venerdì, 17 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Psi, il nostro impegno sul territorio
Pubblicato il 11-09-2017


orvieto_1Nella Sala dei Quattrocento del Palazzo del Capitano del Popolo ad Orvieto, nei giorni 8 e 9 settembre, si è svolto un importante Forum degli amministratori socialisti dal titolo “Servire i cittadini”. Durante il Forum sono stati affrontati temi politici di grande attualità: riforme istituzionali, sviluppo del sud, accoglienza degli immigrati, governo degli enti locali, le città storiche ed il lavoro nei servizi. Non è neanche mancato il confronto sulle prossime elezioni regionali in Sicilia. I compiti di moderazione dei lavori sono stati brillantemente svolti dai compagni Gennaro Acquaviva e Luigi Covatta.

Gli interventi sono stati tutti interessanti e di altissimo livello. Ognuno ha dato il proprio contributo. Qualche intervento ha segnalato le carenze delle infrastrutture per il sud: trasporti ferroviari, strade, aeroporti e servizi portuali da migliorare. Il tutto dovrebbe essere funzionale ad un progetto di sviluppo per il sud che attualmente manca. Sono stati segnalati i problemi della rete idrica del Paese: vetusta e ridotta ad un colabrodo con ingente dispersione di acqua. Sono stati segnalati le problematiche delle Regioni che non riescono a spendere tutti i contributi che ricevono dall’Unione Europea e dopo sono costretti a restituire la parte non utilizzata.

Intervenendo sulle riforme degli enti locali, Cesare Pinelli ha sottolineato che il dimensionamento degli enti territoriali deve essere funzionale ai compiti da svolgere. Sulla ridefinizione della geografia politica del territorio, ha avvertito sui problemi che potrebbero presentarsi successivamente. Per un migliore governo del territorio, ha invitato gli amministratori ad un maggiore dialogo nel coordinamento tra sindaci e prefetti.

Lorenzo Guerini, coordinatore della segreteria del PD, nel suo intervento ha sottolineato come la presenza del fenomeno dell’immigrazione rende più complesso e difficile la governabilità degli enti locali. Ritiene necessario far crescere le virtù sociali. Complimentandosi per il convegno e per i lavori ha dichiarato che “senza la presenza dei socialisti non è possibile costruire un programma riformista per il Paese”. Infine concludendo ha ribadito “l’impegno ad un lavoro comune per lo sviluppo del nostro sistema democratico”.

Nelli, il sindaco di Città Reale, ha fatto presente le problematiche dei paesi terremotati dove il 75% degli edifici è stato dichiarato inagibile, dove ci sono anche problemi di comunicazione con la telefonia mobile. Ha detto anche che il PSI è stato vicino alle popolazioni dei terremotati grazie anche all’opera di Oreste Pastorelli. In conclusione ha citato una frase del vescovo di Rieti: “Il terremoto ha fatto crollare i campanili, noi dobbiamo fa crollare i campanilismi”.

I lavori del giorno 8 si sono svolti attorno alle tavole tematiche, mentre a quelli del giorno 9 si è dato spazio a tematiche generali con interventi liberi.

Bruno Zanardi, con il suo intervento, ha illustrato un importante lavoro sulle linee guida per la conservazione del patrimonio storico e artistico in rapporto all’ambiente, collegandosi all’ex comma 5 art. 29 del Codice dei beni culturali (D.Lgs 42/04). Dalla sua esperienza nella Commissione sul nuovo codice del restauro e della conservazione preventiva, ritiene indispensabile la catalogazione del patrimonio artistico come insieme indissolubile valutando il rapporto inscindibile tra patrimonio artistico e ambiente.

Francesco Rispoli, assessore allo sviluppo sostenibile del comune di Ischia, ha ricordato la necessità di far crescere il tasso di etica della responsabilità tra gli amministratori degli enti locali tenendo presente l’esigenza di costruire un mondo migliore per il futuro. Nel suo intervento, ha anche avanzato la proposta per le isole campane di farle diventare patrimonio dell’umanità. Andando oltre ha anche avanzato la proposta di un progetto per mettere insieme i borghi marinari di tutto il mediterraneo. Guardando al futuro, in conclusione, si è dichiarato favorevole alle riforme migliorative per il futuro rispetto alle condizioni attuali.

