martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Le elezioni-farsa che candideranno Di Maio
Pubblicato il 20-09-2017


Una celebre pubblicità, con una musichetta ritmata, chiedeva “ti piace vincere facile?”. Beh a chi non piace. Anche se in fondo vincere a mani basse senza avversari di spessore è il desiderio di coloro che non ritengano di avere le carte in tavola per vincere, se ci fermiamo a riflettere. Così come politicamente scorretto e poco democratico indire delle elezioni farlocche. Ma a questo ci eravamo abituati. Come dimenticare il caso di Genova e di Marika Cassimatis, che noi stessi abbiamo intervistato.

di-maio-755x515Per la serie “toccato il fondo non è vero che si può solo risalire” il Movimento Cinque Stelle nella persona del grande capo Beppe Grillo annuncia dal Sacro Blog le primarie per scegliere il candidato premier per le prossime Politiche. Abbiamo più e più volte espresso le nostre titubanze su un sistema online di votazioni che riteniamo poco democratico e ancor di più facilmente manovrabile, ma non è questo il punto. Almeno non oggi.

Quello su cui vorremmo soffermarci è la nuova politica di un Movimento che ormai possiamo certamente chiamare Partito. Perché dalle logiche che tanto ha criticato sembra non discostarsi più di tanto. Anzi ci è finito proprio dentro. Come dentro a delle sabbie mobili. È stata pubblicata la lista provvisoria degli aspiranti premier pentastellati. Una «lista provvisoria dei candidati» che sarà sottoposta alla votazione degli iscritti e diramata dopo le «opportune verifiche». Grillo avverte però che «coloro che hanno sottoposto tempestivamente una candidatura ritenuta priva di tutti i requisiti richiesti, potranno formulare osservazioni o fornire elementi integrativi a prova della sussistenza di detti requisiti entro le ore 15 di domani».

La prima novità da sottolineare è che alla competizione possono partecipare anche coloro che sono indagati. Sì, avete letto bene. Gli indagati. Quelli del Parlamento da aprire come una scatoletta di tonno. Quelli che il M5s voleva cacciare dal Parlamento. Coloro che non potevano per un rigido codice etico essere grillini. Fino a che la sindaca di Roma Virginia Raggi è stata indagata. Da lì le regole sono cambiate. In fondo a chi non piacerebbe cambiare le regole di un gioco a proprio piacimento. Della serie “quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare”. E allora come si fa a candidare a premier Luigi Di Maio? Dopo che è stato indagato a Genova per diffamazione dopo la querela dell’ex candidata a sindaco M5S Marika Cassimatis. Semplice, si cambiano le regole.

In pole position in questa partita Luigi Di Maio. Avversari? Non pervenuti o perlomeno non politicamente “pesanti” come Luigino. Ecco il catalogo: Vincenzo Cicchetti, nato nel 1961, ex candidato M5S a sindaco di Riccione. Andrea Davide Frallicciardi, 39 anni, impiegato ed ex consigliere a Figline Valdarno. Domenico Ispirato, 54 anni, napoletano che vive a Verona, geometra ed ex consigliere comunale. Gianmarco Novi, quarantenne ex consigliere a Monza. Nella sua presentazione vanta di “essere cintura nera di arti marziali” e di seguire “una dieta vegana e fruttariana”. Per le quote rosa Nadia Piseddu, 28 anni, laureata in ingegneria aerospaziale ed ex candidata a sindaco di Vignola che poi si è dimessa dal consiglio. Infine Marco Zordan, 43 anni, artigiano, ed ex assessore al personale della giunta M5S di Sarego, comune di 7 mila abitanti in provincia di Vicenza. L’unica parlamentare in lista è Elena Fattori, 51 anni, originaria di Rimini, vicepresidente della commissione Agricoltura a Palazzo Madama. Famosa per le sue linee più morbide rispetto all’intransigenza pentastellata sui vaccini.

Allora per quella curiosità a volte fastidiosa che ci contraddistingue siamo andati a controllare il curriculum. Magari è uno con un curriculum di tutto rispetto. E invece no. Luigino si è iscritto alle facoltà di Ingegneria e Giurisprudenza senza laurearsi ed è giornalista pubblicista. Nel 2010 si era candidato come consigliere comunale nel suo paese ottenendo 59 preferenze e non risultando eletto. Poi nel 2013 ecco che si presenta alle parlamentarie grilline e ottiene 189 preferenze. Quindi da meno di 200 preferenze potremmo trovarlo sul banco del Governo. E tutta la storia della meritocrazia? Beh quella vale per gli altri Partiti, così la totale assenza della presunzione di innocenza. I cinque stelle cambiano le regole del gioco a loro piacimento. Ma ormai a questo ci siamo abituati.

Valentina Bombardieri
Blog Fondazione Nenni

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