lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Parla Emanuele Fiano: “L’ottimismo della volontà”
Pubblicato il 27-09-2017


fianoIl Rosatellum, dopo essere stato adottato come modello base, inizia il suo iter in commissione Affari costituzionali della Camera. “Il testo base della legge elettorale – spiega il relatore Emanuele Fiano – è un modello che ha un terzo di collegi su base uninominale di carattere maggioritario e due terzi di eletti su base proporzionale in collegi plurinominali dove ci sono liste corte. Quindi 231 in collegi uninominali e 387 in collegi plurinominali. Questo alla Camera, metà per il Senato. Questa legge elettorale arriva dopo due tentativi diametralmente differenti fatti dal Pd. Dopo il referendum abbiamo offerto a tutti i partiti un sistema prevalentemente maggioritario, il Mattarellum, che non ha ricevuto il consenso necessario per il voto in Commissione, avendo ottenuto parare contrario sia dai partiti alla nostra sinistra che alla nostra destra. Lo stesso è successo quando abbiamo presentato il Rosatellum e così anche per il sistema proporzionale ispirato a quello tedesco che è stato oggetto di un incidente in Aula”.

Dopo tanti tentativi essere ottimisti non è facile…
Intanto l’ottimismo è quello della volontà. I partiti maggiori che lavorano a questa ipotesi hanno la volontà di dimostrare al Paese che il Parlamento è in grado di legiferare. Altrimenti se ne ricaverebbe una sconfitta anche di giudizio sulla sua capacità. In secondo luogo, perché la legislatura sta finendo, i partiti vogliono dimostrare di essere in grado di lavorare concretamente. Anche per rispondere all’appello del presidente della Repubblica e anche perché sarebbe la prima volta che si andrebbe a votare con due leggi diverse e fatte non dal Parlamento ma dalla Corte Costituzionale che evidentemente non ha quel compito. Sarebbe un cambiamento, anche se parziale, del ruolo sia del Parlamento che della Corte. Per portare a casa la legge serve anche un esame di coscienza dei singoli parlamentari perché è ovvio che qualcuno invece che pensare all’interesse del Paese pensa all’interesse suo.

Il M5s parla di legge antidemocratica e liberticida. Come rispondi?
La prima vera riflessione è che i Cinquestelle potevano pensarci prima di approvare quell’emendamento con il quale, cambiando il sistema elettorale del Trentino, hanno contravvenuto a ciò che avevamo stabilito in commissione. Bastava proseguire il cammino iniziato assieme. In secondo luogo questa legge favorisce, in parte, le coalizioni perché è ovvio che per vincere nei collegi uninominali serve l’apporto di tutti. E questo per noi è un valore positivo. In terzo luogo, nella loro idea che questa legge non sia democratica, rientra la questione della scelta del cittadino. In nessuna legge elettorale dei grandi paesi europei esistono le preferenze. Noi per 231 deputati prevediamo i collegi, dando quindi al cittadino la possibilità di scelta. E in più i cittadini vedranno sulla scheda i nomi dei candidati nelle liste proporzionali. Avranno modo così di capire cosa il loro voto andrà a determinare.

Anche gli ex Pd sono molto critici e minacciano di non votarla.
La storia sarebbe stata diversa se dall’inizio Articolo 1 in Commissione avesse aiutato a portare avanti il Mattarellum. In secondo luogo penso che in quel partito vi sia una pregiudiziale su Matteo Renzi. Renzi è il segretario del partito ed è stato scelto con le primarie da un milione e 800 persone, dunque è pienamente nel diritto di esserne il leader. Se si fa politica con le pregiudiziali personali tutto diventa complicato. Articolo 1 ha sempre chiesto una legge che spingesse verso le coalizioni. Una volta che si va in questa direzione non appoggiarla diventa una contraddizione.

Se non si riuscisse in questo tentativo non sarebbe un bel servizio per il Paese…
Si andrebbe a votare con una legge che non garantisce un risultato omogeneo tra Camera e Senato e non garantisce la stessa parità di trattamento alle liste tra le due Camere perché le soglie di ingresso sarebbero diverse. E già questo è un elemento negativo.

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