lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ilva. Trattativa sindacale rinviata. Uil, fatto grave
Pubblicato il 12-09-2017


ilva-operaiTutto rinviato, la trattativa tra i sindacati e il consorzio guidato dal gigante dell‘acciaio ArcelorMittal per definire il numero dei dipendenti della “nuova” Ilva, slitta al 9 ottobre. A darne notizia, attraverso una lettera, il Segretariato Generale del Ministero dello Sviluppo Economico, inviata a Am Investo Italy, ai Commissari straordinari di Ilva e ai sindacati.
“Il rinvio – si legge nella lettera – si giustifica con la necessità di completare l’iter di approvazione delle norme che consentiranno la corretta esecuzione del piano ambientale, nonché per consentire la preparazione più esauriente possibile di tutta la documentazione necessaria al corretto avvio del confronto tra le parti per il raggiungimento di un’intesa”. In altre parole, per avviare la trattativa il Mise attende le valutazioni del Ministero dell’Ambiente sui rilievi fatti, tra l’altro, da Comune di Taranto, Regione Puglia e Fiom. La questione riguarda il piano ambientale presentato a luglio dal consorzio che comprende ArcelorMittal, Gruppo Marcegaglia e Banca Intesa per il sito di Taranto dell’Ilva. Entro fine settembre il ministero dell‘Ambiente dovrà indicare le nuove prescrizioni. Il piano è stato criticato dall’Arpa, l’agenzia regionale per l’ambiente della Puglia, secondo cui le date indicate per completare interventi sugli impianti sono troppo lontane e c’è il rischio di un’infrazione alle procedure Ue.
“Un fatto gravissimo”, dice il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, oggi a Bari dove partecipa ai lavori dell’Assemblea Uil delle Regioni meridionali tuttora in corso presso la Fiera del Levante di Bari, che spiega: “Si riducono i tempi per un serio confronto tra le parti dopo che in sede istituzionale sono stati resi noti più di 4.000 esuberi. Una condizione inaccettabile che contrasteremo in ogni dove. Stigmatizziamo e ci opponiamo a questo rinvio, assicurando i lavoratori che faremo tutto ciò che è possibile per salvaguardare i livelli occupazionali ed il rilancio di quelli produttivi”.
“La siderurgia è strategica per il Sud – ha continuato Palombella – ed in tal senso basti considerare il ruolo che svolge il sito siderurgico di Taranto nell’economia regionale e nazionale”. E conclude: “Ma se non salviamo con determinazione e coraggio la siderurgia nazionale, salvaguardando la condizione di chi ci lavora, rischiamo di rimanere con un pugno di mosche in mano e vanificare ogni ipotesi di possibile crescita industriale”.

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