martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’acqua e il fuoco. In scena il rapporto tra D’Annunzio e la Duse
Pubblicato il 29-09-2017


d'annunzio duse

Pochi sanno che Gabriele D’Annunzio, nel 1882 (ad appena un anno dalla “licenza d’onore” conseguita al Reale Collegio “Cicognini” di Prato), a 19 anni, tra le varie recensioni avute della sua terza raccolta di poesie, “Canto novo”, ne ebbe una, molto favorevole, d’un giovane Filippo Turati (di soli 6 anni più grande): che sulla rivista diretta dal socialista e federalista cremonese Arcangelo Ghisleri, “La Nuova Farfalla”, notava la precoce maturità del giovanissimo poeta abruzzese. E col socialismo, il “supernazionalista” D’Annunzio ebbe sempre, in effetti, un rapporto odio-amore: sino a lasciare nel 1898, in polemica con l’involuzione autoritaria del sistema politico assecondata da Umberto I, i banchi parlamentari della destra (dov’era stato eletto l’anno prima), per andare a sedersi temporaneamente a sinistra, in cerca ( così s’espresse) di libertà e di vita.

dannunzio rivieraDomenica 1 ottobre, al Vittoriale di Gardone Riviera, alle 11 e alle 15,30 Carlo Bertinelli e Alessandra Brocadello, “colonne” della compagnia teatrale “teatrOrtaet”, in collaborazione con la fondazione Vittoriale degli Italiani, metteranno in scena “L’ Acqua e Il Fuoco”: non uno spettacolo classico, ma una “visita animata” (con testi tratti dall’ omonimo spettacolo teatrale di “Teatrortaet”) al Parco del Vittoriale, tra i Giardini della Prioria e La Valletta, sino al monumentale anfiteatro. Secondo una formula ( che “teatrOrtaet” applica con successo da anni, organizzando spettacoli sponsorizzati soprattutto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali o dagli enti locali) che coniuga adeguatamente teatro e riflessione storica: i due attori interpretano ogni volta una pièce che, in contesti museali e monumentali di grande significato, alla presenza del pubblico ripercorre un preciso momento della storia.
Ne “L’ Acqua e il Fuoco”, un D’Annunzio ormai “star ” della letteratura ( e della politica) europea, interpreato da Carlo Bertinelli, rivive anche quei momenti giovanili.Ma ripercorre. soprattutto, il tormentato, focoso (in piu’ sensi,,,!) rapporto, su base passionale e artistica, con la “Divina” Eleonora Duse, durato soprattutto dal 1898 al 1901. Ma la prima e l’ultima scena della visita mostrano un “Vate” ormai stanco, perso nei fantasmi di quello che era stato, nonostante tutto, un grande amore (molto diverso da quello, altrettanto celebre, tra Pirandello e Marta Abba), un “Fuoco” (dal titolo del libro del 1900 in cui D’Annunzio narrava, in modo irriverente, il suo amore per la Duse, che peraltro difese artisticamente il testo); e una “Divina” ormai avanti negli anni, costretta dal disastro finanziario a calcare un palcoscenico divenutole ormai penoso. Siamo nel primo dopoguerra, infatti, con un conflitto che per gli europei ha fatto veramente, in piu’ sensi, da tragico spartiacque: la Duse (di 5 anni piu’ grande di D’Annunzio) morirà, negli USA, nel 1924, con forte dolore del poeta (rimasto legato a lei anche dopo la fine del rapporto vero e proprio).
“Interpretare d’Annunzio – spiega Carlo Bertinelli – mi ha causato una crisi profonda, perché ha voluto dire anzitutto smantellare tutti gli stereotipi che la sua figura si porta dietro. Metterlo in scena è stata un’operazione pesante: che, però, più andava a scavare più trovava l’uomo, contraddittorio quanto si vuole, ma anche autentico nelle sue contraddizioni”. «Il tratto saliente della Duse che metto in scena – dice Alessandra Brocadello, fortemente immedesimatasi nei panni dell’attrice – è l’appassionata ricerca d’ una sua originalità artistica. Eleonora cerca testi nuovi, autori contemporanei, si mette in gioco, vuole scrollarsi di dosso i personaggi dell’Ottocento, finora suoi cavalli di battaglia: si propone di trovare una strada nuova che vada verso la modernità. Non a caso verrà presa a simbolo da tutte le attrici che varcano questa cesura tra passato e presente, che cercano il superamento dei vecchi schemi: dove l’attore s’ imbellettava, più che interpretare”.
La prenotazione è obbligatoria: informazioni: http://www.teatrortaet.it/;  www.visiteanimate.it; prenotazioni@teatrortaet.it

Fabrizio Federici

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