Per Pisani occorre dare più nobiltà all’impegno politico. Soffermandosi sulla tematica dell’immigrazione quale modello di società solidale, ha detto che “c’è un futuro da costruire”.

Enrico Buemi, sottolineando l’importanza dell’incontro, ha ricordato l’utilità dell’azione politica del PSI nella politica italiana, spronando al coraggio delle azioni nella verità delle cose. Nel suo intervento ha proposto: la riduzione delle regioni ridefinendo i confini; la riduzione e la riqualificazione delle province, la riduzione dei comuni. Rivisitando le riforme recenti che hanno prodotto più danni che bene, ritiene troppo numerose le città metropolitane. Per Buemi è necessaria una maggiore trasparenza e facilità di accesso agli atti amministrativi in itinere. Favorevole alla riduzione del numero dei consiglieri comunali, ha ricordato che può essere pericoloso incrinare il solido architrave delle tradizioni amministrative del paese. Soffermandosi sui contenziosi e sui conflitti di competenze, ritiene che le cause derivano da leggi fatte male. Preoccupazione ha manifestato per tutte le azioni politiche che mettono in pericolo lo stato di diritto del paese. In conclusione, ha ricordato l’azione dei socialisti al Senato dove hanno presentato numerosi disegni di legge.

Mauro del Bue è intervenuto toccando diversi punti. Ha manifestato preoccupazione per la tendenza a sottrarre potere ai cittadini limitando l’esercizio della democrazia politica. Il traghettamento verso forme sempre più oligarchiche limita il funzionamento della democrazia nel Paese. Sull’abolizione delle province: “non è possibile perché sono previste dalla Costituzione”. Mentre sull’aggregazione dei Comuni: “potrebbe essere avanzata come proposta politica del P.S.I.”. Poi, ha denunciato le proposte politiche destabilizzanti e confusionarie avanzate da altri partiti politici come la Lega Nord e M5S. Ha avvertito la necessità di una maggiore autonomia politica dei socialisti che si possono distinguere muovendosi sui binari del Socialismo liberale e dell’ecosocialismo. Alcune critiche le ha espresse sul fallimento della spending review, sulla gestione delle zone terremotate affidate al Governo espropriando gli enti locali del loro ruolo per la gestione del territorio, e sul problema degli immigrati che in Libia vengono trattenuti in dei campi lagher gestiti dai libici anziché essere affidati all’ONU che dovrebbe tutelare i diritti umanitari. Un breve flash l’ha fatto sulle prossime elezioni siciliane dove la candidatura di Fava fatta dai partiti politici di sinistra, non incontrerebbe il sostegno di altri gruppi politici vicini alla stessa area politica.

Anche per Oreste Pastorelli il forum di Orvieto è di vitale importanza per il PSI. Ha sottolineato la presenza di un popolo socialista vero e non falso che lavora sul territorio con dignità e sacrificio. Bisognerebbe guardare più spesso e con maggiore attenzione all’attività dei socialisti in Parlamento ed al Governo per il territorio. Per Pastorelli le notizie propinate al pubblico dai media non sempre sono veritiere e pertanto andrebbero verificate. Pastorelli ha segnalato un PSI in crescita come è possibile notare dall’incremento significativo del 60% di preferenze nella scelta del 2 per mille come risulta dalle dichiarazioni dei redditi degli italiani.

Fabrizio Cicchitto, intervenendo per AP, ha fatto una analisi del quadro politico attuale. Preoccupazioni ha espresso per l’appuntamento elettorale di fine legislatura al quale ci si arriva con risorse di bilancio scarse. Ritiene necessario il confronto con il PD sulla crescita e sull’occupazione giovanile. Dal cuneo fiscale potrebbe arrivare una risposta positiva sia al mondo imprenditoriale che ai giovani. Attualmente l’insoddisfazione dei giovani, per Cicchitto, si riversa sul movimento dei grillini. Inoltre, ha detto che non va sottovalutato l’attuale centro destra caratterizzato dagli aspetti peggiori. Non sono mancate le critiche alle spese fuori controllo, irresponsabili ed eticamente inaccettabili delle regioni che vedrebbe ridotte soltanto a sei. Per le elezioni, secondo Cicchitto, è comune il dilemma se avere il coraggio di andare avanti da soli o di accordarsi con il PD. Ritiene impraticabile la preoccupazioni per il profilarsi di una nuova geografia politica nel territorio e nel Paese.

