giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Corea del Nord. Putin invita gli Usa alla calma
Pubblicato il 15-09-2017


trump bandieraSi scaldano gli animi sul Pacifico. La Corea del Nord riparte in offensiva e sgancia un nuovo missile che anche stavolta, come appena tre settimane fa, sorvola il Giappone. Milioni di giapponesi sono stati svegliati dalle sirene di emergenza e da messaggi di testo d’allarme dopo che il missile è stato lanciato. I programmi televisivi del mattino hanno lanciato allarmi del tipo: “Precipitatevi in un edificio o in una cantina”. Subito dopo il premier nipponico Shinzo Abe ha affermato che il Giappone “non tollererà mai” questa “azione provocatoria che minaccia la pace nel mondo”. Il missile balistico lanciato stanotte dalla zona di Sunan è caduto a 2.000 km ad est da capo Arakura sull’isola giapponese di Hokkaido.
Da parte si Seul invece si risponde minacciando Pyongyang. Come in tempo di guerra l’esercito sudcoreano sei minuti dopo il test di Pyongyang ha lanciato due missili in un’esercitazione che ha simulato una rappresaglia contro il Nord. Uno dei due ordigni sudcoreani del tipo Hyunmoo-2 ha volato sul mare per 250 km, la distanza esatta per colpire la base di Sunan accanto a Pyongyang, ha informato un comunicato della Difesa di Seul. Il presidente della Corea del Sud Moon Jae-in assicura che il suo Paese ha la capacità di distruggere la Corea del Nord “in modo irrecuperabile”. Il dialogo con Kim Jong-un è “impossibile in una situazione come questa”, ha affermato Moon Jae-in dopo il nuovo test missilistico balistico di Pyongyang, il 19esimo quest’anno citato dall’agenzia di stampa Yonhap. “Nel caso la Corea del Nord lanci provocazioni contro di noi o i nostri alleati, abbiamo il potere di distruggere (chi le fa, ndr) in modo irrecuperabile. In situazioni come questa, il dialogo è impossibile. Sanzioni internazionali e pressioni spingeranno ancora di più la Corea del Nord a scegliere null’altro che la sua uscita dal percorso di un dialogo sincero”, ha dichiarato.
In risposta alla nuova provocazione di Pyongyang, Moon ha ordinato ai suoi militari di dare il via a test di missili balistici.
Subito dopo è stata convocata una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Questo lunedì il Consiglio di Sicurezza aveva approvato all’unanimità nuove stringenti sanzioni contro la Corea del Nord, imponendo anche un tetto all’import di petrolio e mettendo al bando le esportazioni di tessile da Pyongyang. Un deterrente con cui non concorda molto Mosca, il Presidente Putin, già durante il forum economico di Vladivostok, ha confermato che Mosca non riconosce lo status di potenza nucleare alla Nord Corea. Putin respinge così la richiesta del collega sudcoreano Moon Jae-in di sostegno al taglio dell’export di petrolio verso la Corea del Nord al fine di spingere Pyongyang a tornare ai negoziati.
Dopo i fatti di oggi la Russia si dice profondamente preoccupata per le ulteriori azioni provocatorie della Corea del Nord e le condanna con forza perché possono portare a una escalation. Ciò detto, però, il portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova accusa gli Stati Uniti: “Purtroppo da Washington viene solo retorica aggressiva, noi desideriamo risolvere la situazione nella penisola coreana”. Tuttavia Washington sembra allarmato dal fatto che Pyongyang ha già l’arma nucleare e cerca solo di affinare i missili per poter provare di essere capace di colpire in ogni momento.
All’inasprimento dell’embargo (che però non ha tagliato le forniture di petrolio, unica misura che potrebbe paralizzare l’economia del Nord), Pyongyang aveva risposto ieri minacciando di “affondare con i missili nucleari le isole giapponesi” e di “ridurre in cenere e all’oscurità” gli Stati Uniti. Il missile che ha sorvolato Hokkaido questa mattina appare evidentemente come una nuova prova di quanto sia seria purtroppo la minaccia. Il vero obiettivo di Kim Jong-un è infatti Washington, non a caso quest’ultimo missile è stato sganciato quando il presidente Donald Trump ha reso noto parlando con i giornalisti sull’Air Force One, tornando a Washington dalla Florida che a novembre visiterà Corea del Sud, Giappone e Cina. Si tratta di Paesi tutti direttamente coinvolti nella crisi con la Corea del Nord

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