martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Intercettazioni. Parola d’ordine fare in fretta
Pubblicato il 11-09-2017


Antiterrorismo-intercettazioniCon oggi sono iniziati una serie di incontri convocati al ministero della Giustizia dal guardasigilli Andrea Orlando per discutere la bozza di decreto legislativo sulle Intercettazioni. Di rilievo l’incontro con i rappresentanti dell’Unione camere penali, mentre martedì alle 15 ci saranno i rappresentanti dell’Associazione nazionale magistrati. Ma nel corso dei due giorni ci sarà un confronto anche con il Consiglio nazionale forense, con importanti procuratori della Repubblica e con esponenti del mondo accademico.

Al centro del confronto i contenuti del decreto che disciplina l’uso delle intercettazione e che discende da una delega affidata al governo con la riforma del penale in vigore dal 3 agosto e che dovrà essere esercitata entro il 3 novembre, altrimenti decadrà. Orlando ha quindi accelerato sul provvedimento e ha inviato uno schema di decreto legislativo accompagnato da una lettera di convocazione al ministero a una serie di ‘addetti ai lavori’ per discutere il testo.

Quanto ai contenuti dello schema di decreto, Orlando ha chiarito che il testo non è definitivo e ha aperto a modifiche, che saranno esaminate nel corso degli incontri. Attualmente la bozza inviata con le convocazioni contiene una serie di modifiche al codice penale e di procedura penale. Fatto salvo il diritto di cronaca, si prevede il carcere fino a 4 anni per chi diffonde riprese audiovisive e registrazioni di comunicazioni effettuate in maniera fraudolenta per danneggiare “la reputazione o l’immagine altrui”. Si vieta la trascrizione nei verbali di intercettazioni non rilevanti per l’indagine, un limite che il pm può oltrepassare solo “con decreto motivato” di fronte a materiale rilevante “per fatti oggetto di prova”. Nelle richieste di misure cautelari dei pm, nelle ordinanze dei gip, in quelle del riesame è previsto che non si possano più riprodurre integralmente le intercettazioni, ma solo il loro contenuto, attraverso una sorta di sunto. È prevista un’udienza filtro in cui un giudice stabilirà con le parti la rilevanza delle conversazioni captate da acquisire in dibattimento. E si profila un archivio riservato delle intercettazioni istituito presso l’ufficio del pm, il cui accesso – registrato con data e ora – sarà permesso solo a giudici, difensori e ausiliari autorizzati dal pm, e la cui “direzione” e “sorveglianza” è affidati al procuratore della Repubblica

Alcuni punti del testo hanno suscitato diverse perplessità e dubbi ai penalisti italiani che con il presidente Beniamino Migliucci e il segretario Francesco Petrelli hanno incontrato il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando alla presenza del Capo di Gabinetto Elisabetta Cesqui e del Capo dell’Ufficio Legislativo, Giuseppe Santalucia. Alcuni punti del testo suscitano perplessità e dubbi. Nell’esprimere una valutazione del provvedimento, i vertici dell’Unione delle Camere penali italiane hanno manifestato le proprie critiche in relazione all’ipotesi di modifica dell’art. 103 del codice di procedura penale (sulle garanzia di libertà del difensore) ribadendo che non devono essere consentiti né l’intercettazione né l’ascolto delle conversazioni tra difensori e assistiti.

L’Unione – si legge in una nota – ha rilevato come alcuni divieti, volti a garantire la riservatezza delle conversazioni, rilevanti o meno, non siano assistiti da adeguate sanzioni e, per tale ragione, debbano considerarsi privi di concreto effetto. Nel corso dell’incontro si è anche affermato che la parità delle parti non deve essere messa in discussione e che alla difesa debbano essere assicurati gli stessi diritti dell’accusa, mentre ogni forma di diffidenza nei confronti della funzione difensiva deve essere respinta perché inaccettabile.

Il Ministro Orlando, nel prendere atto delle considerazioni specifiche effettuate dal Presidente e dal Segretario dell’Unione, ha ribadito che la bozza verrà ridiscussa in un ulteriore incontro anche con l’Unione delle Camere Penali.

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