lunedì, 20 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

D’Alema e Craxi (via Renzi)
Pubblicato il 27-09-2017


Nell’intervista al Corriere Massimo D’Alema fa il punto sulla situazione. Leggo sempre con interesse le osservazioni del lider maximo, perché quasi mai mi appaiono banali. Devo dire però che stavolta ogni suo appunto é sempre collegato a un unico obiettivo: colpire e sconfiggere Renzi. L’ossessione maschera un odio privato. Non mi scandalizzo giacché non é la prima volta che accade in politica. Penso al particolare astio che mosse Crispi contro Giolitti e viceversa. O a quello di Turati contro Enrico Ferri, del rapporto tra Moro e Fanfani, di quello tra Nenni e Basso, tra Mancini e De Martino. Tuttavia in nessuno di questi casi l’obiettivo fondamentale é mai stato dichiaratamente quello di sconfiggere quell’altro. Il rapporto personale veniva sempre celato dietro un dissenso politico e mai ostentato come primario.

Oggi invece D’Alema, che continua a minacciare Renzi “fin che starà in vita”, ritiene che il suo principale nemico sia Renzi e che il Pd sia il vero avversario politico da battere. Bacchetta sulle dita anche Pisapia perché ancora indeciso su un’eventuale alleanza col Pd sull’uninominale, se il Mullerattam verrà approvato. E, udite udite, tra Renzi e Craxi sceglie Craxi definendolo un uomo di sinistra al contrario di quell’altro, anche se un po’ troppo anticomunista (come se fosse stato un difetto e l’essere stato comunista un pregio). Nella nuova graduatoria dalemiana Craxi ha avuto il merito di aver parteggiato per la resistenza palestinese e di avere aiutato quella cilena. Cose che certo Renzi non avrebbe potuto fare.

In questo usare Craxi per colpire Renzi D’Alema non si fa scrupoli. E non ricorda bene il passato e i suoi giudizi sul nostro segretario. Ero alla Camera quando venne discussa l’autorizzazione a procedere, anzi le diverse autorizzazioni a procedere contro Bettino. E non posso dimenticare il discorso di D’Alema che, schierandosi ovviamente contro il leader socialista, se ne uscì con la sarcastica e cinica sua osservazione: “In fondo l’unica vera passione politica di Craxi é stata l’odio verso di noi”. Il muro di Berlino era caduto quattro anni prima e il Pci era divenuto Pds. Il suo itinerario era stato aperto dalle ruspe di Mani pulite che gli avevano rischiarato un tunnel che pareva senza uscita. L’idea, anzi l’ossessione, di finire in braccio a Craxi e alla sua unità socialista era ormai scongiurato. Bastava appoggiare acriticamente il dipietrismo e schiacciare il piede sull’accelleratore del giustizialismo. Craxi aveva come passione l’odio contro di noi, cioè contro i comunisti? Che muoia dunque.

Quando Craxi era ormai alla fine, é vero, D’Alema che era presidente del Consiglio, chiese ai giudici di Milano se poteva farlo rientrare in Italia senza che venisse arrestato. Al loro diniego, però, fece marcia indietro senza fiatare. Propose alla famiglia i funerali di stato. Da latitante-premier. Un insulto alla logica. Come tutti quegli anni in cui dominava l’ipocrisia. Clamorosa la vera e propria dissociazione tra Berlusconi presidente e Craxi ad Hammamet. Avrebbe fatto anche ridere se non fosse stata drammatica. O quella del Pci che viveva sul tesseramento e i festival dell’Unità e che a seguito dì Tangentopoli fu costretto a vendere le sedi e a chiudere l’Unità. O quella di Greganti cui dedicarono le magliette anche se i soldi se li teneva lui. O la storiella di un emissario Enimont che portò un miliardo a Botteghe oscure consegnandolo a un ascensore. Quanta acqua é passata sotto i ponti. Abbiamo anche assistito al clamoroso mea culpa di Di Pietro. Cosa vuoi che sia questa patente di sinistra rilasciata postuma da D’Alema a Craxi?

