venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Gomme e mense Atac, gli atti vanno in procura
Pubblicato il 18-09-2017


atacTra le voci debitorie di Atac si contano 5 milioni di euro con l’azienda fornitrice di gomme, rateizzati in base a un piano di rientro concordato, ma a quel debito, secondo una delibera Anac pubblicata oggi, ha contribuito anche l’omesso controllo sulle forniture da parte dell’azienda. Una vicenda contrattuale su cui pendono anche due procedimenti penali a Teramo, che per l’Anac – a cui non compete la verifica di eventuali responsabilità personali (amministrative e contabili) – presenta criticità anche in relazione al rinnovo per un altro triennio dell’affidamento del servizio allo stesso fornitore, e gli affidamenti diretti e procedure negoziate.

Si parla di “omesso controllo da parte di Atac” e “mancata adeguata definizione nel contratto di appalto delle prestazioni al di fuori del corrispettivo pattuito”. La delibera dell’Anac riguarda il contratto di fornitura e manutenzione dei pneumatici tra il 2013 e il 2016 per le vetture dell’azienda del trasporto pubblico di Roma. Due circostanze che, scrive l’Autorita’ Nazionale Anticorruzione, avrebbero “contribuito a determinare la rilevante esposizione debitoria dell’azienda nei riguardi dell’operatore”. Un debito cresciuto fino ad oltre 5 milioni di euro, ora frazionato in sei rate con un piano di rientro varato nel 2015. Il provvedimento, il numero 895, pubblicato sul sito dell’Autorità, analizza il contratto per la gestione full service dei pneumatici tra Atac e la Gommeur srl per il periodo dal 1 giugno 2013 al 31 maggio 2016. Gli accertamenti sono partiti dopo che lo scorso anno l’Autorità guidata da Raffaele Cantone ha ricevuto un plico di documenti contenenti informazioni relative alla vicenda. Per l’Anac “fatte salve eventuali responsabilità penali, profili di responsabilità per danno erariale potrebbero ravvisarsi con riferimento al rinnovo per un altro triennio dell’affidamento del servizio a Gommeur, nonostante le risultanze della relazione tecnica sulla gestione del servizio pneumatici di Atac nel 2012 e della relazione sulla legittimità della procedura di aggiudicazione nel 2013”.

L’Atac ha comunicato di aver sospeso il rapporto con Gommeur dal 1 giugno 2016 mentre sulle criticità emerse già durante lo svolgimento del contratto l’azienda ha riferito sono in corso due procedimenti penali presso la Procura di Teramo. Dai documenti interni ad Atac analizzati dall’Anac emerge una lunga filiera di possibili anomalie nel contratto. In una relazione già nel 2013 la municipalizzata del Campidoglio scriveva che “le penali previste dal contratto risultavano, in gran parte dei casi, formulate in maniera generica e sono in dubbia o addirittura impossibile applicazione”. Il documento parla anche di una “sostanziale assenza di controlli sull’operato del fornitore” che ha comportato allo stesso non venissero “contestate le carenze evidenziate né applicata alcuna penale”. Mentre un audit del 2016 di Atac sottolinea che “il numero dei pneumatici sostituiti nel triennio dal 2013 al 2016 (11.400 per usura e 15.300 per rottura) è risultato assolutamente incongruo in relazione al numero complessivo dell’intero parco autobus (che ammonta a circa 12 mila gomme) e alla percorrenza media dei bus (circa 45 mila km per singolo mezzo a fronte di una percorrenza media garantita da Gommeur nella propria offerta di gara a 130 mila km)”. E che “le rendicontazioni di Gommeur relative ai pneumatici contenevano numerosi errori che hanno determinato la liquidazione di fatture per importi non dovuti”. Dopo l’analisi del plico e di altra documentazione richiesta ad Atac, l’Anac conclude la sua delibera disponendone l’invio alle Procure della Repubblica di Roma e di Teramo, alla Procura della Corte dei Conti di Roma, alla sindaca Virginia Raggi e all’amministratore unico di Atac.

L’Autorità, inoltre, da mandato agli uffici di “verificare l’effettivo superamento, per le forniture dei pneumatici del sistema delle procedure negoziate e l’entrata a regime della nuova modalità di gestione”.

Oltre la questione gomme vi è anche quella delle mense. Secondo l’Anac l’affidamento da parte di Atac del suo servizio mensa al Dopolavoro aziendale è “avvenuto in violazione delle disposizioni in materia di contratti pubblici”. Una procedura “con possibile danno all’erario da quantificare sulla base del risparmio di spesa che la stessa azienda assume di poter conseguire mediante la procedura di evidenza pubblica in corso di espletamento”.

Un accordo aziendale, che risale al lontano 1974, prevede che a decidere l’affidatario del servizio mensa fossero le sigle sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori Atac. Nel 1998 questa intesa è stata rafforzata con l’aggiunta di un contributo economico finalizzato alla manutenzione dei locali adibiti a mensa. Una formula che, di fatto, concedeva alle sigle sindacali un monopolio della scelta del gestore della mensa. Il procedimento dell’Anac è partito dopo che a maggio 2016 ha acquisito un plico con dei report interni sui rapporti Atac-Dopolavoro. Quanto agli eventuali profili di danno erariale legati alla gestione del servizio mensa al Dopolavoro in assenza di una procedura di evidenza pubblica, si legge nella delibera, in una relazione “la stessa azienda riconosce che per effetto dell’affidamento mediante gara potrà conseguire un risparmio pari circa al 25% rispetto all’impegno di spesa sostenuto nel 2015”.

Nella delibera l’Autorità Nazionale Anticorruzione da mandato di “verificare aggiudicazione della procedura per l’affidamento al nuovo operatore del servizio mensa” e dispone l’invio del testo, che analizza anche l’appalto per la fornitura dei pneumatici, “alla Procura della Repubblica di presso il Tribunale di Teramo, alla Procura di Roma e alla Procura della Corte dei conti di Roma”. La delibera, inoltre, verrà inviata anche “all’amministratore unico di Atac e alla sindaca di Roma Virginia Raggi”.

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