venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

GUERRA SIMULATA
Pubblicato il 18-09-2017


corea sudAlle minacce gli Usa fanno seguire i fatti e come ai tempi della ‘Guerra Fredda’, Washington mostra i muscoli all’avversario. Un totale di quattro jet americani F-35B invisibili e 2 bombardieri strategici B-1B hanno simulato oggi un bombardamento strategico nei cieli sudcoreani, quale monito alla Corea del Nord. Gli aerei Usa sono stati affiancati da quattro F-15K sudcoreani, prima di rientrare alle basi, rispettivamente, in Giappone e a Guam. Le esercitazioni sono maturate a tre giorni dal missile intermedio lanciato dal Nord verso il Pacifico dopo il sorvolo del Giappone. Il ministero della Difesa di Seul ha confermato le esercitazioni congiunte con Washington, quale “parte di manovre regolari finalizzate a rafforzare la capacità di estendere la deterrenza”. Le parti, attraverso le manovre, oltre a respingere le minacce nucleari e missilistiche nordcoreane, hanno testato la interoperatività e la capacità di operazioni combinate. “Nei giorni a venire, le Marine militari di Corea del Sud e Usa dimostreranno la loro interoperatività coinvolgendo anche i bombardieri strategici americani”, si legge infatti nella nota. A ottobre gli Usa invieranno una portaerei e il relativo gruppo d’attacco vicino alla penisola coreana per un ciclo di manovre navali con la marina di Seul: in un rapporto al parlamento, il Ministero della difesa di seul non ha rivelato il nome dell’unità americana, precisando che Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone terranno tra fine mese e inizio ottobre anche un’esercitazione di allerta sui missili.
Ma Pyongyang non sembra voler abbassare la tensione arrivata ormai alle stelle, infatti Kim Jong-un dice che la Nord Corea non ha finito con i test missilistici e nucleari: “Dobbiamo mostrare agli sciovinisti della grande potenza (gli Stati Uniti, ndr) come completeremo la nostra forza nucleare e raggiungeremo l’obiettivo dell’equilibrio”. Donald Trump su Twitter si fa scherno di lui, lo definisce “Rocket Man”, l’Uomo Missile e si felicita per le “lunghe code alle pompe di benzina” di Pyongyang, segno che le sanzioni si fanno sentire, riferendosi alle ultime decisioni prese in sede del Consiglio di Sicurezza Onu. Proprio dal Palazzo di vetro sono arrivate alla vigilia del bombardamento simulato gli ultimi avvertimenti a Pyongyang, dall’ambasciatrice Usa all’Onu, Nikki Haley: “La Corea del Nord sarà distrutta se continua con il suo comportamento incosciente”, aggiungendo che le ipotesi di soluzione pacifica percorribili al tavolo del Consiglio di Sicurezza, sono “esaurite”. Rimangono, invece, una serie di opzioni militari su cui si stanno concentrando al Pentagono.

Proprio l’Onu vedrà il debutto del nuovo presidente degli Usa, Donald Trump, durante la settantaduesima sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU, la stessa che per una curiosa coincidenza legata all’estrazione dei posti, vedrà la delegazione di Pyongyang sedere in prima fila al centro della platea, a pochi metri dal podio dove Trump prenderà la parola. E proprio sulla Corea, giovedì il consiglio di sicurezza si riunirà nuovamente, mentre lo stesso giorno ci sarà un trilaterale fra Trump e i presidenti di Giappone e Corea del sud. I due Stati appoggiano l’iniziativa Usa per nuove sanzioni contro Kim Jong-un, mentre Russia e Cina chiedono il dialogo con la Corea del Nord e sostengono che l’opzione militare messa sul tavolo da Washington avrebbe conseguenze catastrofiche.
Nel frattempo gli schieramenti sembrano già delinearsi: i due storici alleati, Mosca e Pechino hanno iniziato le loro esercitazioni sull’Oceano Pacifico, ovvero la seconda parte delle esercitazioni marittime russo-cinesi detta “Interazione navale-2017”. Le manovre dureranno fino al 26 settembre e saranno divise in due fasi: quella costiera e quella navale. La parte costiera delle manovre avrà luogo a Vladivostok dal 18 al 21 settembre. Quella marittima dal 22 al 26 settembre nel Mar di Giappone e nella parte meridionale del Mare di Okhotsk.
Secondo il ministero della Difesa russo, nelle esercitazioni saranno impiegate 11 navi, due sottomarini, due sommergibili di salvataggio in acque profonde, quattro aerei antisommergibile e quattro elicotteri.
E in attesa dell’incontro a New York, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, tra il segretario di Stato Usa Rex Tillerson e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, il Kuwait ha ordinato all’ambasciatore della Corea del Nord di lasciare il Paese entro un mese. Pressioni diplomatiche che arrivano dieci giorni dopo l’incontro a Washington tra il presidente americano Donald Trump con l’emiro dello Stato del Golfo.

Sempre più emarginata, la Corea del Nord ha criticato la condanna decisa dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu sul missile balistico intermedio lanciato venerdì, chiarendo che la stretta internazionale ulteriore spingerà il Paese verso il “compimento di status di potenza nucleare”. I movimenti in aumento “di Usa e forze vassalle nell’imposizione di sanzioni e pressione sulla Dprk – afferma il ministero degli Esteri in una nota rilanciata dall’agenzia Kcna – farà crescere solo il nostro passo verso il
completamento verso lo status di potenza nucleare”.

Nel frattempo arriva il primo invito alla pace. “Stati Uniti e Corea del Nord si stanno fronteggiando con tanta durezza, se avvenisse qualcosa e ci fosse un olocausto nucleare ci sarebbe una reciproca distruzione. Qualsiasi conflitto umano si risolve con il dialogo cercando di connettersi con l’altro, altrimenti se si risponde con rabbia la controparte risponde con più rabbia. Non è possibile risolvere i conflitti con l’uso della guerra. Questo è il secolo del dialogo”. L’ha detto il Dalai Lama a Palermo, in conferenza stampa. A chi gli ha chiesto quale messaggio dare ai potenti della Terra in un momento storico di cambiamenti climatici e fanatismo religioso, il Dalai Lama ha risposto: “Se le persone prendono a cuore quello che ho detto. Questo è il messaggio: amore e compassione. Io sono persona questo è il messaggio”.

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Commenti all'articolo
  1. Kim continua a minacciare Trump. Il programma nucleare del Paese “è quasi terminato” in modo da creare “equilibrio” con gli Stati Uniti. Questo è l’annuncio, riportato tra gli altri dal QN, del dittatore della Corea del Nord Kim Jong Un. “Bisogna mostrare che nonostante il blocco e le sanzioni illimitate, riusciamo a completare la nostra forza nucleare”, ha specificato.

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