martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

DIRITTI E DOVERI
Pubblicato il 27-09-2017


minnitiIl Capo del Viminale, Marco Minniti, rimette in primo piano la questione migranti e lo fa presentando un piano nazionale di integrazione dei migranti. Una sorta di ‘do ut des’ di scambio di diritti e doveri tra migranti e Stato italiano per la convivenza civile.
Così mentre l’Italia dovrà assicurare ai rifugiati uguaglianza e pari dignità, libertà di religione, accesso a istruzione e formazione, alloggio e sistema sanitario, quest’ultimi da parte loro dovranno conoscere l’italiano, rispettare la carta costituzionale, riconoscere la laicità dello Stato e nondimeno rispettare la donna.
L’obiettivo – si legge nel testo – è di portare a piena attuazione l’intesa sancita in Conferenza unificata nel 2014 e rendere il sistema di accoglienza più orientato all’integrazione, elevando il livello dei servizi offerti nel sistema di accoglienza straordinario (CAS), iniziando subito i percorsi d’integrazione.
«L’integrazione dei migranti, al di là degli aspetti socio-umanitari, è alla base di una società più sicura. Anche sul fronte del terrorismo islamico», ha affermato il ministro Marco Minniti sottolineando così l’importanza del primo Piano nazionale di integrazione dei migranti appena approvato.
I beneficiari sono circa 75 mila persone, per le quali il ministero “prevede veri e propri percorsi d’inclusione sociale e integrazione di lungo respiro, con l’obiettivo finale di raggiungere l’autonomia personale”. Il piano riguarda, oltre ai titolari dei permessi di soggiorno, anche le 196.285 persone del sistema di accoglienza nazionale, la maggior parte richiedenti asilo e 18.486 minori stranieri non accompagnati.
Quanto ai finanziamenti, spiega il Viminale, “derivano prevalentemente dai Fondi europei” 2014/2020 («Fondo asilo migrazione e integrazione – Fami, Fondo sociale europeo – Fse, Fondo per lo sviluppo regionale – Fesr), “cui vanno ad aggiungersi le risorse nazionali che finanziano le attività degli enti territoriali”. Finora è stato stanziato complessivamente oltre mezzo miliardo. E altri 100 milioni sono stati promessi dall’Unione europea.

Gli impegni:

Rispetto delle leggi italiane
L’osservanza delle leggi italiane da parte dei migranti rientra nell’impegno al rispetto dei medesimi doveri e all’assunzione delle medesime responsabilità degli italiani, come previsto dalla nostra Costituzione.

Incentivi per creare lavoro
Da questo punto di vista si chiede agli italiani la disponibilità a favorire “interventi diretti a facilitare l’inclusione nella società e l’adesione ai suoi valori non negoziabili”, in modo da creare integrazione attraverso l’inserimento nel mondo del lavoro.

La salute per tutti
È garantita a tutti i cittadini di Stati non appartenenti all’Ue, regolarmente soggiornanti, iscritti al Servizio sanitario nazionale, parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti e doveri rispetto ai cittadini italiani per quanto attiene all’assistenza sanitaria erogata in Italia.
Gli elementi più critici riguardano la mancanza di conoscenza dei servizi disponibili, le differenze linguistiche, i diversi atteggiamenti culturali nei confronti della salute e dell’assistenza sanitaria e la mancanza di una rete sociale di supporto. L’obiettivo è quindi quello di arrivare a una piena implementazione dell’accordo Stato-Regioni per la salute dei migranti sancito nel 2012, con un aumento e una standardizzazione degli interventi volti a semplificare l’accesso al servizio sanitario nazionale in tutte le regioni Italiane.

Diritto alla casa
“Nella consapevolezza della situazione di emergenza abitativa che coinvolge le fasce deboli di tutto il Paese – rileva il Piano – l’obiettivo per il prossimo biennio è che le persone titolari di protezione possano accedere alle risorse che il welfare territoriale mette a disposizione”. Per le persone in uscita dai Centri Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) è previsto il diritto alla casa.

“Il Piano è uno strumento fondamentale per adottare azioni concrete che facilitino percorsi di inclusione sociale dei rifugiati ed è frutto di un lavoro collettivo a cui hanno preso parte rappresentanti dei diversi ministeri interessati, degli enti locali, della società civile e delle organizzazioni internazionali – sottolinea l’Unhcr – Il Piano ha inoltre raccolto la voce dei rifugiati stessi attraverso dei focus group condotti dall’Unhcr in varie regioni d’Italia. Per questo esprimiamo apprezzamento per l’approvazione oggi del Piano Nazionale Integrazione da parte del Tavolo Nazionale di Coordinamento presieduto dal Ministro dell’Interno Minniti”.
Nel frattempo il ministro degli Interni mette un punto alla questione migranti vista come emergenza e sul difficile terreno degli arrivi dei fa sapere che qualcosa si inizia a muovere sia nella lotta ai potenti trafficanti di esseri umani, sia in tema di integrazione ma occorre iniziare a “cancellare” la parola “emergenza” perché “l’emergenza è un approccio populista, mentre riformisti e democratici affrontano il problema con una visione”. A dirlo è il ministro dell’Interno, Marco Minniti in una intervista che verrà pubblicata sul prossimo numero del settimanale “Famiglia Cristiana” nella quale precisa che come ministro deve però “preoccuparsi anche della paura della gente. Paura che va compresa per liberare la popolazione da questa gabbia, mentre i populismi spingono per tornare la gente prigioniera di questo sentimento”.

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