lunedì, 25 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Inps. Spesa pensionistica in aumento. 26 MLD in più nei prossimi 4 anni
Pubblicato il 04-09-2017


Eessi

SCAMBIO ELETTRONICO DI INFORMAZIONI SULLA SICUREZZA SOCIALE

Eessi (Electronic exchange of social security information) è un sistema informatico che aiuterà gli enti previdenziali dei vari paesi dell’Ue a scambiarsi informazioni con maggiore rapidità e sicurezza, come previsto dalla normativa dell’Ue sul coordinamento dei regimi di sicurezza sociale Attualmente la maggior parte degli scambi avviene ancora su carta: questi saranno gradualmente digitalizzati nei prossimi anni con l’adozione progressiva del sistema Eessi da parte degli Stati membri.

Come funziona il sistema Eessi?

Tutte le comunicazioni tra amministrazioni nazionali su fascicoli riguardanti la sicurezza sociale in ambito transfrontaliero avranno luogo attraverso il sistema Eessi: gli enti previdenziali si scambieranno documenti elettronici strutturati seguendo procedure concordate. Tali documenti saranno inoltrati attraverso il sistema Eessi al destinatario dell’altro Stato membro.

Il personale degli enti previdenziali sarà in grado di trovare il destinatario corretto nell’elenco degli enti nazionali.

Quando il sistema Eessi diventerà operativo in tutti gli Stati membri?

Il sistema centrale è stato messo a disposizione dalla Commissione nel luglio 2017. A partire da tale data gli Stati membri hanno due anni per recepirlo a livello nazionale e per collegare i loro enti previdenziali al sistema di scambi elettronici transfrontalieri.

Quali saranno i vantaggi del sistema Eessi?

Scambi più veloci ed efficienti tra gli enti previdenziali:

il sistema Eessi renderà più celeri gli scambi tra le amministrazioni nazionali, consentendo loro di esaminare più rapidamente i singoli casi e velocizzando la gestione e il pagamento delle sovvenzioni.

Maggiore accuratezza nello scambio di dati tra le amministrazioni nazionali:

gli enti previdenziali di tutta l’Ue utilizzeranno dei documenti elettronici standardizzati tradotti in tutte le lingue per agevolare la comunicazione multilingue.

Il sistema Eessi prevede delle garanzie per l’esattezza e completezza dei dati scambiati, in modo da aiutare gli enti previdenziali a combattere frodi ed errori.

Il sistema ottimizzerà la gestione dei casi, introducendo procedure elettroniche standard che tutte le amministrazioni saranno tenute a seguire; ciò agevolerà ulteriormente la corretta applicazione della normativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.

Gestione sicura dei dati personali:

il sistema Eessi introdurrà l’uso di un’infrastruttura comune sicura per lo scambio transfrontaliero di dati tra gli enti previdenziali.

Il sistema permetterà lo scambio di messaggi tra amministrazioni nazionali, ma non prevede la creazione di una banca dati per archiviare messaggi e dati personali a livello centrale. Il contenuto dei messaggi sarà disponibile soltanto per gli enti interessati e gli Stati membri avranno la responsabilità di garantire un elevato livello di protezione dei dati, in linea con la normativa europea.

Eessi adotterà gli standard più elevati in fatto di sicurezza informatica.

Inps

ASSEGNO SOCIALE: ULTIME NOVITA’

La complessità della materia, l’evoluzione giurisprudenziale e le richieste di chiarimenti da parte delle Sedi territoriali dell’Inps hanno reso necessarie alcune precisazioni dell’Istituto in materia di requisiti per il riconoscimento del diritto all’assegno sociale.

Le disposizioni di legge ordinaria stabiliscono, quale requisito per la concessione dell’assegno, la cittadinanza italiana. Sono equiparati ai cittadini italiani i cittadini della Repubblica di San Marino, i cittadini comunitari e gli stranieri o apolidi titolari dello status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria e rispettivi coniugi ricongiunti, extracomunitari titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo e cittadini svizzeri e dello Spazio economico Europeo.

L’assegno sociale è corrisposto agli aventi diritto a condizione che abbiano soggiornato legalmente, in via continuativa, per almeno dieci anni nel territorio nazionale.

Il diritto si perfeziona con la dimora effettiva, stabile ed abituale in Italia: la residenza deve sussistere al momento della domanda ai fini della concessione della provvidenza economica e deve permanere successivamente ai fini del mantenimento della prestazione.

