venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

AMERICANOCENTRICO
Pubblicato il 19-09-2017


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Giornata di debutti a Palazzo di vetro, la grande attesa per la 72ma Assemblea generale dell’Onu, vede per la prima volta non solo il presidente Trump, ma anche il neo segretario Onu Antonio Guterres. Mentre gli occhi di tutto il mondo sono puntati proprio sul presidente della Casa Bianca, la prima sorpresa viene offerta proprio da Guterres che a una settimana dal referendum sull’indipendenza della regione del Kurdistan iracheno, gela le speranze dei curdi. “Il segretario generale ritiene che qualsiasi decisione unilaterale riguardo la convocazione di un referendum in questo momento possa distogliere l’attenzione dalla necessità di sconfiggere l’Isis, nonché dalla necessaria ricostruzione dei territori riconquistati e dal favorire un ritorno sicuro, volontario e dignitoso di oltre tre milioni di rifugiati e sfollati interni”, si legge in una nota del portavoce, Stephane Dujarric. Ma il referendum per l’indipendenza del Kurdistan iracheno fissato dal leader curdo Massoud Barzani per il 25 settembre passa in secondo piano nell’agenda sul tavolo di Manhattan: Libia, l’accordo sul clima di Parigi, terrorismo e pulizia etnica dei Rohingya. Ma il punto principale e il nodo su cui si concentra l’attenzione dei Capi di Stato riuniti in assemblea è ancora una volta il problema degli armamenti nucleari e del conflitto con la Corea del Nord. “La minaccia del nucleare non è mai stata così alta dal periodo della Guerra Fredda”, così il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha aperto i lavori della sua prima Assemblea Generale. “La paura non è astratta – ha detto – milioni di persone vivono sotto un’ombra di terrore causata dai provocatori test nucleari della Nord Corea”. Guterres invita quindi il Consiglio di Sicurezza all’unità: “La soluzione deve essere politica, non bisogna procedere come sonnambuli verso la guerra”.
Nonostante l’invito a restare uniti Trump parla ‘a senso unico’ e debutta in direzione “americanocentrica”. “Gli Stati Uniti hanno fatto molto bene dalla mia elezione – ha detto il presidente americano Donald Trump aprendo il suo intervento all’Onu – la Borsa è a livelli di record e la disoccupazione è in calo”. “Sono tempi di opportunità straordinari”. Donald Trump, aprendo il suo intervento all’Onu, afferma: “Benvenuti a New York. È un onore essere qui, nella mia città in rappresentanza degli americani”. Nella mattinata ha incontrato un altro ‘debuttante’ all’Assemblea generale, il presidente francese Emmanuel Macron, durante l’incontro gli ha ribadito che l’accordo sul clima di Parigi è ingiusto per gli Usa, aggiungendo però di non vedere l’ora di discutere ulteriormente della questione.
Tuttavia il suo voler far da padrone negli States, lo ha portato anche a criticare e voler mettere i conti in ordine a Palazzo di Vetro. “Vedo un grande potenziale qui… Anche se negli ultimi anni non è stato raggiunto in pieno, a causa della burocrazia e della cattiva gestione. Nonostante il bilancio sia aumentato del 140% e il suo personale sia raddoppiato dal 2000 in poi, non vediamo risultati in linea con questi investimenti. Ma so che con il nuovo Segretario Generale le cose cambieranno rapidamente”. Il presidente americano chiede, tra l’altro, di filtrare e valutare anche sotto il profilo economico “ogni singola missione di peacekeeping”. Trump vuole ridurre i contributi americani, 28,5% per il bilancio da 7,3 miliardi delle operazioni di pace, e 22% per i 5,4 miliardi del bilancio regolare, ma sa che sono cifre ridicole rispetto ai quasi 700 miliardi spesi ogni anno dal Pentagono.
“Metterò sempre l’America al primo posto e difenderò sempre gli interessi americani”, dice Trump all’Onu: “Lavoreremo sempre con gli alleati ma non si potrà più approfittare di noi”. “Non vogliamo imporre il nostro stile di vita a nessuno – ha aggiunto – ma l’America vuole essere un modello”. Infine sulla Corea afferma: “Gli ‘Stati canaglia’ sono una minaccia per il mondo”, e aggiunge: “Se ci attaccano non c’e altra scelta che distruggere la Corea del Nord”:
Ma da parte di Pyongyang invece si continua a denunciare l’ostilità americana. Il ministro degli Esteri nordcoreano definisce le sanzioni “il più viscido, immorale e inumano atto di ostilità”, sostenendo che queste hanno lo scopo di sterminare fisicamente il popolo, il governo e il sistema di Pyongyang.

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Commenti all'articolo
  1. Due incontri significativi per il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in queste ore a New York per partecipare all’Assemblea generale dell’Onu, si legge su Pagine Ebraiche: prima il vis-a-vis con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump poi l’incontro – di grande rilevanza perché per la prima volta pubblico – con il Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Al centro dei due vertici, la minaccia iraniana e la questione dei negoziati di pace con i palestinesi. A tirare fuori il tema dell’accordo nucleare, definendolo “terribile”, è stato soprattutto Netanyahu, che ha chiesto a Trump di mettere mano alla questione. Di contro, il presidente Usa, che ha più volte criticato aspramente l’accordo siglato dal suo predecessore con Teheran, non ne ha quasi fatto menzione, concentrandosi invece sul tema dei palestinesi: “Credo davvero che abbiamo una possibilità – ha detto Trump parlando ai giornalisti dell’accordo di pace, con al suo fianco Netanyahu – Penso che Israele e i palestinesi vorrebbero vederlo. E posso dirvi che l’amministrazione di Trump vorrebbe vederlo. Per questo stiamo lavorando molto; vedremo cosa succede. Storicamente, la gente sostiene che non possa accadere. Io dico che è possibile”.

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