martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Guerra di ricorsi alla Statale di Milano
Pubblicato il 01-09-2017


statale di milanoIn seguito alla decisione del Tar del Lazio di accogliere il ricorso contro l’introduzione del numero chiuso nelle facoltà di studi umanistici dell’Università statale di Milano, la stessa Università ha deciso di presentare ricorso al Consiglio di Stato contro la pronuncia del Tar che aveva decretato la sospensione dei test di ammissione alle facoltà umanistiche in programma nella prima metà di settembre. In caso di esito negativo l’Ateneo farà anche ricorso contro il giudizio di merito del Tar atteso per il 9 maggio del 2018.

“Noi non siamo stati i primi a introdurre il numero chiuso per le facoltà umanistiche. La pronuncia del Tar, se confermata, pone delle questioni di ordine generale, cioè il fatto che è già stato introdotto il numero chiuso in molti atenei e corsi di laurea in Italia. Il ministero dell’Istruzione deve chiarire qual è il criterio determinante per introdurre il numero chiuso”, ha dichiarato il rettore dell’Università Statale di Milano, Gianluca Vago.

“E’ come se fossimo commissariati – ha aggiunto Vago -, ci dicono di prendere tutti gli studenti, ma la legge dice anche che bisogna avere un numero di docenti adeguato agli iscritti. Situazione che rischia di essere paradossale, con il rischio che alcuni corsi potrebbero non essere accreditati”.

Il rettore Vago ha poi annunciato che sarà inviata subito comunicazione della sospensione dei corsi agli studenti che resteranno iscritti con riserva. Se il Consiglio di Stato dovesse concedere la sospensiva della pronuncia del Tar, secondo il Rettore sarebbe possibile riprogrammare i test di ammissione per la fine di settembre.

Secondo il Rettore dell’Università Statale di Milano la pronuncia del Tar sulla sospensione dei test di ammissione alle facoltà umanistiche può essere “un’occasione per rivedere l’impianto normativo generale. Io non sono a favore del numero chiuso, ma ho due necessità: uno di rispettare le leggi, cioè quello che il Ministero ci ha imposto in questi anni in termini di rapporto fra docenti e studenti nei corsi di laurea, ma ancora di più ho il dovere di alzare il più possibile la qualità dei miei corsi a tutela degli studenti”. Vago ha poi ricordato che “i dati ci dicono, infatti, che, ad esempio nei corsi di Lettere, il rapporto fra studenti e docenti è fondamentale per determinare la riuscita dei corsi e il
completamento del percorso di laurea da parte degli studenti”.

Secondo i dati forniti dall’Ateneo nei corsi di Lettere il tasso di abbandono medio nel primo anno è del 30%. Senza contare, ha concluso il Rettore che il rapporto fra studenti e docenti “è uno dei parametri utilizzati per valutare gli atenei nelle graduatorie internazionali”.

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