoro trasversale fatto in questa legislatura per arrivare a un testo volto a regolamentarne l’uso e a combattere le organizzazioni criminali, e’ una grande delusione”. “Ci troviamo a discutere su un testo mite che prevede l’utilizzo della cannabis per i soli scopi terapeutici e che avrà un’efficacia limitata. Ancora una volta  – concluso Pia Locatelli – si è scelto di assecondare la parte più conservatrice del Parlamento”.

“Da sempre sono un convinto sostenitore della legalizzazione della cannabis e dei suoi derivati come argine al monopolio criminale”, ha dichiarato il deputato Farina, spiegando il suo dissenso e ha aggiunto: “La commissione ha bocciato tutte le proposte emendative volte ad ampliare il testo dalla sua ultima formulazione. È stata bocciata una regolazione dello Stato diversa dall’attuale monopolio delle organizzazioni criminali. Bocciata persino la liceità della coltivazione personale, anche solo per l’uso terapeutico”.
La scelta dell’ormai ex relatore di Si viene però criticata da Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri e senatore di Forza Europa, nonché principale promotore della legge scritta dall’intergruppo: “È paradossale che una proposta, sottoscritta da 221 deputati, arrivi poi in aula alla Camera con un testo sfigurato – scrive su Facebook – da cui è stato interamente stralciato il contenuto principale. Visto che la discussione era difficile e molte forze politiche avrebbero finito per dividersi, per evitare le divisioni si è abolita la discussione”.
“Rifiutarsi di affrontare il tema della legalizzazione della cannabis, come di fatto ha scelto il Pd, significa assumere una posizione a favore dello status quo proibizionista – sottolinea Della Vedova – in aula si dovrà comunque votare sugli emendamenti che riproducono integralmente il testo stralciato dalla relatrice. Quindi ci sarà almeno un elemento di chiarezza sulle scelte di tutti i partiti e dei singoli parlamentari”.
Un vero peccato per una legge che ha visto l’appoggio trasversale di schieramenti politici e di diverse personalità di spicco, senza dimenticare che la legge di iniziativa popolare è stata sottoscritta da ben 67mila cittadini.

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