Nel messaggio 3239 recentemente diramato dall’Ente di previdenza vengono forniti chiarimenti di dettaglio relativi ai requisiti necessari, in particolare sono descritte le situazioni equiparate alla cittadinanza, i motivi di sospensione, di recupero delle somme e i motivi di revoca.

Un paragrafo è dedicato alla documentazione estera presentata da cittadini extracomunitari, utile a comprovare l’esistenza dei requisiti.

Pensioni

26 MLD IN PIU’ DI SPESA NEI PROSSIMI 4 ANNI

Spesa pensionistica in aumento

Si è discusso molto nei giorni scorsi dell’ipotesi di evitare l’aumento dell’età pensionabile che dovrebbe scattare dal 2019. E la Ragioneria generale dello Stato, insieme a Tito Boeri, sono tra le voci che hanno messo in guardia sui rischi di un tale provvedimento, per i costi che implicherebbe. Unimpresa, analizzando i dati contenuti nel Documento di economia e finanza messo a punto dal Governo lo scorso aprile, segnala che nei prossimi quattro anni la spesa per gli assegni pensionistici crescerà di 26 miliardi euro, mentre l’aumento della spesa per le prestazioni sociali sarà di 8 miliardi e quello per la sanità di 6 miliardi. Nello specifico, segnala il Centro studi di Unimpresa, il totale degli assegni pensionistici passerà dai 261 miliardi del 2016 ai 287 miliardi del 2020

(+10%); le prestazioni sociali passeranno da 76 miliardi a 84 miliardi (+11%); le spese sanitarie cresceranno da 112 miliardi a 118 miliardi (+5,36%).

“Come confermato in questi giorni dalla Ragioneria generale dello Stato, restano dei preoccupanti squilibri e l’aumento della spesa pensionistica dimostra che le riforme degli scorsi anni non hanno risolto i problemi delle nostre finanze pubbliche”, è il commento del vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci, a questi dati. Il rischio

più concreto però deriva dal fatto che la spesa per pensioni e prestazioni sociali, resterà sostanzialmente stabile rispetto al Pil. Invece, la spesa sanitaria in rapporto al Pil scenderà del 6,73%, dunque sembra che lo Stato investirà più nelle pensioni e meno nelle cure mediche.

Via ai limiti per la pensione anticipata

Secondo quanto scrive Repubblica, uno degli interventi sulle pensioni che potrebbe entrare nella Legge di bilancio riguarda “l’abolizione o la riduzione delle barriere poste dalla riforma Fornero per l’accesso alla pensione contributiva anticipata (al momento può essere perfezionata a 63 anni e 7 mesi): è indispensabile che l’assegno maturato sia paria a 2,8 volte l’assegno sociale (di 448 euro)”. Inoltre, potrebbe essere tolto il limite che impone di accedere alla pensione di vecchiaia con il contributivo puro se si ha diritto a un assegno almeno pari a una volta e mezza l’assegno sociale. Ipotesi che trova d’accordo Cesare Damiano, secondo cui l’eliminazione di queste due soglie rappresenterebbe “una grande vittoria, soprattutto per i giovani”. Vedremo se l’esecutivo confermerà queste indiscrezioni. Lo si potrà capire quando ricomincerà il confronto con i sindacati sulla previdenza.

Giacobbe: cambiano la legge Fornero

Negli ultimi giorni sembra che si stia riaccendendo una sorta di “scontro generazionale” sulle pensioni. Anna Giacobbe, dal suo profilo Facebook, ci tiene però a dire che “non sarà un meccanismo che automaticamente e inesorabilmente allontana l’età della pensione (per ‘aumento aspettativa di vita’), o che a ciascuno ‘ridà quello che ci ha versato’ (il ‘contributivo puro’), a fare giustizia tra le generazioni, a dare il giusto a ciascuno”. Per la deputata del Partito democratico è giunto il momento di cambiare la Legge Fornero, perché “nel 2011 eravamo sull’’orlo del baratro’, così si disse, e per questo si intervenne sulla previdenza con grande durezza. Oggi le cose vanno meglio, l’economia è in ripresa (io credo davvero che sia così). E allora ‘la Fornero’ non è vangelo (con rispetto parlando)”. “Cambiare si può, cambiare si deve”, è la conclusione di Giacobbe.

Carlo Pareto

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