mercoledì, 20 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Napoli e il gruppo Sarri. Intervista a Delia Paciello
Pubblicato il 06-09-2017


Il caso Reina, il botta e risposta tra De Laurentiis e Raiola, la fiducia di tutto l’ambiente più forte della scaramanzia: può essere davvero l’anno giusto per gli azzurri. La giornalista e presentatrice ci racconta da vicino aneddoti e curiosità sul gruppo di Sarri

delia pacielloNAPOLI – Se in una terra come Napoli la fiducia supera la scaramanzia allora può essere davvero l’anno giusto per lo scudetto. Negli anni precedenti chi osava pronunciare la parola “Scudetto”, vuoi per superstizione vuoi per evitare di creare facili entusiasmi, rischiava di essere malvisto da tutto l’ambiente. Adesso invece c’è talmente tanto ottimismo intorno alla squadra di Sarri, reduce da una finale di stagione spettacolare, che si può liberamente pensare di festeggiare il tricolore a fine campionato. Di questo e altro parleremo con la collega Delia Paciello, giornalista e presentatrice tv, grande esperta del club azzurro.

Delia, è da poco finito il calciomercato. Il Napoli è la squadra che si è mossa di meno (sono arrivati soltanto Mario Rui e Ounas): giusto confermare il blocco dello scorso campionato o ci voleva qualche innesto in più considerando che tutte le rivali si sono rinforzate e che c’è da affrontare la Champions League?

Per puntare allo scudetto qualcosa in più si poteva fare. È vero che quest’anno, per la prima volta, si parte dando continuità alla stagione precedente, ed una delle pecche delle ultime stagioni era ricominciare quasi da zero per colpa delle cessioni. Quindi è importante che ci sia una base solida però un elemento di esperienza che avrebbe portato un po’ di carattere nella squadra sarebbe servito. Per questo le conferme dei vari Mertens, Insigne e Reina sono stati considerati come “i colpi di mercato” quando in realtà facevano già parte della rosa.

A proposito di Reina. Per tutta l’estate non si è parlato d’altro: c’è stato realmente un momento in cui l’addio sembrava cosa fatta o sono stati soltanto rumors di mercato?

Ti confermo che è stato vicinissimo ad andare via. Ho parlato con lui in maniera informale ed era veramente titubante. Tutto nasce da un rapporto difficile con De Laurentiis perché sono due “teste calde” ed hanno entrambi un carattere forte. Già in passato ci furono degli scontri e lui andò via nella prima esperienza proprio perché il presidente non lo vedeva di buon occhio (lo chiamava “il sindacalista”). Ti garantisco però che Reina è molto legato al Napoli e a tutto l’ambiente quindi, se in un primo momento aveva spinto per la cessione (il Paris Saint-Germain gli offriva un contratto importante), poi è tornato sui suoi passi e ha deciso di restare. E con la sua partenza probabilmente sarebbe crollato lo spogliatoio.

Tu che raccogli quotidianamente l’umore dei tifosi. Quest’anno, oltre al grande entusiasmo, c’è davvero la consapevolezza che possa essere l’annata giusta. Tant’è che si parla tranquillamente di scudetto senza essere scaramantici. Mi confermi che è così?

Esattamente. Per esempio, durante il ritiro di Dimaro, non c’è stato un tifoso che mi abbia detto ‘andiamoci piano’. La parola “scudetto” viene pronunciata tranquillamente, lo stesso presidente e la squadra, mentre l’anno scorso non ne parlavano e volavano basso, adesso sono convinti e hanno acquisito maggiore fiducia.

A cercare di destabilizzare un ambiente così sereno ci ha provato allora Mino Raiola. Prima parlando del futuro di Insigne, poi di quello di Sarri (“sarà l’ultimo anno che allenerà a Napoli”). Quali sono state le reazioni dopo queste stoccate?

È sicuramente un personaggio particolare. Essendolo pure De Laurentiis, è inevitabile che ci siano stati degli scontri. Ed anche con il procuratore di Sarri, Alessandro Pellegrini, che è uno che non ha peli sulla lingua, ci sono stati dei botta e risposta abbastanza accesi su Twitter. Raiola poi ufficialmente ancora non è il procuratore di Insigne, ma già sta parlando per lui e io so che, in questa scelta, Lorenzo è stato consigliato dalla famiglia Donnarumma (i portieri Gigio e Antonio del Milan sono anche loro seguiti dal procuratore italo-olandese). Quindi penso che ne vedremo delle belle…

Tu sei stata nel ritiro estivo di Dimaro e conosci bene tutto l’ambiente. Ci racconti qualche aneddoto extra-calcistico: per esempio chi, all’interno del gruppo, veste i panni di leader o di “capo-gruppo”?

Un ragazzo insospettabile, ma che invece è simpaticissimo è Ghoulam. Sembra un ragazzo serio, invece è prende in giro chiunque, fa le imitazioni e lega con tutti. Inoltre è molto amico di Koulibaly, che invece è più riservato e chiuso, e quindi lo aiuta a inserirsi con gli altri. Poi, a differenza degli altri anni, sono tutti molto rigidi sull’alimentazione e sugli orari. Insigne non esce quasi mai, mentre Callejon usciva spesso con i compagni, ma la moglie è molto gelosa quindi adesso decisamente meno.

Francesco Carci

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento