martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Lorenzo Cinquepalmi
Il referendum bufala di Maroni
Pubblicato il 18-09-2017


Il referendum Maroni è una colossale truffa politica, per almeno due ragioni: la prima, è che si tratta di un referendum solo consultivo, che non ha alcun riflesso sull’eventuale procedure per l’ottenimento di una maggiore autonomia regionale: infatti, la procedura è dettata dall’art. 116, 3° comma, della Costituzione che prevede:
“Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al
terzo comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo
articolo alle lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s),
possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 119.
La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata.”

Ma anche dallo Statuto della Regione Lombardia, che, all’art. 12 (Consiglio Regionale), prevede:
“3. Spetta al Consiglio Regionale, in particolare:
g) deliberare in merito all’iniziativa e alla conclusione dell’intesa con lo Stato di cui
all’art. 116, terzo comma, della Costituzione;”
Come si vede, non è previsto alcun referendum, che, peraltro, non potrebbe servire a nulla
visto che lo stesso Statuto regionale lombardo lo ammette solo consultivo, con l’art. 52, e
abrogativo, con l’art. 51, ma mai propositivo, come invece cerca di far credere il presidente della Regione agli elettori.

La realtà è che il presidente della Regione, che si ricandida per un nuovo mandato alle
elezioni regionali della prossima primavera, cerca di usare il referendum per farsi
campagna elettorale. Infatti, sebbene il Consiglio regionale abbia deliberato di procedere a questo referendum consultivo fin dal 15/02/2015, incaricando il presidente di provvedere a indirlo, lo stesso presidente se lo è tenuto in tasca per due anni e mezzo, fissando la data a ridosso delle elezioni per farsi campagna elettorale a spese dei cittadini.
Quanto costa questo giochino, inutile per la Lombardia e utilissimo alla campagna
elettorale di Maroni?

Secondo le stime più prudenti, circa 50 milioni di euro (23 milioni solo per comprare i tablet
per il voto elettronico, che sono 23.000, quindi 1.000 euro per ciascun tablet che sarà
usato una sola volta e che si può trovare su Amazon a 2/300 euro).
La seconda è che, anche volendo per un momento dimenticare l’inutilità legale del
referendum, resta che il presidente della Regione ha lanciato una campagna menzognera
sulle conseguenze di quella maggiore autonomia regionale che, comunque, non si può
ottenere col referendum ma che, se anche la si ottenesse seguendo la procedura corretta, riguarderebbe solo pochissime materie e le modeste risorse relative alle stesse, e cioè quelle previste dalle lettere L, N e S del 3° comma dell’art. 116 della Costituzione, in cui è Lombardia – Federazione Regionale
previsto che siano attribuibili maggiori autonomie su:

l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia
amministrativa (limitatamente all’organizzazione dei Giudici di Pace);
n) norme generali sull’istruzione;
s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.
Sicuramente mai la tassazione e il riparto della stessa, visto che la lettera E dello stesso
3° comma dell’art. 116 della Costituzione, riserva inderogabilmente allo Stato tutte le
competenze in materia di :
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema
valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; armonizzazione dei bilanci
pubblici; perequazione delle risorse finanziarie;
Eppure, il presidente Maroni inganna deliberatamente i cittadini con lo slogan:

TRATTENERE IN LOMBARDIA IL 75% DELLE TASSE PAGATE DAI LOMBARDI
tratto dal sito www.lombardiaintesta.com
e con una serie di altre bufale contenute in un video inviato massicciamente via whatsapp
ai cittadini lombardi e riportato anche sulla pagina Facebook “Lombardia in testa”
(@maronipresidente)
in cui si propinano agli elettori fandonie del tipo:

L’obbiettivo è trattenere almeno la metà dei 56 miliardi di tasse che ogni anno i
lombardi regalano ai politici della capitale e che non tornano più indietro.
oppure:
In questo modo la Regione potrà abolire il bollo auto, cancellare i ticket sanitari,
tenere al minimo l’addizionale regionale Irpef e togliere l’Irap alle imprese.
Quindi meno tasse e più servizi

LOMBARDIA
Basta leggere questi slogan e confrontarli con la legge, oppure confrontare le cifre a
fantasia messe in giro da Maroni, per capire che il suo referendum-bufala è solo una
colossale e menzognera operazione elettorale, in cui si promettono miliardi di euro che
arriveranno mai perchè non possono arrivare, e intanto si spendono 50 concretissimi
milioni di euro dei cittadini lombardi.
Per questo l’unica cosa sensata da fare con il referendum-bufala di Maroni è non andare a
votarlo, perché l’unica cosa da fare con le fregature è starne alla larga.

Lorenzo Cinquepalmi

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