venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ius soli. Zanda: “Continuiamo a lavorare con serietà”
Pubblicato il 28-09-2017


Zanda-BerlusconiLo ius soli non è una partita chiusa. La riapre il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda per il quale il parlamento deve lavorare “con molta serietà” per portare a termine questa battaglia di civiltà. Un voto di coscienza, come lo definisce il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio. “Gentiloni in Grecia ha detto che l’autunno è la stagione buona per lavorarci e continuiamo a lavorare. Si tratta di un voto di coscienza e non di partito e non credo che tra i sostenitori di Ap e 5 Stelle non ci sia nessuno sensibile – aggiunge Delrio – ai diritti dei cittadini. Con tutto il rispetto per Ap e 5 stelle, mi sembra complicato astenersi su un tema che riguarda i diritti dei cittadini. Spero che si possa discutere serenamente”. E il presidente del Senato Pietro Grasso: “Mi meraviglia che si dica no a una legge che si ritiene giusta. Mi sembra che si punti di più a valutazione di ordine elettorale che alla giustezza della legge. Spero che si apra al Senato una finestra per poterla calendarizzare e approvare”.

Si tratta quindi di cercare i voti anche al fuori del recinto della maggioranza. Al Senato, ove i numeri sono più deboli, non ne mancano tanti. “Il nostro dovere – aggiunge il presidente del Pd, Matteo Orfini – è andare fino in fondo. L’obiettivo è ogni singolo parlamentare – aggiunge – sono convinto che anche nel Movimento Cinque Stelle ci sia chi non vuole trasformare il movimento in una succursale della Lega. Anche con forze politiche tradizionali come Forza Italia si possono costruire coalizioni per arrivare a quella soglia. Certo l’idea maestra è raggiungere il risultato con la maggioranza ma non è l’unica via”.

Dai 5 Stelle però non arrivano, almeno per il momento, aperture. La deputata M5S Laura Castelli, non lascia molte speranze a un ipotetico appoggio del Movimento: Il Governo “in Senato non ha i numeri. Non ha il coraggio di portare in Senato il testo di legge perché i suoi non gli assicurano i voti. Le leggi si fanno in Parlamento. Se al Pd quel testo sembra troppo radicale proponga delle modifiche e lo porti in Aula”.

A spingere sulla approvazione il segretario generale della Cei, Mons. Nunzio Galantino, che allo stesso tempo muove un rimprovero alla politica italiana per l’idea di rinunciare ad approvare la legge sullo Ius soli, che ad avviso dei vescovi “contribuirebbe a ridurre il popolo dei senza patria”. Chi parla di Ius soli oggi invoca soluzioni che non hanno niente a che fare con la legge al vaglio in Parlamento: non riguarda chi mette piede sul suolo italiano e, accusano i detrattori, solo per questo avrebbe la cittadinanza”. Mons. Galantino ha invitato a guardare alla questione “in termini di diritti e doveri. Parliamo di uomini e donne che hanno bisogno diveder rispettata la loro dignità”. E conclude: “Proporre lo ius soli non è ridurre il tutto in maniera macchiettistica al fatto che chi mette piede in Italia diventa cittadino italiano. Questo non l’ho visto scritto da nessuna parte, se non negli interventi polemici che vogliono fare propaganda politica”.

Roberto Speranza, coordinatore di Articolo Uno – Mdp parla di legge di civiltà e per questo “noi insisteremo fino all’ultimo giorno perché è riguarda la vita di 800 mila persone. Chiediamo al Parlamento di avere coraggio, e lo chiediamo in particolare al Pd e al governo Gentiloni”. “È stata messa la fiducia su molte cose, persino sulla reintroduzione dei voucher nella manovrina di pochi mesi fa, e ora di fronte invece ai diritti delle persone non si ha lo stesso coraggio, questo per noi è profondamente sbagliato”. Ma di fiducia il governo non ne vuol sentir parlare. Almeno per ora.

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