mercoledì, 20 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il panino è sempre politically correct!
Pubblicato il 13-09-2017


paninoEsiste una ricetta pratica, poco ingombrante, che in men che non si dica metta fine alla fame e doni un granello di buonumore? Come no, ad esempio, un panino farcito – senza limiti a fantasia e desideri culinari! Del resto è un cibo cui tanti ricorrono quando lo stomaco inizia a “protestare” e chiedere conforto. Così, senza beceri formalismi, due fette di pane con formaggio, salumi, verdure, sottaceti (o altro) sono l’ideale per mandare “a quel paese” il fastidioso languorino o per godere di uno spuntino fuori orario. A parte questo, le occasioni dove “addentare” un sandwich non mancando, ad esempio, sul lavoro, durante la sospirata pausa. Eh sì, nel corso del break “la pagnotta” può diventare un espediente per ‘metter ko’ la fame! È di sicuro “il pranzo” per tantissimi, specie di chi preferisce rinunciare alla mensa aziendale, o per coloro che – per penuria di tempo – evitano la scappatina in trattoria. Niente paura, con un panino a portata di mano (o in tasca) il salvacondotto verso la felicità e garantito.

E il panino “al sacco” diventa formidabile anche a scuola, perché non c’è nulla di meglio del buon pane fresco “abbellito” con ciò che più aggrada. A questo punto, dubbi e perplessità sull’utilità gastronomica di questa “tascabile” ghiottoneria dovrebbero essere svaniti, come quando Eolo soffia sulle nubi e le spazza via. Sarebbe invece interessante capire qualcosa sulla sua origine, insomma – chi lo ideò! Fu uno stratagemma nato per necessità, o un’astuta invenzione gastronomica, che bollare unicamente come “rivoluzione copernicana” è poco? Accipicchia, dura svelare l’arcano, però il panino “pieno” non è un’invenzione dell’altro ieri! Sembra che nell’antica Roma ci fosse l’abitudine di consumare il pane assieme a carne di maiale ben rosolata – una specie di pane e prosciutto, però differente da quello odierno. Quindi è ovvio che imbottire il panino con affettati, formaggi o persino golosi rimasugli non è un costume recente, bensì antico. Come se non bastasse, questa cosmopolita leccornia gode di una trasversalità mica da poco, poiché nel globo ha diverse nomee e appellativi. Oltralpe è il kebab, la tortilla, il sandwich, il taco, il toast o il famoso hot dog che tutti conoscono e mangiano. Naturalmente la “gastro-list” non finisce qui, infatti, in qualsiasi luogo ci sarà un panino pronto a saziare chiunque. E magari abbinato a salse, salsine e condimenti – tra cui la maionese, il ketchup, la salsa rosa o il Tabasco.

Dopo questa carrellata gastronomica nel tentativo di offrire promozione al panino – occorrono due parole relative alla sua ‘edizione’ domestica. In questo caso non devono venire meno il tipo di pane e ovviamente il ripieno – quest’ultimo in totale licenza creativa. In parole povere, una spericolata “avventura” tra i fornelli in cui noi – comuni mortali di sicuro non cuochi professionisti – possiamo dar sfogo alle nostre velleità culinarie! Tra i più interessanti troviamo il pane con frittata e formaggio (in alternativa va bene l’omelette), quello con salame e verdura saltata in padella, il panino con fette di arrosto e senape senza tralasciare “quello” integrale con pomodoro, mozzarella e origano – versione parecchio apprezzata durante l’estate. Come detto è solo un elenco – perché il panino può essere “colmato” di ogni bendidio.

Insomma, per farla breve, un’infinità di invitanti prelibatezze, non complicate da realizzare e comode da portare con sé – sul lavoro, in viaggio o in una gita fuoriporta, dove il pranzo al sacco è composto soprattutto da panini e cibi sbrigativi. Ciò appurato – un consiglio: se è possibile, nella farcitura sarebbe preferibile inserire della verdura fresca, ad esempio, foglie di lattuga, cetrioli, pomodori e peperoni, per rendere lo spuntino meno “asciutto” e di conseguenza più digeribile.

Stefano Buso

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