venerdì, 17 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Legge elettorale. Ultima possibilità di intesa
Pubblicato il 06-09-2017


Legge elettoraleLa Commissione Affari costituzionali della Camera ha ripreso l’esame della legge elettorale, rinviatagli dall’Aula l’8 giugno scorso, dopo che un voto a scrutinio segreto fece saltare l’accordo tra Pd, M5s, Fi e Lega. Tutti i gruppi parlamentari hanno espresso la disponibilità a riprendere l’esame della legge elettorale partendo dal testo che l’Aula ha rinviato in Commissione. È quanto è emerso alla seduta della Commissione Affari costituzionali come riferisce il presidente Andrea Mazziotti. Danilo Toninelli ha detto che M5s, è disponibile ma vuole prima l’approvazione della legge sui vitalizi che comunque può essere approvata in breve tempo. Il primo gruppo ad intervenire sollecitando la ripresa dell’esame partendo dal testo dell’Aula è stato Forza Italia con Francesco Paolo Sisto, che ha invitato i gruppi a essere “flessibili”: “Se alla fine tutti i gruppi saranno un po’ scontenti – ha detto poi ai cronisti – vorrà dire che ognuno ha fatto una piccola rinuncia ma la legge sarà buona”. Forza Italia spinge per un sistema tedesco (anche se quello presentato di tedesco ha solo il nome). Che nella versione all’italiana corrisponderebbe a una sorta di proporzionale corretto. Un modo evidentemente per decidere le alleanze dopo aver votato. “Bisogna bandire gli interessi personali – ha proseguito Paolo Sisto – e abbandonare la scritturazione di regole autoreferenziali nella consapevolezza che la migliore transazione è quella che vede tutti un po’ scontenti. Abbiamo fiducia che la Camera, lavorando alacremente, saprà onorare il proprio ruolo e, così, rispondere alla necessità di evitare che le sentenze diventino, per inerzia ed incapacità di decidere, leggi dello Stato”.

Anche Alfredo D’Attorre (Mdp) e Stefano Fassina (Si) hanno invitato a ripartire subito: “Ipotizzare che la legge elettorale si faccia dopo quella di Bilancio è escluso”, ha detto D’Attorre. “Non sono possibili altri rinvii. Si riparta dal modello tedesco, aggiungendo almeno il voto disgiunto”. “I grandi partiti – ha aggiunto – devono spiegare cosa è successo, perché hanno cambiato idea”. Infine, afferma D’Attorre, un “accordo largo non vuol dire che a una singola forza politica possa essere riconosciuto potere di veto sul testo”.

Un sì è giunto anche da Maurizio Lupi, pur chiedendo una serie di modifiche, come altrettanto ha fatto Ignazio La Russa, che si è pronunciato per un premio di coalizione. Anche la Lega, con Giancarlo Giorgetti, pur dando la disponibilità a ripartire dal proporzionale, ha detto di preferire un maggioritario. Posizione ribadita successivamente anche dal segretario Salvini.  “Mi auguro – afferma – che Berlusconi che dice di voler vincere lavori a un centrodestra forte e compatto che si ottiene con una legge chiaramente maggioritaria, in cui si sa chi vince la sera del voto”.

Una sollecitazione a omogeneizzare i sistemi di Camera e Senato è giunta dal presidente del gruppo Misto, Pino Pisicchio, che ha anche ipotizzato di ripartire da Palazzo Madama, dove non ci sono voti segreti sulla legge elettorale. Per Pisicchio “il Parlamento non può subire l’umiliazione di rinunciare ad approvare una legge elettorale. È necessario che la politica acquisisca la consapevolezza che andare al voto con i due pezzi di legge elettorale sopravvissuti al vaglio della consulta significa avere la certezza dell’ingovernabilità. Non è certamente questo l’obiettivo che il Parlamento può perseguire. Dobbiamo, dunque andare avanti alla ricerca di un punto di convergenza”.

Danilo Toninelli, pur dicendo di “rivendicare il lavoro fatto fino a giugno”, quando M5s fece l’accordo con Pd, Fi e Lega, ha detto che occorre prima approvare la legge sui vitalizi altrimenti il “clima politico” renderebbe difficile portare avanti la legge elettorale. Ad una domanda del relatore Emanuele Fiano, Toninelli ha risposto che comunque i vitalizi possono essere approvati in breve tempo.

Fiano, parlando come capogruppo del Pd in Commissione, ha anch’egli dato la disponibilità, purche’ del futuro accordo facciano parte i quattro principali partiti che sottoscrissero il patto a giugno, allargando anche ad altri l’intesa. Domani una nuova seduta e l’ufficio di presidenza che potrebbe stabilire il termine per la presentazione del testo base e degli emendamenti.

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