lunedì, 25 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

ITALIANI DI DIRITTO
Pubblicato il 14-09-2017


ius-soli-sinistraIl Partito democratico fa dietrofront sulla questione ius soli che rischia ora di diventare una spada di Damocle per la tenuta del governo. Dopo i tentennamenti in casa Dem e le minacce di Mdp, ora a rompere definitivamente gli indugi è proprio il Presidente del Consiglio. “L’impegno che abbiamo descritto alcune settimane fa rimane, è un lavoro da fare, l’autunno non è ancora finito. Non devo ricordare quando comincia e finisce l’autunno, è una consapevolezza acquisita. Resto alle parole che ho detto alcune settimane fa, siamo ancora in estate, l’impegno che abbiamo descritto rimane”, Paolo Gentiloni, chiude le polemiche dal vertice italo-greco di Corfu’ e ribadisce l’impegno dell’esecutivo: lo ius soli sarà approvato entro il 21 dicembre.
Dal Partito democratico inoltre arriva anche l’invito a porre la fiducia e a chiudere definitivamente la questione. Il Presidente del Pd, Matteo Orfini, ha chiesto al Governo, e in particolare al ministro Delrio, di porre sullo ius soli la questione di fiducia. “Ai ministri che chiedono lodevolmente di accelerare, suggerisco di lavorare più rapidamente per sciogliere il nodo fiducia. Perché è proprio a loro che compete questa decisione”.
Da parte del Partito socialista, da sempre favorevole allo ius soli, arriva il pieno appoggio per varare la legge. “Se il governo porrà la fiducia sullo jus soli, i socialisti la voteranno. Si tratta di una proposta che abbiamo lanciato nel 2009 e che pochi giorni fa, nell’incontro degli amministratori socialisti a Orvieto, abbiamo confermato”, fa sapere il segretario del PSI, Riccardo Nencini, sull’ipotesi di porre la fiducia al provvedimento sullo ius soli.
Ma in maggioranza arrivano subito le alzate di scudi di Ap. “Orfini – dice il presidente dei deputati di Ap Maurizio Lupi – chiede ai ministri del Pd di lavorare perché si giunga alla richiesta di fiducia sullo ius soli. Questo balletto per cui su ogni problema si fa un passo avanti e due indietro sempre e solo per polemiche tutte interne al Pd è diventato stucchevole. Orfini si metta il cuore in pace, la richiesta di fiducia spetta al presidente del Consiglio, e il Consiglio dei ministri è un organo collegiale nel quale i ministri di Ap non daranno mai l’assenso alla fiducia”. Mentre invece i cattolici di Dellai si schierano dalla parte di Gentiloni. “La legge sullo ius soli non solo è giusta ma anche doverosa. In un paese consapevole del proprio futuro e dei propri stessi interessi una legge di questo tipo, e proprio in un momento come questo, dovrebbe costituire uno dei pilastri della comune costruzione democratica”, afferma Lorenzo Dellai, Presidente di Democrazia Solidale e Capogruppo ‘DeS-Cd’ alla Camera. “In italia – spiega – non è così e questo è uno dei segnali del cedimento strutturale del paese e della sua costituzione politica. Grave che accanto alla destra scatenata e ai grillini furbescamente balbettanti, si siano messi di traverso alcuni esponenti del centro. Almeno per noi, al di là della consunzione del termine, la parola ‘centro’ evoca una tradizione culturale e politica che non ha mai avuto paura di condurre battaglie di civiltà, di solidarismo e di apertura. Un centro che rinunci a questo si annulla in un generico moderatismo, insipido sul piano valoriale e inutile su quello politico”. Conclude Lorenzo Dellai.
Ma ancora dal Pd si cerca di correre ai ripari, il senatore Vaccari infatti dice che sullo ius soli “al Senato mancano una trentina di voti con il rischio che, se si fosse messa la fiducia, non solo non si avrebbe avuto la legge che introduce lo ius soli temperato e lo ius culturae, ma avrebbe potuto cadere anche il Governo prima ancora di adottare la legge di bilancio”. Lo dice, in una nota, il senatore del Pd Stefano Vaccari che afferma: “In Senato non c’erano le condizioni per approvarla”. “Se non si fosse messa la fiducia – prosegue – il Ddl si sarebbe comunque impantanato per le migliaia di emendamenti già predisposti dalla Lega, con il placet delle destre e del Movimento 5 stelle, ostili al provvedimento”.
Oggi, nel giorno in cui molti bambini e ragazzi sono al loro primo giorno di scuola, la presidente della Camera, Laura Boldrini, afferma: “Penso sia un provvedimento molto atteso da molti giovani che sono nati in Italia. Sono giovani che vanno a scuola con i nostri figli e dei paesi dei loro genitori non conoscono neanche la lingua, giovani che sono a tutti gli effetti italiani. Credo sia conveniente per tutti farne dei buoni cittadini”.
Nel frattempo arriva al rush finale la legge d’iniziativa popolare per superare la Bossi-Fini e abolire il reato di clandestinità. La proposta di legge promossa da Radicali Italiani, Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, ACLI, ARCI, ASGI, Centro Astalli, CNCA, A Buon Diritto, CILD con il supporto di centinaia di sindaci, associazioni e movimenti, ha già raccolto 34mila, ma all’obiettivo finale mancano le ultime 16mila firme. “Dobbiamo fare lo sforzo di ragionare non solo con la pancia. La legalità aiuta la sicurezza. Serve una politica positiva. La Bossi-Fini limita la possibilità di operare la legalizzazione e quindi alimenta una situazione di insicurezza generale”, ha detto Emma Bonino.
La campagna “Ero Straniero – L’umanità che fa bene” è stata lanciata ufficialmente il 12 aprile in una conferenza stampa al Senato da Emma Bonino e dalle altre organizzazioni

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Commenti all'articolo
  1. Indipendentemente dal come, in proposito, la si pensi nel merito, io credo che in materie come questa non andrebbe seguita la via del porre la fiducia sul provvedimento.

    Paolo B. 14.09.2017

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