giovedì, 23 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Ius soli. Gentiloni: nessuna resa, resta in agenda
Pubblicato il 15-09-2017


Immigrati/Migranti, Gentiloni: Ue troppo lenta, serve politica comune

La legge sullo ius soli è un “impegno”. Trovare i voti al Senato è “un lavoro da fare”. La promessa era farlo in autunno e “siamo ancora in estate”. Paolo Gentiloni scandisce parole precise. E ribadisce, sfidando le tensioni emerse nella sua maggioranza, che la legge sulla cittadinanza ai bambini stranieri era e resta nella sua agenda: nessuna resa, un tentativo sarà fatto. Al momento, però, i voti al Senato non ci sono: secondo gli ultimi calcoli del Pd solo sei o sette dei 24 senatori centristi garantirebbero il sì alla fiducia. “I ministri di Ap non daranno mai l’assenso a porla”, avverte Maurizio Lupi, che guida il fronte del no. Mentre, all’opposto, il Dem Matteo Orfini chiede a Graziano Delrio e agli altri ministri pro-legge “di lavorare per accelerare”.

Le parole di Delrio, che ha definito un “atto di paura grave” lo stop alla legge, hanno lasciato scorie di tensione tra i Dem. Il ministro, che vola con Gentiloni a Corfù per il bilaterale Italia-Grecia, in giornata tace ma chi lo ha sentito racconta del suo rammarico per come la sua frase, che intendeva come un appello ai senatori, è stata accolta. “Cerchiamo di evitare almeno noi di strumentalizzare la vicenda”, dichiara Matteo Orfini: “Ai ministri che chiedono lodevolmente di accelerare, suggerisco di lavorare più rapidamente per sciogliere il nodo fiducia. Perché è proprio a loro che compete questa decisione”.

A predicare calma è Matteo Renzi, che schiera il partito con il governo (sì alla fiducia, se ci saranno i voti) e invita i suoi a fare squadra, senza lacerazioni. Ma il tema è delicato (il Pd, secondo alcuni sondaggi, perderebbe voti in caso di approvazione della legge) e i tempi sono stretti. Ci sono due finestre possibili: tra il 27 settembre e la metà di ottobre, cioè dopo il Def e prima della legge di bilancio; o dopo tra fine novembre e la metà di dicembre. Ma il problema, osservano a Palazzo Madama, è che la maggioranza del gruppo di Ap è sulla linea del no scandita da Lupi. La legge, gravata da 50mila emendamenti, senza la fiducia non può passare e neanche la “fiducia di scopo” dei sette senatori di Sinistra italiana basta a compensare il no dei centristi. La destra, inoltre, non intende fare favori con assenze tattiche e annuncia barricate.

“Non devo ricordare quando finisce e quando inizia l’autunno. Siamo ancora in estate”, dice serafico Gentiloni da Corfu’. E torna a invitare a non sovrapporre il tema della cittadinanza a quello degli sbarchi. “Li aiutiamo a casa loro, accogliamo finché possiamo e salviamo tutti in mare, anche a costo di perdere voti”, dice anche Renzi. Quanto allo ius soli, i ministri del Pd si dichiarano al lavoro perché la proposta possa “essere non solo calendarizzata, ma approvata”, precisa Maurizio Martina. “Dobbiamo cercare di capire come possiamo portare a casa questo importante risultato”, afferma Luca Lotti. Qualche senatore Dem ipotizza che una leva possano essere le misure care ad Ap in manovra. Ma le elezioni sono vicine e rendono tutto più impervio. Tanto che c’è chi non esclude che il voto sullo ius soli (con eventuale sfiducia) possa essere calendarizzato a dicembre ed essere l’ultimo atto della legislatura, a dicembre.

Intanto da sinistra si moltiplicano gli appelli. La legge, sottolinea la presidente della Camera Laura Boldrini, è per l’integrazione e perciò “conveniente per tutti”. Non approvarla, attacca Mdp con Francesco Laforgia, “oltre a essere la certificazione ufficiale e solenne della saldatura strategica tra Pd e Alfano, sarebbe una fine triste della legislatura”. “Se la abbiamo approvata alla Camera è grazie al Pd. Se possiamo portarla a casa al Senato è grazie al Pd”, replica Orfini.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento