martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Buemi: “Silenzio su eritrei che scappano da regime”
Pubblicato il 20-09-2017


eritrea regimeTra i tanti profughi in arrivo in Italia si parla poco degli eritrei, un popolo che si ritrova in un regime dittatoriale di cui ancora poco si parla. In Eritrea è stato cancellato lo Stato di diritto: abolita la libertà di stampa, tanto che ad Asmara dal 2010 non ci son più corrispondenti esteri, tanto da essere considerato da “Reporters sans frontières” il Paese meno libero del pianeta; prigionieri sottoposti a torture spaventose; Non si può avere un passaporto prima dei 60 anni perché la leva è obbligatoria e… a tempo indeterminato.
Proprio per questo il senatore socialista Enrico Buemi, ha presentato un’interrogazione parlamentare in Senato, non solo per far luce su questo Paese e sul regime di di Isaias Afewerki, ma anche per informazioni sulle condizioni dei profughi eritrei nel nostro Paese.
Con l’interrogazione presentata oggi in Senato, si chiede ai Ministri degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale e dell’Interno di sapere “se i Ministri in indirizzo non intendano, per le parti di propria competenza, fornire prontamente ai profughi eritrei sbarcati nel nostro Paese tutte le informazioni possibili al fine di rendere più veloci le pratiche per il riconoscimento dello status di rifugiato”, visto che “la Commissione di inchiesta delle Nazioni Unite sui diritti umani in Eritrea denunciava l’8 giugno 2016 come la dittatura del Presidente Isaias Afewerki si sia resa responsabile, da ben 25 anni e in modo sistematico, di crimini contro l’umanità, quali riduzioni in schiavitù, esecuzioni extragiudiziali, omicidi, torture, stupri, carcerazioni illegittime, arruolamento forzato nell’esercito a tempo indeterminato e lavori forzati ‘in una campagna per istillare la paura e scoraggiare l’opposizione'”. Inoltre c’è stata un’apertura di credito concessa al regime eritreo attraverso i finanziamenti dell’Unione europea, di cui l’Italia si è fatta promotrice: “pari a 200 milioni di euro fino al 2020, stanziati attraverso l’undicesimo Fondo europeo di sviluppo e sui quali è stato siglato un accordo ad Asmara il 28 gennaio 2016 tra il Ministro eritreo dello sviluppo nazionale e il capo della delegazione dell’Ue, nonostante il Parlamento europeo abbia adottato una risoluzione contraria, e l’inclusione di Asmara nel Processo di Khartoum, un piano di cooperazione tra paesi Ue e del Corno d’Africa per prevenire la tratta di esseri umani”.

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Commenti all'articolo
  1. Spett.
    nonostante tutte le vicissitudini degli anni 80-90, al tempo di tangentopoli ecc. gravati anche sul partito socialista, per diversi motivi questa interrogazione parlamentare fatta dal Senatore della Repubblica italiana mi da’ lo spunto per dire che bisogna ricordare i politici che hanno lavorato dando un’immagine bella e rispettabile all’Italia. Sandro Pertini, e Bettino Craxi. Due personaggi diversi dal punto di vista carismatico, ma in comune erano socialisti che erano stati ammirati per la loro presa di posizione sulla politica estera italiana. Pertini dopo il viaggio a Sabra e Shatila condannò duramente coloro che avevano fatto quel orribile massacro e Craxi quando orgogliosamente come italiano non ha voluto ascoltare l’America di Regan per la consegna di Abu Nidal nel caso della nave dell’ Achille Lauro.
    Politici che responsabilmente tutelavano gli interessi e l’immagine dell’Italia nel mondo, e non come alcuni di oggi di facciata che senza conoscere e approfondire scrivono argomenti e situazioni con il metodo del copia ed incolla, denigrando un paese sovrano chiamato Eritrea. Tutto questo solo ed esclusivamente per accontentare qualcuno, e non l’immagine dell’Italia e dei suoi cittadini ignari di molte cose.

    Pertini sapeva chi c’era dietro il massacro, Craxi sapeva chi aveva davanti, ma visto che fino a prova contraria l’Italia è uno stato autonomo prendendo una posizione netta hanno a loro modo fatto rispettare la sovranità dello stato italiano.

