domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Pensioni: Gentiloni firma l’Ape volontaria
Pubblicato il 04-09-2017


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Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha firmato questa mattina il Dpcm sull’Ape volontaria. Lo rende noto un comunicato della presidenza del Consiglio, pubblicato su Twitter con foto della firma. Inizialmente l’Ape volontaria doveva debuttare nel mese di maggio ma il decreto attuativo ha subito molti slittamenti. L’ultimo dovuto allo stop del Consiglio di Stato che a luglio ha caldeggiato alcune limature al testo.

L’Ape volontaria (anticipo finanziario a garanzia pensionistica) si potrà avere a far data dal primo maggio scorso. È una delle novità previste dal Dpcm firmato dal presidente del Consiglio. Chi quindi aveva maturato i requisiti già quattro mesi fa, potrà presentare la domanda chiedendo le mensilità dei mesi pregressi, naturalmente con una rata commisurata. Da ambienti di palazzo Chigi riferiscono che entro un mese dall’entrata in vigore del Dpcm (dopo quindi la registrazione alla Corte dei Conti e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale) dovranno essere stipulate le convenzioni con banche e assicurazioni.

Gli esperti spiegano inoltre che è lasciata libertà di scegliere subito se far durare il prestito fino al momento in cui è previsto attualmente il pensionamento o se comprendere anche l’eventuale aumento dell’età pensionabile che potrebbe scattare nel 2019 in base all’adeguamento delle speranze di vita; nella seconda ipotesi, la rata sarà di conseguenza più alta. L’importo minimo richiedibile sarà di 150 euro mensile mentre l’importo massimo è legato alla durata dell’Ape: se l’anticipo è superiore a 3 anni (fino a 3 anni e 7 mesi), si potrà chiedere fino al 75% della pensione; se è compreso tra 24 e 36 mesi l’80%, tra 12 e 24 mesi l’85% e se meno di 12 mesi si arriva al 90%. La pensione al netto della rata non potrà essere inferiore a 770 euro. Il Dpcm prevede poi che se il richiedente ha altri debiti in corso con le banche, l’esposizione comprensiva della rata dell’Ape non possa superare il 30% dell’assegno previdenziale.

Nel testo sono anche stati inseriti dei suggerimenti richiesti dal Consiglio di Stato per tutelare maggiormente i pensionandi rispetto alle richieste delle banche. Per conoscere il reale costo dell’Ape occorrerà attendere le convenzioni con Abi e Anie: è stato ipotizzato un tasso per il prestito del 2,8% ma i costi reali risulteranno inferiori considerando l’abbattimento fiscale del 50% tanto degli interessi quanto dei premi.

“Grazie all’Ape volontaria – scrive su Facebook, Maria Elena Boschi, sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio – molti italiani potranno andare in pensione prima. Ne potranno usufruire i lavoratori dipendenti pubblici e privati, i lavoratori autonomi e iscritti alla gestione Separata dell’INPS”.

In una nota Domenico Proietti, segretario confederale Uil afferma che “dopo il varo dall’Ape sociale e della pensione anticipata per i lavoratori precoci che hanno reintrodotto un principio di flessibilità nel nostro sistema previdenziale, fortemente voluto dal sindacato, oggi è stato firmato il decreto che renderà operative l’Ape Volontaria e la Rita, completando il pacchetto previdenza previsto nell’ultima legge di bilancio. Sono strumenti costosi per i lavoratori, ma sono solo su base esclusivamente volontaria e li sceglieranno i lavoratori che lo riterranno opportuno”. Il sindacato, continua, è impegnato “nella fase 2 di confronto con il Governo ad affrontare gli altri temi sui quali è urgente intervenire per migliorare il nostro sistema previdenziale. In particolare il congelamento dello scatto dell’adeguamento all’aspettativa di vita, le pensioni dei giovani, l’eliminazione delle disparità di genere che penalizzano le donne e il rilancio della previdenza complementare”.

Per il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli, Cgil, “l’Ape volontaria non è un anticipo di pensione, contrariamente a quanto affermato dalla ministra Boschi, ed è tutt’altro che operativa”. Ghiselli specifica infatti che si tratta di “un prestito bancario oneroso per i lavoratori, che dovrà essere restituito per intero con tanto di costi per interessi e garanzie assicurative. E’ bene inoltre ricordare – aggiunge il dirigente sindacale – che l’Ape volontaria è tutt’altro che operativa, mancando ancora la registrazione della Corte dei Conti, la pubblicazione, la circolare Inps e, soprattutto, le convenzioni con il sistema bancario e assicurativo, con tutte le insidie che ciò può nascondere”.

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