venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Padoan: “Il Pil è migliorato ma pochissime le risorse”
Pubblicato il 19-09-2017


padoan

Un interessante convegno dal titolo “Buona Finanza – oltre le crisi bancarie: crescita, uguaglianza, lavoro” si è svolto oggi a Roma presso la CGIL, nella sala Di Vittorio. Al convegno hanno partecipato Susanna Camusso, Agostino Megale, Nicola Cicala, il ministro Padoan e Patuelli, Presidente dell’Abi.

Durante la relazione, Nicola Cicala ha detto che il comparto bancario dal 2007 ad oggi ha perso 50 mila dipendenti concorrendo al superamento della crisi del settore. Inoltre ha detto che in Italia, dal 2008 ad oggi, il numero degli sportelli bancari è diminuito di seimila unità. Con la moderazione di Roberta Lisi, si è poi sviluppato un interessante dibattito tra gli addetti ai lavori. L’intervento più atteso è stato quello del ministro Padoan dal quale ci si aspettava qualche anticipazione sul DEF.

Parlando della legge di bilancio 2018, il ministro dell’Economia ha detto: “Le risorse sono pochissime, dati i vincoli di bilancio. Il Pil è migliorato ma non in modo tale da allentarli in modo significativo. Sicuramente l’occupazione giovanile è una delle pochissime voci che verrà aggredita nell’attuale quadro di risorse pubbliche. Se l’economia non crea lavoro, buon lavoro, la politica economica non funziona. Il lavoro è il metro definitivo nella valutazione della politica economica. Il problema è che non c’è la bacchetta magica, la pallottola d’argento per dirla con gli americani. Risultati concreti richiedono più fattori e più strategie sui punti: politiche industriali, tasse, incentivi”.

Intervenendo alla Cgil, il ministro dell’Economia ha quindi invitato a guardare i dati sul mercato del lavoro con attenzione, evidenziando che è migliorato anche se spesso domanda di lavoro ed offerta di lavoro non coincidono. In proposito ha aggiunto: “I singoli dati fotografano la situazione di un disagio ancora presente soprattutto tra i giovani, ma non forniscono l’idea di dove il mercato del lavoro sta andando”.

Poi ha proseguito: “Sugli investimenti pubblici faccio un mea culpa in quanto membro del governo. La P.A. non ce la fa ad implementarli. È necessaria una riforma della pubblica amministrazione che è destinata a gestire gli investimenti. Un  nuovo piano investimenti  e gli incentivi per l’occupazione giovanile sono le due gambe di un abbozzo della strategia per l’occupazione in vista della Legge di bilancio. Il governo sta valutando, sempre nell’ambito delle risorse strette, un nuovo piano investimenti. E questo perché finalmente la Pa inizia a produrre progetti realistici. Stiamo delineando il quadro del Def, non entro nel merito delle specifiche misure. Gli incentivi temporanei servono per dare una spinta, un calcetto iniziale. Quando questi incentivi si esauriscono magari la situazione è migliore di prima”.

Poi ha aggiunto: “Ci si può sbagliare, c’è un ampio dibattito all’interno del governo, di sicuro all’interno del mio ministero”.

Il ministro ha quindi spiegato che sarebbe molto meglio introdurre incentivi strutturali dicendo: “Ma per vincoli di finanza pubblica non ci sono le risorse. Bisognerebbe trovare risorse permanenti per incentivi permanenti”.

Con riferimento alle banche, il ministro Padoan ha affermato: “Dobbiamo ridurre in maniera tangibile il problema delle sofferenze. Va fatto così come va ridotto lo stock del debito pubblico: va fatto nella velocità giusta”.

Concludendo Padoan ha precisato: “Siamo in una fase molto delicata, meno drammatica, ma molto delicata”.

Durante il convegno sono stati affrontati tematiche come la scarsa liquidità bancaria, le sofferenze bancarie migliorate, la tenuta del sistema creditizio italiano nonostante i noti casi di crisi di alcune banche tra cui il Mps, Altri temi affrontati sono stati quelli già noti della tutela dei risparmiatori, dei meccanismi di solidarietà e del fondo esuberi della categoria.

Il presidente dell’Abi Patuelli ha sottolineato la forte competitività e concorrenza delle banche e che il bassissimo costo del denaro attualmente non ha precedenti storici per incoraggiare gli investimenti.

La Camusso, segretaria della Cgil, ha insistito sulla necessità di ridurre le disuguaglianze, poiché, negli ultimi tempi, i salari reali dei dipendenti sono diminuiti mentre sono sproporzionatamente aumentati i redditi dei dirigenti e dei manager. Pertanto la CGIL auspica un correttivo attraverso un sistema fiscale più progressivo rispetto alle capacità contributive degli italiani.

Salvatore Rondello

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