lunedì, 25 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Co-mai: parola d’ordine l’offensiva del dialogo
Pubblicato il 04-09-2017


dialogo religiosoDialogo, informazione, conoscenza, pace duratura. Queste le parole-chiave, anzi le “parole d’ ordine” dell'”offensiva del dialogo” che la Co-mai, comunità del mondo Arabo in Italia, il movimento internazionale Uniti per Unire e la Confederazione Internazionale, Laica e Interreligiosa, #Cristianinmoschea stanno lanciando in tutta Italia, e anche in Terrasanta , in questa prima decade del mese (1- 11 settembre). In 3 giorni (1-3 settembre), in tutta Italia ed in Terrasanta, più d’un milione e mezzo di persone, tra musulmani, cristiani,ebrei, fedeli di altre altre religioni e laici, hanno partecipato alla festa dell’Eid, e piu’ del 95% delle comunità arabe e musulmane, insieme a numerose associazioni e comunità italiane e di origine straniera, hanno aderito alle #FestedelDialogo, le iniziative di dialogo interreligioso e interculturale, organizzate anzitutto per la festa musulmana dell’ Eid (caduta, quest’anno, il 1 settembre), a favore della convivenza e contro il terrorismo.

“Una festa, questa dell’ Eid”, precisa Alì Alessandro Pagliara, responsabile per le Relazioni istituzionali e gli eventi culturali della Comunità islamica d’ Italia (CIDI), “nota anche come “Festa del sacrificio”: a Bari, presso il centro culturale islamico di Via Cifarelli, il 1 settembre, per la preghiera comune c’è stato un afflusso di quasi 3.000 persone,di varie religioni ( tra cui, ad esempio, i rappresentanti dell’ AGeBEO, Associazione Genitori Bambini Emato-Oncologici), da tutto l’hinterland provinciale. Abbiamo avuto l’adesione del Vice Assessore comunale alla Cultura, Romano; e piena collaborazione da forze dell’ordine e vigili urbani”. “E’ stata”, aggiunge il Prof. Imam Sharif Lorenzini, presidente della CIDI e coordinatore regionale, per la Puglia, di #Cristianinmoschea, “un’ occasione importante per parlare dei problemi del nostro Paese, al di là di qualsiasi differenza di credo religioso: a maggior ragione nel momento in cui, da parte di forze politiche , stiamo assistendo, direi, a un vero e proprio tentativo di dividere il popolo italiano, facendo leva sull’onda emotiva degli eventi internazionali. Una manifestazione così è stata la migliore risposta da parte dei cittadini più volenterosi: a maggior ragione in una regione come la Puglia, da sempre “Porta d’ Oriente”, e “laboratorio” di sviluppo morale, culturale, economico basato proprio sull’interscambio tra popoli e religioni”.

A Napoli, sempre venerdì 1 settembre, più di 5.000 persone hanno condiviso la preghiera comune per l’ Eid nella centralissima Piazza Garibaldi: “ E’ stato un forte messaggio per l’integrazione e la pace”, rileva Amar Abdallah, presidente della Comunità Islamica di Napoli e Coordinatore regionale in Campania di #Cristianinmoschea; “alla presenza del Presidente del Consiglio Comunale, Alessandro Fuscito, delegato dal Sindaco, e con visibile contentezza della gente”. Mentre a Torino (dove già era in corso l’altra iniziativa “Moschee aperte”), riferisce Amir Yones, responsabile del Centro culturale “Mecca”, Coordinatore regionale delle Co-mai e di #Cristianinmoschea in Piemonte e (in stretto raccordo col Comune) del Coordinamento immigrati, “Circa 15.000 persone, tra cui molti italiani, spesso intere famiglie con bambini, han partecipato al momento di preghiera comune che il 1 settembre abbiamo organizzato al Parco comunale “Dora”: con interventi anche del vicesindaco Montanari e dell’Assessore regionale all’Integrazione, Monica Cerruti. Martedì 5 settembre, inoltre, al Centro “Mecca” di Via Botticelli, organizzeremo proprio #Cristianinmoschea: come importante momento di riflessione sui problemi di oggi, e segno di lotta contro violenze e terrore di qualsiasi genere”.

In Emilia-Romagna il 1 settembre”, precisa Sufi Mustapha, Presidente del Congresso Islamico europeo di Imam predicatori e Coordinatore Regionale di #Cristianinmoschea ,“la grande Moschea di Via Ravignana di Forli ha aperto le sue porte per una preghiera comune , e sabato 2, all’altra moschea di Via Bassetti, c’è stato un altro momento simile. Domenica 3 settembre, la grande Moschea è stata tutto il giorno aperta anche agli amici di tutte le religioni, mentre anche a Cesena c’è stata una festa con la partecipazione di molti cristiani. Lunedì 11 settembre, infine, anniversario del terribile attentato alle Torri gemelle, alla moschea “Assalam” di ReggioEmilia organizzeremo, tutto il giorno, la festa nazionale di chiusura delle #FestedelDialogo”. A Trieste, altra città storicamente crocevia di grandi rotte commerciali e culturali, tra Nord e Sud Europa, Occidente e Oriente (da Saba a Joyce, da Svevo a Magris), l’ Imam Nader Akkad, coordinatore regionale di #Cristianinmoschea nel Friuli-Venezia Giulia , ha celebrato la festa dell’ Eid con un grande incontro interreligioso presso il “Pala Trieste”: con la partecipazione anche del rabbino Rav Alessandro Meloni e di Don Ettore Malnati, delegato dell’ Arcivescovo e presidente del Centro “Studium Fidei” per il Dialogo.”Sono emersi – dice Akkad – stessi valori comuni fra le tre grandi religioni monoteiste, di fratellanza, amore e pace: condivisi anche dai rappresentanti delle altre Chiese, serba ortodossa, greco-ortodossa, luterana, valdese, avventista, buddhista, Baha’ I . Col saluto dell’assessore Carlo Grilli, per il Comune: nel segno dell’ autentico spirito di questa città, interreligiosa e tollerante”.

