lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Elezioni in Germania, parla l’Ambasciatore in Italia
Pubblicato il 27-09-2017


bandiera tedesca votoUn panorama politico-parlamentare del tutto inedito in Germania. Tra l’altro, a parte i sorprendenti risultati che vedono la presenza contemporanea di ben sei robusti gruppi parlamentari e la conferma della primazia, seppur indebolita, di Angela Merkel, si può sottolineare come il nuovo Bundestag, per il meccanismo di rappresentanza “mobile” tra mandati diretti e non, ha raggiunto questo 24 settembre il suo massimo numero di seggi: ben 706.

Mentre si profilava il clamoroso debutto di Alternative für Deutschland – e per di più come nuovo terzo gruppo parlamentare con circa il 13% e oltre 60 deputati – , e andava confermandosi la discesa elettorale parallela dei grandi partiti della Grosse Koalition, l’Unione democristiana Cdu/Csu della Cancelliera Merkel (-8%) e dei socialdemocratici di Martin Schulz – che registrano il peggior risultato dal dopoguerra con il 20,5% e soli 146 seggi – abbiamo ascoltato l’opinione della Ambasciatrice della Repubblica federale in Italia, signora Susanne Wasum-Rainer, in precedenza con lo stesso incarico a Parigi e, da settembre 2015, nel nostro Paese.

ambasciatore tedesca

Susanne Wasum-Rainer

Ambasciatore Susanne Wasum-Rainer, non le chiederò ovviamente delle valutazioni strettamente politiche ma una sua impressione a caldo, sui primi risultati e sulla variopinta ed inedita, nuova composizione del Bundestag.
“Probabilmente ci saranno molti cambiamenti, ed anche dei momenti difficili. Nel nostro Parlamento, nel Bundestag, arrivano dei nuovi partiti. Aspettiamo i risultati finali e poi che si aprano i negoziati tra le forze politiche. Vedremo solo allora che tipo di governo nascerà. Vedo, personalmente, dal mio punto di vista, una situazione complessa e sicuramente nelle trattative non semplici. Noto, peraltro, diversi aspetti complicati della situazione.”

Debutta con queste elezioni nell’assemblea parlamentare di Berlino un nuovo partito, per la prima volta con caratteri nettamente nazionalistici e populisti. A parte, la presenza, in passato, dell’Npd che rischiò già nel 1969 di entrare al Bundestag, e dei Republikaner in alcuni parlamenti regionali. Cosa ne pensa?
“Certamente non era pensabile che la Germania potesse essere immune da questi nuovi fenomeni politici, da questi movimenti e partiti populisti, mentre ogni altro paese ne è variamente affetto. Gli elettori tedeschi hanno comunque deciso e la partecipazione al voto è stata buona. Posso dire che abbiamo questo risultato. Dobbiamo riconoscerlo e conviverci. Avremo forse momenti difficili, ma confido che sapremo superarli”.

Roberto Pagano

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Commenti all'articolo
  1. In una delle manifestazioni del post elezione in Germania – si legge su Pagine Ebraiche – diverse centinaia di tedeschi hanno sfilato con in mano cartelli che dicevano: “l’odio non è un’alternativa per la Germania”, riferendosi al 13 per cento ottenuto dal partito di estrema destra Alternative für Deutschland. Un exploit che ha sorpreso molti e ha generato preoccupazione nel mondo ebraico. “Un vero incubo”, ha dichiarato nelle scorse ore la presidente della Comunità ebraica di Monaco Charlotte Knobloch, già presidente dell’assise dell’ebraismo tedesco. Parlando del risultato dell’AfD, la Knobloch ha affermato che “questo cambia il dibattito politico e la cultura e pregiudica l’immagine della Germania nel mondo”, invitando governo e opposizioni democratiche “a fornire soluzioni non parziali ai problemi e alle paure del popolo, sul terrorismo, integrazione e immigrazione, sicurezza”. “Ogni persona democratica è chiamata a preservare e difendere la dignità, la libertà e la natura democratica della Repubblica federale di Germania”, ha concluso Knobloch. In parte diversa la valutazione sul prestigioso quotidiano ebraico tedesco Juedische Allgemein da parte dello storico Michael Wolffsohn. “Il processo storico, che per la prima volta ha portato alla sgradita entrata di un partito comunque legale, ha avuto inizio molto prima della fondazione dell’AfD. Chiunque lo abbia capito non si è trovato sorpreso dal successo di AfD e saprà contrastarlo. La Germania non è persa. Nuovi estremisti sono entrati in parlamento ma non sono al potere, e questo continuerà per il prossimo futuro”.

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