mercoledì, 22 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Libia. Minniti incontra Haftar, ma si teme attacco Isis
Pubblicato il 06-09-2017


Una foto tratta dal profilo Facebook del 'Media office of lybian army' mostra Il ministro dell'Interno, Marco Minniti, con il generale Khalifa Haftar durante il loro incontro a Bengasi, 5 Settembre 2017. +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++

L’Italia corteggiava da tempo l’uomo forte della Cirenaica, il generale Haftar, ma ora a ufficializzare l’intesa tra Roma e Tobruk è stato l’incontro in via riservata tra il generale e il ministro degli Interni Marco Minniti. Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha incontrato nel suo ufficio a Bengasi, in Libia, il generale Khalifa Haftar. Lo si apprende dalla pagina Facebook dell’ufficio stampa del comando generale delle forze armate arabe libiche che posta anche la foto di Minniti e Haftar che si stringono la mano e si viene anche a sapere che l’incontro è avvenuto la settimana scorsa. Il ministro degli Interni italiano, si legge sul quotidiano libico Alwasat, ha affermato che l’Algeria e Roma sono interessati alla stabilità della Libia, perché è importante per combattere il terrorismo e il traffico di esseri umani. La pacificazione è fondamentale per il capo del Viminale soprattutto per quanto riguarda l’immigrazione e il suo piano di accordo con la Libia, le milizie del generale controllano infatti il 70% della costa. L’accordo è importante non solo sul piano politico, ma anche economico. Solo oggi è stato riaperto il giacimento petrolifero di al Sharara, in Libia, dopo uno stop di due settimane e dopo la diffusione di notizie sull’evacuazione del personale straniero per la presenza di una milizia armata al suo interno. Da giorni infatti gruppi armati provenienti dalla città di Zintan (situata nel Nord-Ovest del Paese) hanno preso il controllo e bloccato il flusso di un oleodotto, imponendo l’interruzione delle attività produttive dei due giacimenti petroliferi El Sharara ed El Feel. Quest’ultimo, anche noto come Elephant Field, situato nel deserto del Murzuk (nell’area sudoccidentale della Libia), è operato da una joint-venture costituita da NOC e dall’Eni.
Tuttavia a preoccupare sono anche le notizie dell’arrivo nel territorio libico di miliziani del Sedicente Stato islamico. Un anno dopo la cacciata da Sirte, gli jihadisti in fuga hanno però trovato rifugio nelle zone desertiche dell’entroterra e ora stanno facendo ritorno circa 300 miliziani dell’Isis che si muovono liberamente a sud della valle di Sirte e nelle aree ancora più meridionali. Avrebbero anche stabilito un check Point a Wadi Al-Hamar, 90 km ad est della città portuale.
Nel frattempo oggi a il fondatore di Emergency Gino Strada a Milano ha attaccato il ministro dell’Interno Marco Minniti e gli accordi con la Libia del Governo Gentiloni che ha affermato: “Minniti ha una storia da sbirro e va avanti su quella strada lì. Per lui ributtare in mare o riconsegnare bambini, donne incinte, poveracci a quelli in Libia e farli finire nelle carceri ammazzati o torturati è una cosa compatibile con i suoi valori. Con i miei no”.

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