venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Crescono i lavoratori stagionali ed è boom
del sommerso
Pubblicato il 18-09-2017


Ape social

PER EDILI ANCHE CON DICHIARAZIONE CASSE

Gli operai edili che vogliono presentare domanda per l’ottenimento dell’Ape sociale, potranno sostituire le attestazioni delle mansioni svolte in via continuativa, che devono essere rilasciate dal datore di lavoro, con una idonea dichiarazione, sottoscritta dai responsabili delle Casse edili, dalla quale risultino i periodi durante i quali sono stati iscritti alle Casse stesse. Lo ricorda il ministero del Lavoro, citando una comunicazione Inps che fa seguito alle difficoltà segnalate dalle organizzazioni sindacali, per gli operai edili, di reperire i datori di lavoro per la sottoscrizione della relativa attestazione da allegare alla domanda di Ape sociale.

La comunicazione, si legge nella nota del ministero, chiarisce che la dichiarazione rilasciata dalle casse edili dovrà essere allegata alla domanda telematica e che il richiedente dovrà dichiarare, nell’apposito campo, che, stante l’impossibilità di reperire i datori di lavoro, è stata allegata la dichiarazione delle casse edili interessate, in modo da consentire ai competenti uffici del ministero del Lavoro, dell’Inail e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro le verifiche di loro competenza.

Economia

CESSIONE DEL QUINTO PENSIONATI: ULTIME NOVITA’

I pensionati possono tornare a rivolgersi all’Inps per la cessione del quinto. Questa tipologia di prestiti era stata recentemente sospesa dall’ente previdenziale, che, con la disposizione 1.446 del 31 marzo 2017, aveva stabilito il recesso dalle convenzioni stipulate con banche e finanziarie per la cessione del quinto.

Molti gli interventi registrati in seguito a tale decisione nei quali sono state spiegate le motivazioni di questa iniziativa.

In pratica il Ministero, tramite il decreto 24.126 del 27 marzo 2017, ha aggiornato i tassi effettivi globali anti usura e, di conseguenza, è stato necessario modificare le convenzioni in atto tra l’Istituto Previdenziale e le banche.

Più nello specifico, il Ministero ha aggiornato le classi di importo rilevanti ai fini delle operazioni di cessione del quinto dello stipendio e della pensione secondo i seguenti parametri: < 15.000 euro e > 15.000 euro.

Pertanto dal primo aprile sono state sospese le procedure burocratiche di accreditamento, chiedendo a banche e finanziarie che erogano prestiti con cessione del quinto di operare in regime diretto.

Con la determinazione presidenziale n.78 del 14/04/2017 è stato approvato il nuovo schema di convenzione, permettendo così all’Inps di riattivare i finanziamenti ai pensionati.

Per aderire al nuovo schema di convenzione, gli istituti di credito e gli intermediari finanziari interessati, in possesso dei requisiti di legge, potranno aderire al nuovo testo di convenzione rivolgendosi alla Direzione Centrale Organizzazione e Sistemi Informativi.

Ricordiamo che, tramite Inps, non vengono erogati prestiti personali ai dipendenti privati.
Possono accedere ai finanziamenti dell’ente pubblico, legati alla cessione del quinto, i dipendenti del settore pubblico e statale, i dipendenti di Poste Italiane e delle società collegate e i dipendenti della Magistratura, oltre ai pensionati di questi settori.

Chi non fosse in possesso di questi requisiti e volesse richiedere un finanziamento con cessione del quinto, può comparare le offerte su un comparatore come PrestitiOnline.it, che permette di calcolare la rata del finanziamento e visualizzare in pochi click il preventivo personalizzato.

Tra le società partner del network focalizzate su questo comparto del credito vi è Pitagora, uno tra i leader nella cessione del quinto.

E’ bene consigliare sempre, quando si procede alla richiesta di un finanziamento, di informarsi sulle condizioni applicate e sulle  caratteristiche del prodotto.

PrestitiOnline.it mette a disposizione degli utenti una guida dedicata alla cessione del quinto, dove si possono trovare consigli utili.

