venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Robot al posto dei lavoratori? Allora più tasse
Pubblicato il 20-09-2017


robotLo sviluppo dell’intelligenza artificiale sta portando all’inevitabile contrazione del mercato del lavoro. In tanti lo pensano e parecchie sono ormai le aziende che al lavoratore preferiscono il robot. Sono moltissime, infatti, le figure professionali – specie nel comparto agricolo, industriale e manifatturiero – che nei prossimi anni saranno sostituite da macchine intelligenti che svolgeranno gli stessi compiti a costi nettamente inferiori.

E’ chiaro che nessun pregiudizio va avanzato nei confronti del progresso scientifico e tecnologico che molti vantaggi ha portato nelle nostre vite. Tuttavia è indispensabile prevenire e ridurre le problematiche che i cambiamenti tecnologici sono in grado di produrre sul mercato del lavoro e sui livelli occupazionali.

Come far fronte dunque a questo fenomeno? Sicuramente creando nuove figure professionali connesse e non in conflitto con la presenza in azienda di robot. La leva fiscale, poi, potrebbe rappresentare una soluzione. In che modo? Aumentando le imposte per le aziende che utilizzando robot al posto dei lavoratori. È quanto prevede una proposta di legge presentata dal Psi alla Camera, a prima firma del deputato Oreste Pastorelli.

Nello specifico il provvedimento – sottoscritto anche dalle parlamentari Pia Locatelli e Michela Marzano – punta ad intervenire sull’imposta sul reddito della società (IRES) aumentando di un punto percentuale l’aliquota qualora l’attività produttiva sia realizzata e gestita direttamente da macchine intelligenti.

L’aumento non scatterebbe nel caso in cui l’azienda investisse lo 0,5 per cento dei propri ricavi in progetti di riqualificazione professionali dei propri lavoratori dipendenti, cioè in strumenti di welfare aziendali.

“Le finalità che vogliamo perseguire con questa pdl – spiega Oreste Pastorelli – è disincentivare il brutale rimpiazzo di forza lavoro umana con forza lavoro robotica. Allo stesso tempo – spiega il deputato socialista – l’intenzione è quella di incentivare le aziende allo sviluppo della propria forza lavoro umana e, al contempo, di dotare i lavoratori di conoscenze e abilità tali da garantire loro un posto in un mercato del lavoro sempre più particolare e complesso”.

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