venerdì, 17 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Regeni. Locatelli, brutta accoglienza per l’ambasciatore
Pubblicato il 13-09-2017


Giulio Regeni

Giulio Regeni

“La notizia della detenzione in un carcere di massima sicurezza del consulente legale della famiglia di Giulio Regeni al Cairo, avvocato Ibhrahim Metwaly, non è un bel modo da parte delle autorità egiziane di accogliere il nostro ambasciatore Giampaolo Cantini alla vigilia del suo insediamento. Sono certa che il nostro ambasciatore darà un contributo importante per fare chiarezza su quanto è accaduto a Giulio Regeni”.
Lo ha detto Pia Locatelli, capogruppo del Psi alla Camera e presidente del Comitato Diritti umani della Camera commentando la notizia che il consulente legale della famiglia di Giulio Regeni al Cairo, arrestato tre giorni fa, è detenuto nel carcere di massima sicurezza di Tora, nella zona sud del Cairo, dove era stato detenuto anche l’ex presidente egiziano Mubarak. Le autorità egiziane – che lo hanno interrogato ieri – lo hanno posto in custodia cautelare con l’accusa di aver diffuso notizie false. Metwaly era stato fermato in aeroporto al Cairo prima di imbarcarsi per Ginevra, dove avrebbe dovuto partecipare ad una riunione dell’Onu sulle sparizioni forzate.

Il tutto nel giorno in cui ‘ambasciatore Giampaolo Cantini è giunto al Cairo. Domani Cantini si insedierà in veste di nuovo ambasciatore italiano in Egitto dopo il ritiro nella primavera del 2016 di Maurizio Massari in seguito all’omicidio di Giulio Regeni. Il diplomatico non ha rilasciato alcuna dichiarazione al suo arrivo. Di balletto inaccettabile parla l’ex presidente del Consiglio Enrico Letta per il quel “è incredibile che la vicenda di Giulio Regeni sia ancora insoluta. Da parte delle autorità egiziane c’è un balletto inaccettabile e finora hanno dimostrato solo di volerci prendere in giro. Sulla morte di Regeni non può prevalere la realpolitik. È una vicenda sulla quale dovrebbe essere il Paese intero a dover reagire con fermezza, per dimostrare alle autorità egiziane che l’Italia è un grande Paese e non può farsi prendere in giro”.

In una nota il presidente di Amnesty International Antonio Marchesi afferma “ogni 14 del mese, a iniziare dal 14 ottobre, quando saranno trascorsi i primi 30 giorni dal ritorno dell’ambasciatore, chiederemo a governo di far sapere quali ‘passi avanti’ quella decisione avrà favorito”. “Non sono in discussione la professionalità, l’esperienza e la competenza dell’ambasciatore Cantini. Siamo piuttosto preoccupati che la decisione di normalizzare i rapporti diplomatici sia stata presa unicamente per motivi diversi dalla ricerca della verità sulla sparizione, la tortura e l’uccisione di Giulio Regeni.

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