    Alcuni politici del momento con il metodo del copia ed incolla, oltre a non dare all’estero l’immagine bella, rispettabile e corretta della vera Italia chissà per quale interesse, e dimenticando che sono parlamentari della Repubblica italiana, presentano interrogazione parlamentare su un argomento dal contenuto che prima di presentarlo avrebbe bisogno di approfondimento, in quanto basato sulle falsità che non coinvolge i veri attori in campo, ma soltanto certi personaggi che solo ed esclusivamente hanno avuto credibilità grazie di quella parte dell’Italia non vera. Personaggi con la tonaca da prete, che insieme ad altre 2-3 persone, ( e non i quasi 10.000 membri della comunità eritrea in Italia), sono riusciti a ubriacare alcuni politici di rilievo facendoli bere delle bufale. Come è possibile presentare in un’aula della massima istituzione e di fronte ai rappresentanti del popolo italiano un interrogazione nominando nel testo un prete che attualmente è indagato dalla Procura sempre della Repubblica italiana? Penso che in rispetto alla Procura italiana che sta indagando, era meglio presentare un’interrogazione parlamentare di qualsiasi contenuto, facendo a meno di indicare il cosiddetto prete. In questa fase di indagine non si capisce quale messaggio si vuole trasmettere alla Procura nel nominare questo prete sottolineando che era candidato a Nobel.

    Nonostante che il contenuto dell’interrogazione fosse pieno di falsità e non conoscenza profonda della materia in quanto bufala inguaiata da circa 5 anni raccontati dal cosiddetto prete o scrittrice che nonostante mancano dall’Eritrea da 30 anni e in collaborazione con il gruppo mafioso al potere in Etiopia, riescono a fare il loro gioco sporco contro il paese che dichiarano sono originari. Bufale raccontate per comodità del caso, e sottolineate da alcuni politici, mass-media, scrittori, nonostante la continua denuncia fatta dai 10.000 membri della Comunità eritrea in Italia presenti da circa 40 anni nel territorio e che lavorano, votano e pagano le loro dovute tasse, nella quale invitavano oltre che ai giornalisti, anche i parlamentari stessi, che prima di esporsi dicendo falsità sull’Eritrea di visitare, vedere con i propri occhi la realtà del paese in questione, oppure nel caso non volessero andare, sentire le istituzioni europee d’istanza in Eritrea, per poi prendere le loro conclusioni che possono essere belle o brutte, ma basati sulla conoscenza diretta del caso.

    Dovuto alle tante bufale ingoiate, è assurdo che un Senatore della Repubblica italiana inserisce nella sua interrogazione parlamentare argomenti su pratiche e servizi che non conosce, ad esempio quelli che si riferiscono ai casi dove la questura ai fini di rinnovo del soggiorno o altro, chiede di presentare allo straniero un documento dalla loro Ambasciata o Consolato, dove sia indicato la loro nazionalità, lo stato di famiglia, o il certificato penale ecc. di origine, ma che queste richieste gli eritrei non possono presentarlo perchè nel loro paese cioè in Eritrea sono soggetti a ritorsioni contro le loro famiglie.

    Il Senatore, ma anche altri esponenti politici, dimenticano appositamente che gli immigrati di quell’area che sbarcano nelle coste italiane e dichiarano di essere eritrei il 70% sono etiopi di origine tigrina, che è l’etnia di minoranza al potere in Etiopia e che in questo momento stanno massacrando il popolo etiope di etnia Amara e Oromo di cui nessun parlamentare italiano presenta un’interrogazione parlamentare.

    Senatore, una domanda : se per aggirare le domande della questura uno straniero di nazionalità etiope si è presentato dicendo che è eritreo, come può presentarsi all’Ambasciata o Consolato eritreo ed avere il documento che attesti la sua nazionalità eritrea ?
    Provo ad aiutarla a rispondere : visto che non può presentarsi all’Ambasciata o Consolato e chiedere il documento si fa’ aiutare dal contenuto dell’interrogazione parlamentare o simili presentati in aula, dove si cerca di giustificarsi dicendo non possono chiedere il documento che attesti l’essere cittadino eritreo, perchè nel paese in questione sono soggetti a ritorsione nei confronti della propria famiglia. Il gioco è fatto.

