lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Norman. Richard Gere nei panni del capro espiatorio ebreo
Pubblicato il 18-09-2017


gere conferenza stampaRichard Gere sveste i panni del bello e si cimenta nell’insolito ruolo di personaggio goffo e ‘fastidioso’, come lo stesso divo di Hollywood lo definisce durante la presentazione a Roma de ‘L’incredibile vita di Norman‘. Film del registra israeliano Joseph Cedar (nelle sale dal 28 settembre), in cui Gere interpreta la parte di Norman Oppenheimer, un businessman ebreo insolito che rivela l’altra faccia della medaglia degli affari della Grande Mela. Norman non è infatti un uomo ricco e senza scrupoli, ma un bonario ciarlatano che vive di promesse e di legami fittizi, tentando inutilmente di scalare le vette, ma finendo sempre per restare ai margini della società. È un personaggio sopra le righe, ma che “si ritrova in ogni settore della società: politico, economico, giornalistico”, spiega l’attore americano durante la conferenza stampa al cinema “Quattro fontane”.
Cedar riprende la classica narrazione dell’ebreo, abbiamo infatti “l’ebreo cortigiano”, quello “errante” e infine “l’ebreo capro espiatorio”.
Nella prima fase vediamo il Norman nei panni del classico faccendiere sull’orlo del fallimento, ma durante tutti i suoi colpi ‘a salve’, l’uomo riesce in un gran colpo che lo porterà a risalire la china all’improvviso e a portarlo ad aprire una di quelle porte a cui aveva bussato inutilmente come ‘ebreo errante’. Sarà proprio questa porta inaspettatamente spalancata a trascinarlo inevitabilmente fino a inabissarsi in una spirale oscura e verso la sua ultima fase quella dell’ebreo “capro espiatorio”. Ma Cedar ci restituisce anche un’altra visione del personaggio e dell’ebreo in questione: l’uomo utile. Ma con un’accezione più larga, un uomo utile alla propria comunità. Il regista ce lo mostra non solo con il finale, ma anche attraverso un personaggio che vediamo dopo la metà del film: Alex Green (alias Charlotte Gainsbourg). Fin dal loro primo incontro la donna del Governo, alla solita domanda di Oppenheimer (“Come posso esserti utile?”), risponderà inaspettatamente: “Potresti farmi capire se quello che faccio sia un bene per il mondo?”. Prima del loro ultimo incontro Norman Oppenheimer si ritroverà al Consolato tra due porte, la seconda delle quali non si apre se non si chiude la prima, lì tra due porte Norman tentenna, ma alla fine decide di chiudersi alle spalle la porta che aveva fatalmente aperto.
Una commedia drammatica che restituisce finalmente il ruolo di attore completo all’affascinante Gere che con il solo aiuto di un paio di orecchie a sventola finte riesce a interpretare magistralmente un personaggio brutto e impacciato.
Tanto che qualcuno gli ha chiesto se con questo ruolo ambisce a farsi notare dagli Academy Awards. “L’Oscar mi servirebbe eccome perché mi spianerebbe la strada verso la realizzazione di un numero maggiore di film indipendenti. Quindi, perché no?”, ammette Richard Gere che riconosce anche di non avere più ventotto anni e di essere quindi ormai pronti per ruoli più ‘maturi’.

Al cinema dal 28 settembre.
Regia: Joseph Cedar.
Cast: Richard Gere; Michael Sheen; Steve Buscemi; Charlotte Gainsbourg; Dan Stevens; Isaach De Bankolé; Lior Ashkenazi
Distribuito da LuckyRed

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