giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Padoan, alla Ue serve un superministro per l’economia
Pubblicato il 15-09-2017


padoan 3Il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, a Tallin, partecipando all’incontro informale di Eurogruppo ed Ecofin, ha detto: “L’Italia sostiene il discorso di Juncker e vede nell’idea di creare un superministro dell’economia l’accelerazione più efficace di molte alte altre proposte. Il discorso di Juncker è molto importante, di ampio respiro e sicuramente coglie nei fatti molte delle idee che l’Italia aveva già avanzato. Quindi noi lo sosteniamo, soprattutto perché è il momento giusto in Europa per pensare al rafforzamento dell’architettura istituzionale, visto che l’economia sta dando risultati importanti”.

Il commissario europeo  agli affari economici, Pierre  Moscovici, già si candida a ricoprire questo nuovo ruolo dicendo: “Ho caratteristiche che pochi hanno”. A frenare è il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, che ha detto: “Il superministro dell’economia è  un titolo che non mi dice molto nella sostanza, non capisco quali responsabilità e strumenti avrebbe. Prima del lato istituzionale bisogna vedere cosa manca nell’unione monetaria, in termini di resilienza, competitività, solidarietà, dovremmo  cominciare parlando di quali sono i problemi, e poi finire con il dibattito istituzionale”.

Intanto, alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, i ministri dell’economia dell’Ue trovano sul tavolo già i dossier più caldi: oltre all’approfondimento dell’Unione economica e monetaria (Emu) anche la web tax, per costringere Google, Amazon, Apple e gli altri a pagare le tasse in giusta misura. Sulla web tax, argomento dell’Ecofin di sabato, ci si attende che i ministri diano un mandato alla Commissione per preparare una proposta il prima possibile.

Sull’Unione monetaria oltre all’idea del superministro dell’economia, che già non piace ad alcuni tra cui la presidenza estone, c’è quella di rafforzare lo strumento di sostegno alle riforme strutturali perché, come ha spiegato il vicepresidente Dombrovskis: “Le debolezze di uno pesano sugli altri”. Ci sarebbe anche la proposta di trasformare il fondo salva-Stati Esm in fondo monetario europeo, e dargli una funzione di stabilizzazione in caso di shock. A seconda di come andranno le discussioni, gli spunti entreranno in un’unica proposta sull’Emu che la Commissione farà a dicembre.

Anche il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, che in passato ha contestato la politica monetaria di Draghi e della BCE, adesso ha cambiato idea. Intervistato dal ‘Passauer Neue Presse’, ha detto: “L’uscita dalla politica espansiva dovrà essere cauta affinché i mercati non reagiscano in modo troppo nervoso”. Secondo il ministro tedesco: “La politica monetaria straordinaria con tassi bassi e acquisti di titoli è stata necessaria per superare una fase di crisi economica”.

L’incontro informale di Tallin è di grande importanza per l’integrazione europea. In realtà le posizioni di Junker e Dijsselbloem non sono distanti. Il primo ha manifestato un atto di volontà, il secondo è entrato nel merito dei problemi per la fase realizzativa. Bisognerà stabilire le competenze da assegnare al superministro per l’economia della UE e, dopo, scegliere chi potrà essere idoneo a portarle avanti, in vista di una accelerazione per la realizzazione degli Stati Uniti d’Europa concepiti come stato federale o come confederazione di stati. I vantaggi sarebbero notevoli e molteplici sia per l’Europa che per i suoi abitanti.

Salvatore Rondello

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