    Dopo questi 5 anni, solo oggi cominciando a uscire a galla qualche verità dei vari casi, qualcuno comincia a cambiare la sua visione sugli sbarchi di provenienza da quell’area. Inoltre senza che in questo commento indico i motivi, dimenticano che in quell’area nel bene e nel male, i veri amici dell’Italia sono il popolo e il governo dell’Eritrea.
    Dimenticano che per il popolo eritreo il presidente carismatico e partigiano Sandro Pertini dell’ Eritrea è l’attuale presidente Isaias Afeworki che insieme agli altri partigiani hanno e continuano a dedicarla la loro vita all’Eritrea e al suo popolo. Si documenti per bene tenendo conto di quanto viene detto dal popolo eritreo, oppure denunciato dalla vastissima comunità eritrea in Italia, e non da 3-4 personaggi di cui il loro obbiettivo è altro, per la quale grazie ad alcuni politici e giornalisti italiani hanno avuto in questi anni visibilità e credibilità.

    Approfitto di suggerir Le di fare un’interrogazione parlamentare, su quanto il governo italiano con Migrant Compact sta per finanziare progetti in Etiopia, nella quale nei cosiddetti campi profughi in Etiopia si dichiara che sono presenti molti rifugiati provenienti dalle zone limitrofe, ma in realtà il 50% sono le stesse popolazioni dell’Etiopia, messi lì solo per far numero.

    Spero di aver nel mio piccolo dato un contributo per aprire gli occhi.

    Duca

  2. Chi ha un minimo di autonomia di giudizio e di capacità di analisi sa che in Eritrea vi è una grave e generale sofferenza del popolo eritreo. Le ragioni sono molte: un regime autoritario, l’obbligo per gli uomini di un servizio militare senza fine, privazioni di ogni genere, in primo luogo della libertà. Il fatto che la denuncia di tale situazione venga anche da un prete sottoposto a un processo giudiziario, per altre ragioni, non toglie nulla alla verità dei fatti descritti nella interrogazione.

  3. Senatore Lei dice ” ..chi ha un minimo di autonomia di giudizio e di capacità di analisi.. ” . Perfetto appunto per questo si dovrebbe approfondire meglio l’argomento in questione.

    Ancora una volta la sua risposta al mio commento parte da una base di sentito dire quindi l’altro metodo del copia ed incolla.

    Sul commento ho precisato che in tutti questi anni quanto viene detto dal prete, ecc. e che riguarda l’Eritrea è una bufala. Se per fare l’interrogazione parlamentare Senatore ha utilizzato come fonti anche le falsità dette dal prete significa che le voci e le denunce dei 10.000 membri della comunità eritrea presenti in Italia, che lavorano, votano, pagano le loro tasse non vale niente.

    Penso che un parlamentare prima di presentare un interrogazione con contenuti che non rispecchiano la realtà, dovrebbe provare ad approfondire la conoscenza dell’argomento dialogando con una controparte istituzionale italiana o europea d’istanza in Eritrea, e non utilizzando delle bufale raccontate per comodità da qualche personaggio.

    Se quello che Lei per sentito dire, e senza mai essere stato in Eritrea, ha voluto confermare dicendo “….. la sofferenza del popolo eritreo “….., ecc, mi viene spontaneo farle una domanda: se fosse vero quanto da Lei viene descritto , perchè allora gli immigrati eritrei che sono sbarcati e chiesto asilo politico in Italia, in Europa, ogni anno nei mesi estivi partono per Eritrea a stare con i propri cari e passare le vacanze nel proprio paese, paese che sbarcando in Italia su consiglio di qualcuno avevano denunciato utilizzando degli aggettivi negativi sul proprio paese solo per ottenere lo status di rifugiato, e che Lei ha utilizzato per fare l’interrogazione parlamentare ? Fino a prova contraria il presidente eritreo è sempre lo stesso, il governo eritreo è sempre lo stesso. l’Eritrea è sempre la stessa.

    Non capisco quali siano gli interessi che l’Italia possa ricavare da questa interrogazione parlamentare da contenuti non veritieri. Posso solo dire che il non voler approfondire la conoscenza vera del problema in quell’area, porta a semplificare la situazione che vanno bene soltanto ad alcuni politici, ma non alla stragrande maggioranza dei cittadini italiani che pian piano sta cominciando a conoscere il perchè in modo così facile, ci sia stata un massiccio sbarco di immigrati in Italia, atte a creare la guerra fra i poveri.

    Inoltre non capisco quando Lei dice ….” il prete sottoposto a un processo giudiziario….. per altre ragioni…..”
    Penso che non ci sono altre ragioni, sono sempre ragioni legati a immigrati eritrei, argomento principale della sua interrogazione parlamentare.

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