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Io non so, ovviamente, se le parole che danno merito a Craxi siano state dette in funzione anti Segretario-PD, ma mi sembrano comunque “questioni loro”, come si usa dire, che non cambiano in ogni caso il senso e significato di questo pronunciamento, e potrebbe anche essere che la “nemesi storica” stia facendo il suo corso.

    Paolo B. 27.09.2017

  2. Saranno strumentali , parziali e tardive, ma sempre meglio di quelle di Renzi fatte a suo tempo e mai ritrattate, dove il Segretario del PD affermava che tra Craxi e Berlinguer lui sceglieva Berlinguer! Ma aldilà delle revisioni e non , il grande problema che viene rinviato, nascosto, sottovalutato è un altro: si vuole finalmente porre fine alla guerra fratricida tra ex comunisti e socialisti? Oggi non ci sono nessuna delle ragioni che portarono alle divisioni del novecento. E se non vogliamo far definitivamente scomparire il socialismo italiano, sarebbe ora che in modo chiaro e definitivamente si desse conto a chi la storia ha dato ragione, per poi passare alla conseguenziale ridefinizione e costruzione di un grande unitario partito socialista democratico. Se invece prevarranno i risentimenti, le parziali ammissioni, le “riabilitazioni” per quante “generose” non faranno altro che sviare l’attenzione sul tema ormai vitale: oggi c’è ancora necessità di un Partito SOCIALISTA? Se si e c’è la volontà politica di tutti di guardare al futuro e non al passato, allora che ci si mette a lavoro in questa direzione. Tutto il resto sono , come direbbe De Niro sono solo chiacchiere e distintivo!

  3. Nel partito col quale Rocco vorrebbe unirsi per superare le “divisioni del novecento” non mi sembra di vedere degli “ex-comunisti”, bensì un bella quota di antisocialisti, i quali nutrono nei nostri confronti gli stessi sentimenti di un tempo, e che allora si guardarono bene di partecipare alla “costruzione di un grande unitario partito socialista democratico”, ossia l’unità socialista cui pensava Craxi, verso il quale nutrivano quel risentimento, per non dire di più, che noi oggi dovremmo superare (credo, fra l’altro, che sarebbe il segno di una resa e “sudditanza” che si ritorcerebbe contro di noi).

    Se non si discosta dal vero il vecchio e saggio adagio “il lupo perde il pelo ma non il vizio”, mi guarderei bene dal mettermi insieme a chi ci è sempre stato ostile, e anche perché una fusione di questo genere – che sarebbe di fatto una annessione vista la differenza dei numeri – farebbe sostanzialmente scomparire la storia e l’identità socialista, ben diversa dalla loro, non fosse altro perché quando i socialisti avevano responsabilità di governo seppero affrontare i grandi problemi del momento (e se potranno riprendersi lo sarà verosimilmente soltanto perché una parte di elettorato riscoprirà il valore di quella stagione politica confrontandola con quella dei giorni nostri).

    Paolo B. 28.09.2017

    • Vedi Paolo, se su continua a ragionare con i risentimenti e non con la ragione , si finirà con l’auto distruzione (e noi ci siamo già arrivati…). Questo modo di argomentare è speculare a quella dei comunisti o ex i quali per non fare una autocritica onesta, veritiera, oggettiva ed. Obbiettiva, preferiscono non parlare della nostra storia, della storia della Sinistra italiana, che non è stata solo del Pci! E poiché loro sanno che se lo facessero si rimetterebe non indietro l’orologio della storia. Ma dovendo a questo punto dare ragione a chi ragione ha avuto, cioè i socialisti, questo rimetterebbe in moto la possibilità di creare un Partito SOCIALISTA democratico di massa ( e non di testimonial o di reduci). E cosi preferiscono o pastrocchi (vedi il Pd) o “immaginarie” formazioni di combattenti reduci degli ex Pci ( con l’innesto di qualche socialisti che rappresenta al massimo la sua persona o qualche amico..). Oggi caro Paolo, non esistono le condizioni politiche e numeriche di rifare Fronte Pololari. Se solo si volesse guardare al futuro con più ottimismo e più eresia” turaniana” sarebbe un tentativo che ridarebbe al Socialismo da noi sempre immaginato una nuova vita. Invece di morire lentamente e accontentarsi delle bricciole degli altri!

Lascia un commento