domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Documento immigrazione
Pubblicato il 11-09-2017


L’accoglienza indiscriminata non è una ricetta. E’ una contraddizione. Introduce il problema di una più difficile integrazione e di una impraticabile convivenza col rischio, o la certezza, di far star peggio gli italiani e soprattutto i migranti. E induce a incentivare pericolosi fenomeni di razzismo, dovuti a presunte o reali discriminazioni. Occorre un’accoglienza mirata e sostenibile. Mirata perché relativa ai migranti regolari, che opportunamente devono essere accolti per coprire posti di lavoro e che contribuiscono allo sviluppo e alla previdenza. Mirata perché é doveroso accogliere i profughi e cercare di fare in modo che costoro possano arrivare in Italia senza correre rischi e senza essere alla mercé degli scafisti.

Anche coloro che fuggono dalla fame e dal sottosviluppo devono trovare risposta. Inutile fare appelli retorici all’aiuto a casa loro che sarebbe la vera soluzione al tema della migrazione dall’Africa, quella che precipuamente interessa il nostro paese. Questa migrazione deve essere limitata e transitoria, al fine che la maggior parte di coloro che provengono dai paesi sottosviluppati possa trovare una soluzione a casa loro.

L’accordo con la Libia e il vertice di Parigi hanno confermato che il nuovo indirizzo del governo italiano è giusto e produttivo. Le idee su cui si é ispirata la nuova linea del ministro Minniti sono relative al controllo delle imbarcazioni di soccorso anche attraverso l’uso delle forze dell’ordine, alla selezione e al fermo degli immigrati in Libia, in particolare la selezione dei migranti deve essere fatta a monte. E per questo é stato opportuno, oltre alla Libia, che siano stato coinvolti anche il Ciad e il Niger, che stanno sulla rotta migratoria.

Fondamentali sono i compiti dell”Europa che deve agire sul controllo dei flussi anche come supporto dei paesi più esposti. Ormai tramontato, anche se non formalmente, é il trattato di Dublino in base al quale ogni paese di arrivo doveva farsi carico dei migranti, occorre che verso l’Italia vengano erogati i finanziamenti stanziati per la Turchia.

Grande considerazione i socialisti intendono dedicare al rispetto dei diritti dell’uomo assicurati nei campi libici. Per questo i socialisti rivendicano che questi campi d’accoglienza vengano condotti sotto il controllo e la gestione dell’Onu. In più il governo italiano deve continuare a investire su strutture e servizi in Libia e nei paesi d’origine, affinchè la politica del respingimento porti a soluzioni umane e di impiego produttivo dei respinti.

Contemporaneamente i socialisti contrastano qualsiasi strumentalizzazione sui temi della migrazione che conducono a respingere o dilazionare l’approvazione di una legge sullo ius soli temperato e ius culturae che é giusto e opportuno venga al più presto approvato definitivamente al Senato. Chi nasce in Italia da famiglie di immigrati che da anni vivono nel nostro paese o coloro che studiano da anni in Italia, devono essere considerati italiani a tutti gli effetti.

I socialisti ritengono che gli immigrati che vengono accolti in Italia non possano vivere senza far nulla negli alberghi e nei loro dintorni col rischio che il non far nulla possa generare un incentivo a delinquere. Si propone che i comuni interessati approntino un piano di utilizzazione dei migranti in età di lavoro per attività di lavori socialmente utili (presidio del territorio, ambiente, trasporti anziani, sport) e formazione al lavoro.

Il modo con cui vengono spese le risorse va sottoposto a verifiche e revisioni. Sono apparsi sproporzionati i vantaggi di diverse cooperative e associazioni che coi soldi stanziati per ogni migrante, 35 euro al giorno, risulta facciano profitti inaccettabili sulla pelle dei migranti. Contemporaneamente i socialisti sono contrari sia ai campi di accoglienza simili a campi di concentramento sia all’aggregazione di una moltitudine di immigrati in grandi edifici. Meglio, molto meglio, dividere gli immigrati in piccoli nuclei sul territorio, dove più semplice risulta l’integrazione e l’accettazione da parte dei residenti.

La cultura della libertà, infine. L’integrazione non è una via di mezzo tra libertà e oscurantismo, non può nemmeno essere l’accettazione di isole di medioevo nell’Italia del 2000. In Italia occorre rispettare la costituzione, i principi fondamentali della nostra civiltà, diritti conquistati in secoli di lotte e di sacrifici, che devono essere rispettati e adottati anche da chi proviene da un’altra tradizione. La parità tra uomo e donna, la differenza tra stato e chiesa, il rifiuto dell’intolleranza religiosa e naturalmente la condanna di ogni forma di violenza e di terrorismo sono alla base di una società che guardi al futuro con fiducia.

Tra le caratteristiche che ancor oggi non vengono richieste per l’attribuzione della cittadinanza italiana non vi é la conoscenza della lingua, che invece i socialisti ritengono essenziale perché un individuo possa configurarsi come appartenente a una comunità che nella lingua, che é conoscenza, cultura comune, vita di comunità, trova il suo essenziale strumento di comunicazione.

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