venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Manovra: ipotesi contratti a tempo determinato più cari
Pubblicato il 22-09-2017


Censis-lavoroLa manovra è in fase di costruzione. E sono diverse le ipotesi in campo sui cui lavorare. In ultimo è spuntata quella dell’ipotesi di rincarare il costo dei contratti a tempo, con l’obiettivo di incentivare le assunzioni stabili. Un principio più che giusto che ha l’obiettivo di disincentivare l’uso dei contratti a termine rendendoli più gravosi per i datori di lavoro. Infatti essere assunti con un contratto a termine è già uno svantaggio per il lavoratore al quale si somma un vantaggio per l’azienda. Riequilibrare questo paradosso potrebbe essere negli intenti di questa misura che potrebbe trovare spazio in manovra. Ma ancora non sono state prese decisioni. Si tratterebbe di un rialzo dell’aliquota contributiva aggiuntiva (1,4%) prevista nei contratti a tempo determinato e oggi destinata alla Nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi). Così il rapporto di lavoro a termine diventerebbe meno conveniente a vantaggio di quello a tempo indeterminato.

L’aggravio contributivo sul contratto a tempo determinato dovrebbe quindi agire come deterrente, spingendo le imprese verso rapporti di lavoro ‘fissi’. In un momento, come certificato dall’Inps, la quota delle assunzioni stabili non fa che diminuire, a fronte, di una crescita netta di quelle a termine. Il rincaro del contratto a tempo è stato anche suggerito dai sindacati, che si stanno confrontando con il Governo sia sui temi della previdenza che del lavoro. Il tema non è stato ancora oggetto di approfondimento ma c’è chi propone un rialzo deciso dell’aliquota aggiuntiva dell’1,4%, anche raddoppiandola.

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