martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

L.Elettorale: tutto fermo in attesa del nodo Trentino
Pubblicato il 14-09-2017


Legge elettoraleTutto fermo in attesa che venga sciolta la riserva sul ‘nodo Trentino’. Intanto, crescono i numeri a sostegno di chi pensa di ripartire dal vecchio testo base. Dopo il via libera di Mdp, Sinistra italiana e Ap – contrari invece ad inizio estate – anche i 5 Stelle, viene riferito sia dal presidente della commissione Affari costituzionali della Camera Andrea Mazziotti, sia da Forza Italia che Mdp, hanno leggermente ammorbidito la linea, aprendo uno spiraglio sulla ripresa del confronto ripartendo dal proporzionale alla tedesca, pur ribadendo la condizione che si approvi prima la legge che abolisce i vitalizi, all’esame del Senato, e pur ammettendo la mancanza di fiducia sulla effettiva tenuta di un eventuale nuovo accordo senza che si vada a stravolgere il tedesco, ad esempio con il premio di maggioranza alla coalizione.

Quanto al Pd, il capogruppo in commissione e relatore sulla legge elettorale, Emanuele Fiano, si è limitato a dire: “Attendiamo che la presidente Boldrini ci dica come procedere” sulle nuove norme elettorali in Trentino, modificate dal voto segreto a giugno, che decretò la fine del patto tra dem, pentastellati, azzurri e Lega. In sostanza, finché non verrà sciolta la riserva sulla questione del Trentino, da trasformare in una norma transitoria che entrerebbe in vigore solo dalle elezioni successive a quelle del 2018, il Pd non ha intenzione di compiere alcun passo viste le minacce lanciate da Svp di voler uscire dalla maggioranza, proprio in vista dei delicati voti su Nota di aggiornamento al Def e legge di Bilancio.

Anche nella riunione odierna dell’ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali della Camera, spiega il presidente Mazziotti, “emerge un ampio orientamento a ripartire dal testo precedente”, cioè il ‘Fianum’, approdato in Aula lo scorso giugno e poi messo in cantina dopo il fallimento del patto a quattro. Da sottolineare oggi la leggera apertura fatta dai pentastellati. Quanto al nodo Trentino, riferisci Mazziotti, la “riserva non è stata ancora sciolta”, sono al lavoro i tecnici e la “presidente Boldrini ci farà sapere se è fattibile la strada” del ‘lodo Brunetta’, spiega ancora Mazziotti, che quindi ha aggiornato a martedì prossimo la riunione dell’ufficio di presidenza.

Forza Italia mostra ottimismo: “Si e’ allargato il consenso sul Tedeschellum – osserva Francesco Paolo Sisto – anche i 5 Stelle oggi hanno mostrato un’apertura, dicendo però che si deve ripartire da quel testo e su questo temono colpi di mano”. Il tedeschellum, per gli azzurri, garantisce sia tempi più rapidi che un consenso più ampio, quindi si deve andare avanti. Dello stesso avviso Mdp, che innanzitutto premette: “Abbiamo la conferma tecnica che anche se l’approdo in Aula dovesse slittare ad ottobre ci sarebbe comunque il contingentamento dei tempi, purché in Aula vada il Tedeschellum”. Insomma, vari elementi “rafforzano la necessità che si deve ripartire da quel testo, altrimenti non se ne farà nulla. Anche i 5 Stelle, conclude D’Attorre, dicono che “l’unica strada possibile per loro e’ ripartire dal Tedeschellum”. Mdp condivide i paletti posti da M5S: “Ogni modifica al testo non può stravolgere l’impianto del sistema tedesco, non è che si parte da lì e poi con emendamenti lo si trasforma in un simil Porcellum. Se questa è la preoccupazione dei 5 Stelle, noi garantiamo che non lo permetteremo”.

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