lunedì, 25 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

PROGETTO AMBIZIOSO
Pubblicato il 13-09-2017


juncker“Candidature dirette alla guida dell’Unione europea, voto a maggioranza qualificata, controllo investimenti esteri, coordinamento lotta al terrorismo, ministro delle finanze unico. Finalmente un progetto ambizioso quello di Juncker. Sulla scia di proposte che avanziamo da tempo”. Così in un post su Facebook il segretario del PSI, Riccardo Nencini, commentando quanto ha detto Jean Claude Junker, presidente della Commissione Europea, durante il discorso sullo Stato dell’Unione al Parlamento Europeo riunito a Strasburgo. Junker ha presentato le priorità per l’anno prossimo e ha delineato la sua personale visione di come potrebbe evolvere l’Unione europea fino al 2025. Il Presidente ha presentato anche una tabella di marcia per un’Unione più unita, più forte e più democratica. Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione europea, ha dichiarato oggi: “L’Europa ha di nuovo i venti a favore. Se non ne approfittiamo però, non andremo da nessuna parte. Dobbiamo fissare la rotta per il futuro. Come ha scritto Mark Twain, tra qualche anno non saremo delusi delle cose che abbiamo fatto ma da quelle che non abbiamo fatto. Il momento e’ propizio per costruire un’Europa più unita, più forte e più democratica per il 2025.”

In concomitanza con il discorso del Presidente Juncker al Parlamento europeo, la Commissione europea ha adottato azioni concrete riguardanti gli scambi commerciali, il controllo degli investimenti, la cibersicurezza, il settore industriale, i dati e la democrazia, trasformando subito le parole in atti. Ecco alcuni degli elementi chiave evocati dal Presidente nel suo discorso. “Sono trascorsi dieci anni da quando è esplosa la crisi e l’economia europea si sta finalmente riprendendo. Così come la nostra fiducia. I leader dell’UE a 27, il Parlamento e la Commissione stanno riportando l’Europa nell’Unione. Insieme stiamo riportando l’unione nell’Unione.” “Mentre guardiamo al futuro, non possiamo perdere la rotta. Dobbiamo terminare ciò che abbiamo iniziato a Bratislava.”

Juncker ha parlato anche di commercio e di industria: “Partner di tutto il mondo cominciano a mettersi in fila alle nostre porte per concludere con noi accordi commerciali. Oggi proponiamo di avviare negoziati commerciali con l’Australia e la Nuova Zelanda.” E poi: “Sono orgoglioso della nostra industria automobilistica. Ma sono fortemente turbato quando i consumatori sono consapevolmente e deliberatamente imbrogliati. Quindi esorto l’industria automobilistica a gettare la maschera e a raddrizzare la rotta.” “La nuova strategia di politica industriale presentata oggi intende aiutare le nostre industrie a rimanere o diventare leader mondiali dell’innovazione, della digitalizzazione e della decarbonizzazione”

Un discorso in cui ha toccato anche i temi delle lotta contro i cambiamenti climatici (“Di fronte al crollo delle ambizioni degli Stati Uniti, l’Europa farà in modo di rendere nuovamente grande il nostro pianeta. È patrimonio comune di tutta l’umanità”) e di cibersicurezza (“Per la stabilità delle democrazie e delle economie i ciberattacchi possono essere più pericolosi delle armi e dei carri armati. Per aiutarci a difenderci, la Commissione propone oggi nuovi strumenti, tra cui un’agenzia europea per la cibersicurezza”)

Tema centrale ovviamente quello dei migranti. “L’Europa – ha detto il presidente della Commissione – è e deve rimanere il continente della solidarietà dove possono trovare rifugio coloro che fuggono le persecuzioni.” “Abbiamo frontiere comuni ma gli Stati membri che si trovano geograficamente in prima linea non possono essere lasciati soli a proteggerle. Le frontiere comuni e la protezione comune devono andare di pari passo.” “Non posso parlare di migrazione senza rendere un omaggio sentito all’Italia per il suo nobile e indefesso operato. L’Italia sta salvando l’onore dell’Europa nel Mediterraneo.” “Grazie a Jean Claude Juncker – ha commentato il presidente del consiglio Paolo Gentiloni – per le sue parole sull’immigrazione e per l’alto profilo europeista

del suo discorso sullo stato dell’Ue”.

Non poteva mancare un massaggio sul terrorismo. Ha rilanciato l’idea di una ‘Cia europea’ per la lotta al terrorismo. “Negli ultimi tre anni abbiamo fatto progressi reali, ma ci mancano ancora i mezzi per agire rapidamente in caso di minacce terroristiche transfrontaliere. Ecco perché chiedo un’Unità europea di intelligence”, ha affermato. Secondo il presidente della Commissione, questa unità dovrà assicurare che “i dati sui terroristi e i combattenti stranieri siano automaticamente condivisi tra i servizi di intelligence e con la polizia”.

Infine la politica estera con la necessità di rendere le decisioni del continente più veloci. “Voglio – ha detto – che la nostra Unione diventi un attore globale più forte” ma per fare questo è necessario “prendere decisioni di politica estera più rapidamente”. Per fare questo, Juncker propone di passare dalla regola dell’unanimità al voto a maggioranza qualificata nelle decisioni sulla politica estera. “Il Trattato lo prevede già, se tutti gli Stati membri sono d’accordo”, ha spiegato il presidente della Commissione. Juncker ha anche indicato che entro il 2025 serve una “Unione europea della difesa pienamente funzionante”.

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