giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Emergenza abitativa. Raggi chiede aiuto a Minniti
Pubblicato il 01-09-2017


sfrattiDopo le polemiche sullo sgombero del palazzo occupato a via Curtantone, Virginia Raggi chiede aiuto al Viminale, proponendo a Minniti di riqualificare le caserme in disuso per farvi alloggiare famiglie in difficoltà. Già in passato il Sindaco Raggi aveva denunciato: “A Roma ci sono circa 200mila case vuote: il Governo studi misure urgenti per disincentivare il fenomeno degli immobili sfitti o invenduti”.
L’incontro di oggi si è svolto “in un clima pienamente costruttivo”. Minniti e Raggi, informano in una nota congiunta, “hanno convenuto sull’importanza di una collaborazione interistituzionale, come quella già in corso con la Regione, per affrontare il tema dell’emergenza abitativa, delle politiche migratorie e dell’accoglienza, stabilendo delle priorità nel rispetto dei principi di legalità e di umanità”. Il ministro Minniti, spiega poi la nota “ha illustrato le linee guida in via di definizione da parte del ministero, fondate su due pilastri, uno nazionale e uno territoriale a partire dalle Città Metropolitane per affrontare il problema degli sgomberi e il tema delle fragilità sociali”.
La sindaca Raggi ha presentato “tra le altre due proposte: la messa a disposizione delle caserme, quelle che hanno peraltro gli alloggi di servizio e che quindi potrebbero essere riadattate per abbassare le liste di attesa. Ricordiamo che a Roma ci sono oltre 10mila persone che attendono una casa da oltre 10 anni. Un’altra proposta a mio avviso interessante è quella di riattivare il mercato immobiliare”.
Il Sindaco di Roma potrebbe così ufficializzare, sul fronte dell’emergenza abitativa, la richiesta di assegnare alle amministrazioni locali caserme e forti con “relative risorse per riqualificarli, renderli disponibili” e “darli alle famiglie” in difficoltà.
Nel frattempo in piazza dell’Esquilino è in corso un sit-in dei movimenti per il diritto alla casa, già ieri Cristiano Armati, del Movimento per il diritto all’abitare ha affermato: “La protesta continua anche perché queste famiglie non hanno un posto dove andare”. Dal tavolo del 30 agosto in Prefettura, infatti, non è emersa alcuna soluzione alternativa. “Gli sgomberati non sono soli: rappresentano uno spaccato costituito da milioni di persone che vivono in povertà assoluta. Eppure non esiste una risposta politica concreta a questo dramma sociale”. Le famiglie sgomberate da Cinecittà vivono per strada dal 10 agosto. Quelle di piazza Indipendenza, prevalentemente composte da rifugiati provenienti dal Corno d’Africa, dal 19.

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Commenti all'articolo
  1. Clima costruttivo dovrebbe sempre essere la regola.Il paese non ha bisogno di discordia e polemiche.La crisi della capitale -se risolta nei molteplici aspetti -può costituire un momento efficace di resilienza per l’intera nazione e per la sua gente,di qualsiasi origine essa sia.

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