venerdì, 17 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Malaria, zanzare, DDT e futuro
Pubblicato il 07-09-2017


ddtQualche riflessione sulla malaria e la sua storia è d’obbligo, visto che già i propagandisti razzisti nostrani stanno approfittando del triste caso della bimba di quattro anni uccisa dalla malaria a Trento per sparare nuove deliranti accuse contro gli immigrati.
La verità è che in Africa ed in altri paesi la malaria era stata quasi completamente debellata negli anni 50 del secolo scorso, grazie soprattutto al DDT, un potente insetticida sintetizzato per la prima volta in Svizzera, da Paul H Muller alla fine degli anni 30.
In Italia, pesantemente colpita dalla malaria grazie alle ampie zone paludose (in gran parte bonificate durante il ventennio fascista), il morbo fu completamente sconfitto grazie al DDT portato dagli Stati Uniti, a partire dal gennaio 1944. La campagna permise tra l’altro di mettere fine all’epidemia di tifo che imperversava a Napoli. Le truppe naziste in ritirata non mancarono di distruggere le dighe, costruite durante il regime mussoliniano, che avevano permesso la bonifica delle paludi Pontine. Le paludi furono quindi nuovamente infestate dalle terribili zanzare malariche. Fu il DDT americano a spazzare via completamente gli insetti infettivi. Sull’onda del successo italiano, l’OMS lanciò una campagna globale basata sul DDT, ottenendo un rapido successo totale in molti paesi dell’America Latina e dell’Asia, infestati dalla malaria. Ed anche in Africa, l’incidenza del morbo fu molto ridimensionata, lasciando sperare in una vittoria totale. Milioni di vite furono salvate.
malariaMa questo successo non fu gradito a tutti. Per coloro che temevano (e temono) l’invasione da parte degli indesiderabili (gli umani di pelle non bianca), l’eliminazione della malaria dalle aree tropicali non rappresentò certo una banedizione. Le società eugenetiche antiumaniste (come la Immigration Restriction League, la American Breeders Association, l’Eugenics Record Office, precursori degli odierni Suprematisti Bianchi) molto attive negli Stati Uniti fin dagli anni 30, e più che colluse con il nazismo europeo, scatenarono una campagna delirante contro il DDT. Tale campagna ebbe il suo culmine nel 1962, con la pubblicazione del libro di Rachel Carson “Silent Spring” (primavera silenziosa), il cui enorme successo si può a buona ragione identificare come il calcio d’inizio del movimento ecologista, da alcuni un po’ provocatoriamente, ma non del tutto a torto, definito ecozista.
Inanellando una serie di affermazioni mai provate scientificamente, quali la cancerogenicità, la nocività per la fauna aviaria (al contrario nel periodo di massima diffusione del DDT negli USA gli uccelli addirittura aumentarono la loro consistenza numerica), il DDT fu dipinto come il mostro chimico che uccideva la natura. In risposta a questo “grido d’allarme”, che travalicò presto i confini degli Stati Uniti, molti governi si affrettarono a cancellare i loro programmi anti-malaria basati sul DDT, senza peraltro possedere alcun rimedio alternativo. I risultati furono catastrofici, il numero delle morti per malaria, che erano stati ridotti in molti paesi da milioni a poche decine, tornò ad impennarsi in modo esponenziale. Ovviamente il DDT ha le sue controindicazioni ma, come riporta Luigi Mariani nel suo esauriente articolo, non superiori a quelle della caffeina e dell’aspirina, sostanze che assumiamo normalmente senza danni genetici. Come è noto soltanto recentemente sono in corso di sperimentazione metodi anti-malarici alternativi. Il DDT non doveva quindi essere bandito, almeno finchè non fossero stati a disposizione rimedi alternativi. La carneficina malarica si è protratta invece fino ai giorni nostri.
Considerando i milioni di viaggiatori che si muovono tra i paesi ancora infestati e quelli cosiddetti “civili”, come possiamo pensare che qualche insetto infetto non riesca di tanto in tanto ad imbarcarsi e raggiungere i nostri bambini? Il rimedio quale sarebbe allora? Dovremmo chiudere tutti gli aeroporti, e barricarci in fantomatiche enclave “sicure”? Nonsense, follia.
La risposta sta nel prenderci finalmente cura, prima che del “pianeta”, tanto caro agli ecologisti, degli esseri umani che lo abitano, tutti, ovunque. Mettendo in campo strategie volte, ad esempio, ad eliminare completamente sia l’agente causale (Plasmodio), sia la specie che lo veicola, la zanzare anofele. Chi potrà mai sentirne la mancanza, se non le correnti antiumaniste ed i loro fiancheggiatori ecologisti?
Naturalmente non ci si può neppure limitare ad ignorare il problema della crescita demografica nel sistema finora chiuso del nostro pianeta. Gli unici strumenti di “contenimento” sono stati finora quelli naturali delle malattie epidemiche, delle catastrofi e delle guerre – retaggio della ferocia animale, volta a sopprimere la progenie dei concorrenti per permettere il maggior sviluppo della propria. Come non manco di ricordare in tutti i miei articoli e libri, se la famiglia cresce non si devono sopprimere i figli, bensì cercare una casa più grande, ed aiutarli ad espandere il loro orizzonte abitativo e di sviluppo.
In altre parole, cosa che agli ideologi antiumanisti non sembra proprio entrare in testa, lo spazio esterno è la risposta, dove ci sono risorse, energia, spazio e potenzialità culturali virtualmente infinite, per trilioni di umani a venire. Prima daremo inizio all’espansione, meglio sarà per tutti, incluso l’ambiente naturale del nostro pianeta.

Adriano Autino

Si vedano anche:
– questo esauriente articolo di Luigi Mariani, a proposito della damnatio memorie del DDT: https://agrariansciences.blogspot.it/2016/12/zanzare-malaria-e-ddt-note-storiche-su.html
– questo articolo “La verità a proposito del DDT e della primavera silenziosa”, estratto dal libro di Bob Zubrin “Merchants of Despair” http://www.thenewatlantis.com/publications/the-truth-about-ddt-and-silent-spring

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