giovedì, 23 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Catalogna. Barcellona sfida Rajoy con una nuova legge
Pubblicato il 08-09-2017


epa06026311 Catalonain regional president Carles Puigdemont during the regional cabinet meeting held in Barcelona, Spain, 12 June 2017. The Catalan Government will hold a referendum on their independence from central government on 01 October under the question 'Do you want Catalonia to be an independent state in the form of a republic?'. The planned vote will be held with the total opposition from the central government of the conservative Popular Party (PP), which has consistently appealed to the Constitutional Court to block the referendum. EPA/ALEJANDRO GARCIA

Carles Puigdemont EPA/ALEJANDRO GARCIA

Si intensifica il braccio di ferro spagnolo sull’indipendenza catalana. Da parte di Madrid si continua a dichiarare ‘illegale’ il referendum già dichiarato fuorilegge da precedenti sentenze della consulta.
Il procuratore capo di Madrid José Manuel Maza ha ordinato alla polizia spagnola di indagare su ogni azione “volta alla tenuta del referendum illegale”. Sono iniziate perquisizioni in tipografie sospettate di produrre materiale per il voto. Da parte di Barcellona intanto si continua dritti verso ‘la secessione’: il parlamento catalano ha approvato questa notte per iniziativa della maggioranza assoluta secessionista la legge di ‘rottura’ con Madrid che entrerà in vigore se il ‘sì’ vincerà al referendum di autodeterminazione del 1 ottobre, dichiarato “illegale” da Madrid. La minoranza ‘unionista’ è uscita dall’aula al momento del voto. La legge sulla Transitorietà giuridica e la fondazione della repubblica deve costituire la base giuridica nella transizione verso un futuro stato indipendente catalano se e quando uscirà dalla Spagna.
Nel frattempo il Governo di Rajoy sembra più che deciso a impedire questo referendum ad ogni costo.
La Guardia Civil spagnola ha rafforzato la propria presenza in Catalogna e la notte scorsa è stato annullato il trasferimento di 200 agenti in altre regioni. Uno dei primi obiettivi della polizia spagnola sarà cercare di trovare e sequestrare le 6mila urne che Puigdemont, presidente della Generalitat de Catalunya. ha detto di avere già. Puigdemont e il vice-president Oriol Junqueras hanno confermato che andranno avanti, pronti a uscire dalla legalità spagnola in nome della “legittimità catalana”.
Oltre 560 dei 948 sindaci catalani hanno già sfidato la Corte costituzionale spagnola, che ha sospeso ieri la convocazione del referendum di indipendenza catalano del primo ottobre, sottoscrivendo il decreto di convocazione e schierandosi al fianco del governo di Barcellona. Nella sentenza di sospensione la consulta spagnola ieri ha diffidato ‘personalmente’ i 947 sindaci catalani dal cooperare all’organizzazione del voto. Il presidente catalano Carles Puigdemont ha chiesto ai 948 sindaci di confermare entro questa sera la disponibilità dei locali usati abitualmente come seggi elettorali per il 1 ottobre. Oltre 7mila volontari si sono già proposti per contribuire all’organizzazione del voto.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento