venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’ULTIMA OCCASIONE
Pubblicato il 26-09-2017


ITALICUM-legge elettorale“Le buone ragioni, alla fine, hanno ragione. Da tre anni proponiamo una coalizione di centro sinistra, prima da soli, piano piano in buona compagnia. L’impianto del Rosatellum è convincente, migliorabile ma convincente. Posso capire l’opposizione di Di Maio. Incomprensibile il no di Mdp”. Così il Segretario del Psi, Riccardo Nencini commenta gli sviluppi sulla legge elettorale. Dopo un primo rinvio infatti la Commissione Affari Costituzionale può essere riconvocata per votare l’adozione del Rosatellum 2.0 come testo base. E al termine della Conferenza dei capigruppo di Montecitorio è stato deciso che il nuovo testo della legge elettorale approderà nell’Aula di Montecitorio il prossimo 10 ottobre.

Infatti la Presidente della Camera Laura Boldrini ha confermato la validità del testo del Rosatellum bis in quanto non contrasta con le nuove norme elettorali per il Trentino, votate a giugno con scrutinio segreto. È arrivato quindi il ‘responso’ della presidente Boldrini ed è negativo rispetto alle osservazioni e critiche tecnico-procedurali sollevate oggi da M5S e Mdp sulla ‘validita” del Rosatellum bis, in quanto – a loro dire – contrastava con le nuove norme elettorali per il Trentino, relative al numero dei collegi. Boldrini, al contrario, respingendo la tesi dei pentastellati e di Mdp, ha di fatto confermato il parere già precedentemente espresso dal presidente della commissione, Andrea Mazziotti.

In sostanza, il testo di legge elettorale presentato dal Pd, il cosiddetto Rosatellum bis, non viola quanto votato dall’Aula a giugno scorso, l’ormai famoso emendamento Biancofiore. Di conseguenza, viene ancora spiegato, la commissione può procedere con i lavori sul Rosatellum bis, che ora sarà adottato come testo base. Infatti, è stata riconvocata la riunione della Affari costituzionali per procedere al voto.

Il testo era stato rinviato per una questione procedurale sollevata da M5S e da Mdp. La questione sollevata riguardava ancora una volta il voto dell’Aula della Camera dell’8 giugno scorso che ha approvato un emendamento con cui si fissavano a 231 i collegi complessivi per la Camera, di cui 6 in Trentino Alto Adige. Questi numeri non possono essere rimessi in discussione, perché non può essere rivisto un voto dell’Aula; per questo il relatore Emanuele Fiano ha fissato in 231 i collegi uninominali maggioritari del nuovo testo, il Rosatellum 2.0. M5S, appoggiato da Mdp, ha chiesto di approfondire il vincolo del voto d’Aula dell’8 giugno anche per quanto riguarda i restanti seggi, che il Rosatellum prevede di assegnare con metodo proporzionale.

“Io avevo già esaminato la questione e deciso su questo, comunicandolo alla Commissione il 6 settembre scorso”. Ha spiegato il presidente della Commissione Andrea Mazziotti. “Ma la presidente della Camera ha la decisione ultima e quindi è giusto attendere che si pronunci. Per altro la Presidente aveva già confermato quanto avevo detto il 6 settembre”. Comunque la Commissione Affari costituzionali della Camera non ha modificato il termine per presentare gli emendamenti, fissato a domani alle 17, nonostante oggi non sia stato adottato il testo base. Una richiesta, quella dei 5 Stelle, che il relatore della legge elettorale, Emanuele Fiano giudica infondata. “Non condividiamo affatto l’impostazione dei 5 Stelle” sul ‘nodo Trentino’ relativo al numero dei collegi. “Non è fondata”. Dello stesso avviso Forza Italia, con Francesco Paolo Sisto.

“Di Maio dice che la proposta di legge elettorale presentata alla Camera è contro i cinquestelle – ha affermato il senatore socialista Enrico Buemi – non credo proprio, ma, se lo teme, ce n’è una che si potrebbe far rivivere e che tra l’altro è stata ampiamente sperimentata, il cosiddetto Mattarellum approvato nel 1993”. “I cinquestelle allora non esistevano neanche nella mente di Casaleggio padre, Grillo faceva solo il comico e, a quanto si dice, con pagamenti del cachet non proprio rispondenti alle norme fiscali vigenti”, ha continuato Buemi. “Il Movimento e il suo nuovo leader Di Maio si esprimano favorevolmente e stiano tranquilli – ha concluso Buemi – con il Mattarellum la governabilità è garantita, salvo usi strumentali dell’azione giudiziaria, Berlusconi e Prodi (Mastella), remember?”

E mentre Angelino Alfano, leader di Ap, parla della necessità di emendamenti concordati per il Rosatellum bis, dal M5S si grida al complotto contro il movimento. Duro il commento di Rosato nei confronti degli ex compagni di partito usciti dal Pd per fondare Mdp. “Questo progetto di legge rappresenta per Mdp l’occasione buona per ottenere finalmente quello che quel partito ha dichiarato di volere: una coalizione di centrosinistra per il governo del paese. Non vedo quindi alcun fondamento sostanziale per la loro contrarietà. Altra faccenda è se invece puntano a correre in beata solitudine, come stanno facendo in Sicilia, con l’unico obiettivo di far perdere il centrosinistra. Se così stanno le cose lo dicano apertamente, senza giustificarsi con tecnicismi del tutto incomprensibili”.

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Commenti all'articolo
  1. Se dovesse effettivamente essere che “l’unico obiettivo” è quello di “far perdere il centrosinistra”, potrebbe anche significare che vi è una parte della sinistra che non se la sente di assumere responsabilità di governo, forse perché si sente vocata al ruolo di opposizione, o perché non si ritiene in grado di affrontare i problemi che la nostra società sta incontrando in questi anni, il che darebbe ragione alla tesi secondo cui la funzione naturale della sinistra è giusto quella di fare da contrappeso al “potere” di turno.

    C’è anche chi teorizza che per fare cose di destra occorre un Governo di sinistra, ma una tale “formula”, se fosse mai vera, oltre a creare disorientamento nel rispettivo elettorato, denoterebbe una anomalia del sistema, nel senso che una destra che avesse ricevuto, per consenso, il mandato degli elettori, si troverebbe a non poterlo esercitare causa condizionamenti e “impedimenti” esterni (che in una democrazia costituiscono per l’appunto il “fattore” anomalo).

    Oggi, poi, sentiamo spesso ripeterci che il concetto di destra e sinistra è ormai superato, e talvolta siamo portati a crederci perché tutto dovrebbe convergere verso il cosiddetto “bene comune” – che a mio avviso nasce invece dal confronto, e anche scontro, tra posizioni diverse – ma poi scopriamo che tali categorie esistono ancora, perché sui grandi temi ci si divide, e non poco, , e non a caso all’interno della famiglia socialista rispuntano distinzioni tra riformisti e massimalisti, che sono il verosimile segno di “sensibilità” politiche piuttosto differenti.

    D’altronde, pure parlando di legge elettorale si guarda da un lato alla “governabilità” e dall’altro alla “rappresentanza”, e semmai ci si divide tra maggioritario e proporzionale, oppure si cerca di trovare un punto di equilibrio tra le due soluzioni, nel senso che da noi si fatica a trovare la “quadra”, e si è sempre pronti a rimetterla in discussione, mentre il recente voto di Oltralpe sembra dirci che vi sono Paesi i cui sistemi elettorali rimangono sostanzialmente stabili (colà si prevedeva che vi sarebbero state significative variazioni nella geografia politica, ma non mi risulta che vi siano state iniziative, prima dell’andata alle urne, per modificare la legge elettorale).

    .Paolo B. 27.09.2017

  2. Se dovesse effettivamente essere che “l’unico obiettivo” è quello di “far perdere il centrosinistra”, potrebbe anche significare che vi è una parte della sinistra che non se la sente di assumere responsabilità di governo, forse perché si sente vocata al ruolo di opposizione, o perché non si ritiene in grado di affrontare i problemi che la nostra società sta incontrando in questi anni, il che darebbe ragione alla tesi secondo cui la funzione naturale della sinistra è giusto quella di fare da contrappeso al “potere” di turno.

    C’è anche chi teorizza che per fare cose di destra occorre un Governo di sinistra, ma una tale “formula”, se fosse mai vera, oltre a creare disorientamento nel rispettivo elettorato, denoterebbe una anomalia del sistema, nel senso che una destra che avesse ricevuto, per consenso, il mandato degli elettori, si troverebbe a non poterlo esercitare causa condizionamenti e “impedimenti” esterni (che in una democrazia costituiscono per l’appunto il “fattore” anomalo).

    Oggi, poi, sentiamo spesso ripeterci che il concetto di destra e sinistra è ormai superato, e talvolta siamo portati a crederci perché tutto dovrebbe convergere verso il cosiddetto “bene comune” – che a mio avviso nasce invece dal confronto, e anche scontro, tra posizioni diverse – ma poi scopriamo che tali categorie esistono ancora, perché sui grandi temi ci si divide, e non poco, , e non a caso all’interno della famiglia socialista rispuntano distinzioni tra riformisti e massimalisti, che sono il verosimile segno di “sensibilità” politiche piuttosto differenti.

    D’altronde, pure parlando di legge elettorale si guarda da un lato alla “governabilità” e dall’altro alla “rappresentanza”, e semmai ci si divide tra maggioritario e proporzionale, oppure si cerca di trovare un punto di equilibrio tra le due soluzioni, nel senso che da noi si fatica a trovare la “quadra”, e si è sempre pronti a rimetterla in discussione, mentre il recente voto di Oltralpe sembra dirci che vi sono Paesi i cui sistemi elettorali rimangono sostanzialmente stabili (colà si prevedeva che vi sarebbero state significative variazioni nella geografia politica, ma non mi risulta che vi siano state iniziative, prima dell’andata alle urne, per modificare la legge elettorale).

    .Paolo B. 27.09.2017

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