venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Fincantieri, arriva l’accordo a 50 e 50 con Stx
Pubblicato il 27-09-2017


Bruno-Le-MaireOggi a Lione, dopo mesi di trattativa, in occasione del 34° summit tra Francia e Italia, si dovrebbe arrivare finalmente ad un accordo equilibrato sul dossier Stx France – Fincantieri. A poche ore dal vertice sembrerebbe raggiunta  una soluzione di reciproco interesse  che garantisca sia l’investimento del gruppo italiano che i Cantieri di Saint Nazaire. Ad annunciarla dovrebbero essere il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron e il premier italiano Paolo Gentiloni dopo settimane di dialoghi e di incontri tra le due parti. Da ultimo quello dell’11 settembre scorso tra il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire e il suo omologo italiano Pier Carlo Padoan e il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.
La soluzione individuata dovrebbe confermare una presa di partecipazione maggioritaria di Fincantieri in Stx France, ma offrire delle garanzie alla Francia. In particolare ci dovrebbero essere poteri rafforzati per i francesi nel board e garanzie circa le questioni strategiche. Il tema dell’estensione dell’accordo al navale militare dovrebbe essere rinviata a un secondo momento. Fonti vicine al dossier hanno spiegato: “Il dossier Stx France è complicato. La questione del navale militare è un dossier ancora più complicato e probabilmente prematuro”.
Ma un passo in quella direzione potrebbe essere comunque fatto. Secondo quanto ha riferito ieri il giornale economico francese “La Tribune”, il gruppo industriale francese Naval Group  (ex Dcns) che è uno dei principali costruttori navali europei e che opera nel setttore dei sistemi di difesa, potrebbe infatti entrare nel capitale sociale di Stx France. Il ben informato quotidiano economico francese ha scritto: “Naval Group ha ricevuto delle istruzioni dal suo Consiglio di amministrazione per entrare nel capitale di Stx France al fianco di Fincantieri e dello Stato francese. Il gruppo navale francese, presieduto da Hervé Guillou, ha ricevuto l’autorizzazione per  rilevare una quota fino al 15% di Stx France per circa 20 milioni di euro”.
Ancora da ‘La Tribune’ apprendiamo: “Gli accordi di Governance sarebbero già stati negoziati con Fincantieri e non dovrebbero cambiare. In particolare Naval Group dovrebbe disporre di un diritto di veto nel Cda di Stx France mentre Fincantieri non potrebbe impegnarsi in costruzioni militari con Stx France fatta eccezione per gli ordini realizzati dalla Francia o ordini per l’esportazioni che riguardano navi del tipo Mistral”.
Il presidente della Confindustria francese del dipartimento della Loira-Atlantique, Patrick Cheppe, in un convegno organizzato da Medef ha dichiarato: “Il tema della maggioranza nell’azionariato non è posto correttamente. Serve una visione che guardi ai mercati globali e alle prospettive del settore. L’importante è iniziare a lavorare insieme e fare un passo dopo l’altro”.
Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, intervenendo nello stesso convegno organizzato dall’Associazione degli industriali francesi dal titolo ‘La France avenir de l’Europe?’, ha affermato: “Dobbiamo salvaguardare politiche di medio termine che creano le precondizioni per far nascere e crescere campioni europei  nel campo industriale, e speriamo che l’affare  Stx France-Fincantieri  vada in questa direzione e che prevalga il buonsenso. In un mondo globalizzato, questioni come quella di Saint Nazaire esigono soluzioni europee,  perché dobbiamo avere campioni europei in grado di affrontare la concorrenza di grandi imprese globali e non piccole imprese nazionali che lottano tra loro per la sopravvivenza”. Poi Boccia ha aggiunto : “Non ci deve essere concorrenza tra Paesi europei, perchè abbiamo di fronte grandi Paesi come la Cina, l’India e gli Stati Uniti, che hanno messo al centro della loro politica la crescita e l’industria”.
Ieri, il Presidente Gentiloni, in un’intervista al quotidiano ‘Le Figaro’, ha ribadito la posizione italiana: “Ci sono le premesse per un accordo che tenga conto dei nostri interessi legittimi e al tempo stesso di quelli della Francia. Abbiamo l’ambizione, fondamentale dal punto di vista strategico di costruire un grande ‘player’ globale nel settore navale. L’accordo sui cantieri è una prospettiva a breve termine. Civile e militare, invece, potrebbe essere la via da seguire in prospettiva. Costruire  un grande polo, civile e militare  è una prospettiva che non si fa in un solo giorno. Lavoreremo dunque con impieghi del tempo diversi tra la questione specifica dei cantieri di Saint-Nazaire, sulla quale ci sono le condizioni per pervenire rapidamente ad una conclusione, e la questione di intese più generali che avrà bisogno di analisi più approfondite”.
Anche il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ieri si è dichiarato, ancora una volta, ottimista sul raggiungimento di una buona soluzione per Fincantieri-Stx France. Il ministro ha comunque sottolineato che le linee guida per l’accordo non possono essere messe in discussione, a partire dal fatto che Fincantieri abbia una quota di maggioranza in Stx France, pur comprendendo le preoccupazioni dei francesi per quello che riguarda il trasferimento di know how e il mantenimento dei posti di lavoro.
La crisi tra Parigi e Roma è scoppiata a fine luglio quando il Governo francese ha annunciato la nazionalizzazione temporanea di Stx France nonostante l’accordo raggiunto tra Fincantieri e il precedente governo in cui Emmanuel Macron era ministro dell’Economia, dell’Industria e del Digitale durante la presidenza di Francois Hollande.
I lettori ricorderanno che Fincantieri ha rilevato la quota del 66% di Stx-France dalla società controllante sud coreana in fallimento.
In conclusione, Fincantieri cederebbe il 15% delle azioni acquistate dai sud coreani alla francese Naval Group, ma manterrebbe il controllo del nuovo gruppo anche se con qualche paletto imposto.

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