Anche nelle Marche e in Umbria, piena riuscita: “Al Centro culturale della “Misericordia” di Fabriano”, spiega il presidente Mekri Abed Kader, coordinatore regionale di “Cristianinmoschea”, centinaia di persone, tra cui vari cristiani, sono intervenute alla celebrazione del 1 settembre; mentre all’altro Centro islamico di Iesi, in pubblico abbiamo condannato il terrorismo e le strumentalizzazioni dell’ Islam, insieme al Vescovo e al Sindaco, ed anche ad Ancona ed Osimo le cose sono andate molto bene. Durante la settimana, poi, sempre a “La Misericordia” di Fabriano, organizzeremo appunto la Festa del Dialogo”. “A Perugia”, dice l’Imam Abd el Kader Mohd, presidente del Centro culturale islamico (“il piu’ vecchio d’Italia, abbiamo iniziato nel 1972!”), e nostro garante in Umbria, “la moschea il 1 settembre era colma, per la preghiera dell Eid: è seguito un pranzo con le famiglie dei fedeli delle varie religioni, ripetuto, domenica 3 settembre, specialmente con gli immigrati”.

A Roma, la moschea di Via Garau ad Ostia ha organizzato il 1 settembre un momento comune di preghiera con la popolazione al campo scout di Via delle Isole Salomone, ripetendolo poi alle 13,30 nel tempio stesso; e preghiere comuni si son svolte anche alla moschea “El Fath” di Via della Magliana e a quella di Laurentina. Mentre sono in corso i preparativi per l’importante evento #Musulmaninchiesa di domenica 10 settembre (ore 17.00) presso l’Istituto delle Suore Oblate del S.Cuore di Gesù a Via del Casaletto 128 , organizzato dal vescovo anglicano Perea Castrillon, vice presidente di #Cristianinmoschea. infine, hanno avuto luogo le celebrazioni dell’ Eid al Centro culturale di Segrate (Milano), con la partecipazione del coordinatore regionale in Lombardia di #Cristianinmoschea, Achour Hakim, membro di “Aiutasì”, Onlus dedita a varie forme di assistenza sociale e sanitaria.

Anche in Terrasanta, con numerose adesioni di imam ,associazioni, Comuni, e col Movimento “Women Wage Peace”, “Le Donne Costruttrici di Pace”, si sono organizzate varie iniziative. Il 1 Settembre, l’imam di Jaljulia ha unito i fedeli delle tre moschee in preghiera presso lo stadio della citta’, con piu’ di 3000 partecipanti; inoltre, sempre dalla Terrasanta, Akim Neserat ,Tesoriere Co-mai ,Bassem Jarban, Coordinatore regionale della Co-mai in Puglia, e Ihab Issa, Coordinatore regionale di #Cristianinmoschea in Veneto, riferiscono di numerose cene e preghiere comuni, nel segno delle #FestedelDialogo.
“Ringrazio fortemente tutti i nostri coordinatori regionali e provinciali sia in Italia che in Terra Santa ”, dichiara il Prof.Foad Aodi, Presidente di Co-mai e del movimento Uniti per Unire, e fondatore di #Cristianinmoschea: “ per l’ottima organizzazione, in questi 3 giorni, di tutti questi momenti di preghiera comune, aperti veramente a tutti i cittadini e a chiunque altro, sia nelle moschee che nei centri culturali, e anche nei luoghi pubblici e presso gli stadi ; cui son seguite, non dimentichiamo, migliaia di cene comuni, occasione preziosa per favorire la conoscenza reciproca musulmani-cristiani, eliminando rancori e pregiudizi. Proseguiamo la nostra missione, ormai mondiale, all’insegna del riformismo e del dialogo tra religioni e culture: per far sentire chi non vuole sentire, far vedere chi non vuole vedere, far conoscere la realtà a chi non vuole conoscere, informare chi vuole disinformare e non dedicare manco una riga alle buone pratiche ,far ragionare, col cuore e la mente, chi non vuol farlo e vuol costruire muri, virtuali e reali. Ai quali, invece”, conclude Aodi, che è “Focal Point” per l’integrazione in Italia per l’Alleanza delle Civiltà UNAoC, organismo ONU, ” sostituiamo ponti: per il dialogo, la conoscenza, l’ informazione e la pace duratura, nei Paesi euro mediterranei e africani. Ringraziamo tutti quanti, in questi giorni, hanno contribuito a organizzare queste #FestedelDialogo, in chiave sia di #Musulmaninchiesa che di#Cristianinmoschea; e tutti i giornalisti che appoggiano questa causa e credono nella vera libertà di espressione e nella buona informazione, scrivendo senza paura nè strumentalizzazioni con finalità politiche. Tutto questo, vale non solo in Italia, ma anche in Terrasanta: dove l’ 11 settembre (inizio ore 18.00), nella grande festa di chiusura delle #FestedelDialogo organizzata dalla scrittrice ebrea Shazarahel, vice presidente della Confederazione internazionale laica interreligiosa, e col Rabbino Rav Mordekhai Chriqui, presso l’Istituto “Ramhal” di Gerusalemme,
sarà lanciata l’ altra grande campagna #Musulmaninsingoga. Storica occasione di cambiamento, dopo decenni, per tutta questa terra”.

Fabrizio Federici

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