venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il DEF all’esame del Parlamento e della UE
Pubblicato il 25-09-2017


Council of Ministers meeting: Padoan - Gentiloni

Elaborato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, il DEF è già all’esame dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio e della Commissione Europea. L’Ufficio parlamentare di bilancio ha pubblicato la lettera di validazione del quadro macroeconomico, trasmesso dal ministero lo scorso 15 settembre, giudicando ”accettabile una crescita all’1,2% del Pil reale nel 2018 anche tenuto conto della prevista dinamica del Pil nominale, variabile più direttamente rilevante per la finanza pubblica”.

L’Upb ha quindi dato il via libera, sia pure con qualche riserva, alle previsioni tendenziali del Mef per il 2017-2018, che ha ipotizzato una crescita dell’1,5% per l’anno in corso e dell’1,2% per il prossimo anno. Quindi, l’Upb fa presente che “procederà a valutare anche il quadro macroeconomico programmatico pubblicato nella Nadef, quadro che incorpora gli effetti della prossima manovra di bilancio”. Le previsioni, osserva l’Ufficio parlamentare, rientrano in un intervallo di valutazione complessivamente accettabile, anche se la dinamica ipotizzata del Pil reale nel 2018 appare marginalmente al di sopra dell’estremo superiore delle previsioni del panel dell’Upb.

Per quanto riguarda le previsioni tendenziali relative al biennio 2019-2020, il quadro tendenziale Mef ha stimato una crescita reale rispettivamente dell’1,2% e dell’1,3%. Anche se non sono oggetto di validazione, su questi andamenti l’Upb manifesta “maggiori perplessità: in particolare, nella stima relativa alla dinamica del Pil nel 2020 si rileva la prevalenza di rilevanti fattori di rischio negativo. La previsione di un trend in accelerazione tra il 2019 e il 2020 è infatti soggetta a significativi margini d’incertezza, collocandosi in parziale controtendenza rispetto agli andamenti del prodotto globale ipotizzati nel quadro internazionale”.

Il Governo, con l’approvazione della ‘Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (DEF) 2017, ha assicurato:  “Saranno rifinanziate le cosiddette politiche vigenti, inclusive delle risorse per il rinnovo contrattuale del pubblico impiego. Con la prossima manovra, peraltro, si completerà il quadro complessivo delle risorse che consentiranno di proseguire i negoziati e gli incontri avviati con le rappresentanze dei lavoratori, secondo gli indirizzi già espressi.

Insomma, in questo modo il governo ha messo nero su bianco sulla volontà di intervenire a favore della Pubblica amministrazione e di andare quindi nella direzione dell’aumento degli  85 euro medi lordi previsti nel rinnovo dei contratti del pubblico impiego.

La Nota, come molti sanno, propedeutica alla legge di bilancio che dovrà essere presentata in Parlamento entro il 20 ottobre, aggiorna le stime sul quadro macroeconomico per l’anno in corso e per il triennio successivo nonché sugli obiettivi programmatici.

Oggi a Bruxelles, il vicepresidente della Commissione europea per l’Euro e il Dialogo sociale, Valdis Dombrovskis, rispondendo ai giornalisti durante una conferenza stampa ha detto: “Stiamo valutando i nuovi dati sulla manovra finanziaria in Italia per il 2018 contenuti nelle ultime modifiche al Documento di economia e finanza (Def), e daremo un giudizio nei dettagli nel corso del pacchetto d’autunno sul semestre europeo”.

Dombrovskis ha proseguito: “Il governo italiano ci ha comunicato le modifiche apportate al Def e le nuove previsioni macroeconomiche, che prevedono risultati migliori su crescita e occupazione e un deflattore del Pil più basso, e ci ha notificato il nuovo obiettivo per l’aggiustamento del deficit strutturale dello 0,3%, che corrisponde a un deficit nominale l’anno prossimo dell’1,6% rispetto al Pil”.

Le stime fatte dal Ministero dell’Economia e Finanza per la crescita reale in Italia nel 2018, sembrerebbero dettate da misure prudenziali, poiché per lo stesso periodo altri esperti, prevedono valori superiori.

Salvatore Rondello

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