venerdì, 17 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

ISTERIA MILITARE
Pubblicato il 05-09-2017


Army-Corea_UsaLa guerra non c’è, ma gli schieramenti sono pronti. La prima a prepararsi è la Corea del Sud che oggi ha condotto un’esercitazione navale a fuoco vero, due giorni dopo l’ultimo test nucleare di Pyongyang.
“Riteniamo che una capacità di carico illimitata per le testate missilistiche sia utile per rispondere alle minacce della Corea del Nord”, ha detto il portavoce del ministero della Difesa Moon Sang-gyun.
Al momento infatti la Corea del Sud è in grado di lanciare missili con una gittata di 800 km e un carico di 500 kg. Le manovre di oggi mirano a “migliorare l’immediata risposta militare” a un eventuale attacco nord-coreano, ha spiegato il comandante della Marina sud-coreana, Choi Young-chan. “Se il nemico lancia una provocazione sopra o sotto l’acqua, risponderemo immediatamente per seppellirli sott’acqua”. Alle esercitazioni hanno partecipato la fregata Gangwon da 2500 tonnellate, una nave per i pattugliamenti da mille tonnellate, imbarcazioni ad alta velocità e navi con missili teleguidati. Tra i mezzi mobilitati anche i caccia F-15K e gli aerei da trasporto Cn-235. Il tutto sta andando avanti con il supporto e la regia degli Stati Uniti con cui sono anche previste esercitazioni congiuntenelle acque sud-coreane nei prossimi giorni. Seul ha annunciato un‘intesa con gli Stati Uniti per aumentare gittata e capacità di carico dei suoi missili balistici in modo da colpire con maggiore efficacia la Corea del Nord se dovesse esplodere un conflitto. Washington è così pronta già a fare accordi per potenziare gli armamenti bellici da vendere al Premier sudcoreano Moon Jae-in. “Il presidente Trump ha dato il suo benestare di principio per l’acquisto da parte della Corea del Sud di equipaggiamento bellico e armamenti per un valore di diversi miliardi di dollari” si legge nel comunicato diffuso dalla Casa Bianca, in cui non si fornisce alcun dettaglio sulla natura dei contratti.
Nel mirino di Pyongyang c’è proprio Washington. Gli Stati Uniti “riceveranno altri pacchi regalo dal mio Paese fino a quando faranno affidamento su imprudenti provocazioni e futili tentativi per mettere pressione sulla Corea del Nord”, è questo il monito lanciato da Han Tae-song, ambasciatore di Pyongyang presso la sede Onu di Ginevra, alla Conferenza sul disarmo promossa dalle Nazioni Unite. Per Han i “pacchi regalo” sono test nucleari e altre provocazioni.
Se dal Pacifico sono già pronti, dall’Europa iniziano a manifestarsi i primi timori. Il ministro francese della Difesa, Florence Parly, in un discorso ai militari e parlamentari transalpini all’Università estiva di Difesa a Tolone avverte sulla possibilità per Pyongyang di sviluppare missili balistici in grado di raggiungere l’Europa. “Lo scenario di una escalation verso un grande conflitto non può essere scartato”, ha aggiunto. Parly ha inoltre annunciato di aver deciso di “avviare un processo di armamento dei nostri droni di intelligence e di sorveglianza”. Nello specifico, ha spiegato, in un primo momento la decisione riguarderà i droni Reaper acquistati dagli Usa, e in un secondo momento anche il futuro drone europeo, per il quale saranno effettuati studi con Italia, Germania e Spagna.
La Russia intanto ha condannato il nuovo test atomico della Corea del Nord, ma allo stesso tempo Vladimir Putin ha spiegato che le sanzioni contro Pyongyang sono “inutili e non efficaci”. Parlando al termine del vertice dei Brics a Xiamen, in Cina, il presidente Putin ha scandito: “Intensificare, in queste condizioni, l’isteria militare è insensato, porta a un vicolo cieco”. Secondo Putin, si rischierebbe “una catastrofe globale, planetaria e un’enorme perdita di vite umane. Non c’è altra via che risolvere la crisi nordcoreana attraverso il dialogo pacifico”.
L’opinione del presidente russo è che l’intervento straniero in Iraq e Libia ha convinto il leader nordcoreano Kim Jong-un della necessità di dotarsi di armi nucleari per sopravvivere: “Mangeranno erba, ma non fermeranno i loro programmi fintanto che non si sentiranno sicuri”.
Ma da parte americana si è decisi a non “lasciar correre”. Oggi alla riunione del Consiglio di Sicurezza Onu, Nikky Haley, ambasciatrice americana all’Onu, chiede che le nuove sanzioni ai nordcoreani “siano le più pesanti mai imposte”, annuncia una nuova risoluzione contro la Nord Corea, che sarà presentata entro questa settimana e votata la prossima. Haley aggiunge anche che la Nord Corea “ci sta pregando di fare la guerra”, chiede di finirla con le “mezze misure”. Francia e Gran Bretagna sono d’accordo con gli americani sulla necessità di nuove sanzioni. Linea che è anche quella italiana, espressa dal Rappresentante permanente all’Onu, Sebastiano Cardi. A fare da portavoce nel Vecchio Continente è ancora una volta la Germania. “L’Europa ha una voce importante nel mondo, deve usarla”, dice Angela Merkel al Bundestag, e sottolineando che ci possa essere “solo una soluzione diplomatica e pacifica per la quale ci si deve impegnare con tutte le forze”.

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Commenti all'articolo
  1. Nella giornata di domenica si sono susseguite le reazioni al test fatto dalla Corea del Nord, che ha fatto esplodere una bomba all’idrogeno che ha provocato un terremoto di magnitudo 6,3 sulla scala Richter (Repubblica e Corriere). Di fronte all’ennesima minaccia del dittatore Kim Jong-un gli Stati Uniti hanno fatto sapere che ci sarà una “massiccia reazione militare se minacciati”. La Russia di Putin ha invece messo in guardia da azioni militari mentre Pechino ha mandato un messaggio alla Corea del Nord: fermare azioni “sbagliate” e rispettare le risoluzioni Onu. Il trio europeo Merkel-Macron-Gentiloni: parla della necessità di una “Reazione internazionale forte” e ieri si è riunito il Consiglio di Sicurezza dell’Onu per trattare la questione sul nucleare. Il politologo Ian Bremmer spiega al Corriere che “Trump paga il fallimento delle politiche verso la Corea del Nord dei suoi predecessori: Clinton, Bush e Obama”. D’altra parte “quello che sta facendo è profondamente sbagliato e pericoloso, al di là della gravità della minaccia rappresentata da Kim Jong-un: attaccando Seul per i suoi sforzi diplomatici e puntando nel momento più sbagliato alla cancellazione del trattato commerciale con la Corea del Sud, il presidente rischia di spingere questo alleato tra le braccia della Cina e di rendere ancora più instabili le alleanze con i partner degli Usa in Estremo Oriente”.

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