In particolare ricordiamo che la legge prevede che un contratto di cessione del quinto debba contenere i seguenti elementi:

il tasso di interesse praticato;

ogni altro prezzo e condizione praticati, inclusi i maggiori oneri in caso di mora;

l’ammontare e le modalità del finanziamento;

il numero, gli importi e la scadenza delle singole rate;

il tasso annuo effettivo globale (Taeg);

Devono inoltre essere specificate le condizioni analitiche secondo cui il Taeg può essere eventualmente modificato, l’importo e la causale degli oneri che sono esclusi dal calcolo del Taeg e le eventuali garanzie richieste.

Sottolineiamo che, per questa tipologia di prestiti, le coperture assicurative sono obbligatorie.

Il richiedente deve in ogni caso fornire, oltre ai propri dati anagrafici e personali, alcuni allegati che consentano di definire la sua posizione lavorativa (o pensionistica) e reddituale.

Ma è boom del nero

CRESCONO I LAVORATORI STAGIONALI

Bar e ristoranti pieni, stabilimenti balneari presi d’assalto. Ma anche alberghi e villaggi vacanze sold out. L’estate ha portato un buon giro d’affari e anche opportunità di lavoro per tanti, giovani e meno giovani. Ma se è cresciuta l’offerta di impiego stagionale, in media il 10% in più rispetto allo scorso anno, sale anche la quota di lavoro nero: più della metà dei lavoratori (quasi il 60%) è stato impiegato senza contratto o con rapporti irregolari. E’ quanto emerge da un’indagine dell’Adnkronos che ha sondato sindacati e associazioni di categoria nelle principali località turistiche italiane.

Il dato positivo riguarda la maggiore richiesta di personale rispetto alle stagioni scorse. A incidere positivamente il ‘risveglio’ dell’attività di molti piccoli esercenti e delle strutture recettive minori che, evidentemente superata la fase più acuta della crisi, sono tornate (+15%) ad avvalersi di personale esterno. Ma anche le strutture più grandi, dalle catene alberghiere ai villaggi vacanze, hanno incrementato l’offerta di lavoro, +5%.

Il problema, segnalano i sindacati interpellati, è la natura spesso completamente fuori dalle regole del rapporto di lavoro. Un trend confermato anche dai controlli della Guardia di Finanza che, dall’inizio dell’estate, ha scoperto 1.450 i lavoratori ‘in nero’ o irregolari. Un fenomeno diffuso in tutta Italia ma che registra punte di sommerso vicine al 70% in diverse realtà meridionali. Si segnalano, in particolare, aree di grande evasione contributiva in Campania e Calabria. A pesare, segnalano le associazioni datoriali, è anche l’incertezza normativa percepita dopo l’uscita di scena dei voucher e le novità introdotte successivamente.

In queste realtà sono comunque frequenti i controlli e le sanzioni da parte della Guardia di Finanza, così come è costante l’azione degli ispettori del ministero del Lavoro su tutto il territorio nazionale. In particolare, sono stati 1.450 i lavoratori “in nero” o irregolari scoperti da inizio estate dalle Fiamme Gialle: 268 di loro sono stranieri, 27 i minori, impiegati soprattutto nei campi agricoli. In Sicilia, in un’operazione anti-caporalato e contro lo sfruttamento della manodopera della Gdf di Siracusa, è̀ stato applicato, tra le prime volte in assoluto, il ‘controllo giudiziario d’azienda’. Istituto, introdotto lo scorso anno, che prevede la nomina di uno o più̀ amministratori da affiancare all’imprenditore nella gestione dell’attività̀.

Ma, segnalano i sindacati, non basta. Per fronteggiare veramente il sommerso, fanno notare, servirebbe una maggiore disponibilità a denunciare lo sfruttamento, sia da parte dei lavoratori sia da parte degli operatori onesti, che subiscono una concorrenza sleale. Per questo, l’invito è a utilizzare i canali a disposizione per far emergere le situazioni di sfruttamento. La prima cosa da fare è denunciare la propria condizione all’Ispettorato del Lavoro che ha sede presso la Direzione Principale del Lavoro competente. Ma un lavoratore irregolare può denunciare la sua condizione anche presso la Guardia di Finanza. E, ricordano i sindacati, se necessario per tutelare la propria posizione, possono farlo anche in forma anonima.

Carlo Pareto

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