Carlo Vizzini, intervenendo dopo Cicchitto, ha sottolineato la grande importanza dell’incontro. Guardando la platea ha detto che “la politica si fa nel territorio stando vicino alle persone. La politica fatta senza il contatto con la base e con il territorio è deleteria per la democrazia”. Poi ha ricordato che le regioni previste dalla costituzione varata nel 1948, sono state realizzate nel 1970 e che l’autonomia fiscale dei comuni è stata sostituita da una centralizzazione del sistema fiscale. Inoltre, ha anche ricordato che l’amministrazione dello Stato è “organizzata sulla base delle province”. La sostituzione delle province lascerebbe in uno stato di abbandono e di degrado le rispettive competenze tra cui le strade e le scuole. Poi, riferendosi alle elezioni siciliane ha sottolineato l’importanza che hanno poiché la Sicilia è una regione con cinque milioni di abitanti. Per Vizzini in Sicilia non c’è la presenza del centro destra che è sostituito dalla presenza della sola destra. Il Presidente del PSI ha fatto presente che la Sicilia oggi ha un ruolo in più: “è diventata il portale dell’immigrazione da un continente ad un altro continente e pertanto dovrebbe essere tenuta in maggiore considerazione dall’Europa intera fatta con significativi riconoscimenti e non con semplici elemosine”.

Matteo Ricci, responsabile degli enti locali del PD, ha detto: “Bisogna relazionarsi con le realtà dove è stato fatto buon governo negli enti locali”. Per Ricci, sulle riforme degli Enti locali bisogna ripartire dal 4 dicembre scorso quando gli italiani hanno bocciato le modifiche della Costituzione. Riferendosi alle province ha detto che di fatto sono state abolite da quando sono stati tagliati i contributi alle stesse. Adesso, invece andrebbero rifinanziate per far funzionare le scuole e per la manutenzione delle strade. Riferendosi alle regioni ha insistito sul loro ruolo di pianificazione delle politiche per il territorio. Mentre sugli accorpamenti degli enti locali, regioni incluse, li ritiene necessari per tagliare i costi di gestione che gravano sugli enti locali: “vanno individuati bacini omogenei”. Per Ricci, una grande partita politica si gioca sulla politica di contenimento dell’immigrazione. In attesa della riforma della legge elettorale, ha auspicato un ritorno al 40% dei voti elettorali per i riformisti.

E’ seguito l’intervento di Germani, sindaco di Orvieto, il quale dopo i convenevoli per aver ospitato l’evento, ha manifestato la necessità di una maggiore vicinanza dei partiti per supportare meglio l’amministrazione dei comuni e delle città.

Luigi Covatta, prima di dare la parola a Nencini per la conclusione dei lavori, ha ricordato che nello stesso luogo, circa dieci anni fa, Veltroni dichiarò conclusa l’esperienza politica precedente. Adesso che le coalizioni non sono più drogate da premi di maggioranza, l’area riformista dovrebbe pensare ad un nuovo equilibrio.

Riccardo Nencini, nel suo intervento conclusivo, ha ricordato che da tre anni non avveniva un confronto come quello di Orvieto con la presenza di tutte le componenti politiche dell’attuale governo. Poi ha proseguito: “Accogliamo l’appello lanciato da Lorenzo Guerini per proseguire un’alleanza stretta, competitiva e coesa, tra le due forze della sinistra riformista, PD e PSI. Stringiamo insieme un ‘patto con gli italiani’ per le prossime elezioni politiche e lo leghiamo a un programma concreto che venga incontro alle esigenze di chi si trova nella condizione del bisogno”. Il segretario del PSI ha anche aggiunto: “In Italia i partiti a vocazione maggioritaria non esistono. L’ipotesi di una coalizione coesa è la strada maestra, non rieditando l’Unione ma facendo i conti con chi c’è. Protagonisti di un autentico patto con gli Italiani dovranno essere le forze che si richiamano al socialismo europeo, i cattolici democratici, la sinistra civica”. Concludendo ha detto: “L’accordo non va fatto solo per le elezioni nazionali, ma anche per le elezioni amministrative”.

Dopo questo importante forum, il cammino dei socialisti deve proseguire per far crescere il PSI. Le premesse sono buone, ma vanno sviluppate e coltivate costantemente stando bene attenti ad evitare le riforme peggiorative dello stato attuale.

Salvatore Rondello

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