lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Rosatellum. Sono 321 gli emendamenti presentati
Pubblicato il 29-09-2017


Legge elettoraleÈ contenuto il numero degli emendamenti al Rosatellum bis. Ne sono stati depositati, stamattina, soltanto 321. “Un numero ragionevole”, ha commentato il presidente alla commissione Affari costituzionali, Andrea Mazziotti. “Ci sono tutte le condizioni per lavorare bene da martedì” quando inizieranno i voti in commissione. Mazziotti ha sottolineato il “clima diverso rispetto all’inizio dell’iter sul tedeschellum quando vennero presentati circa 780 emendamenti”.

Anche le forze che hanno votato contro l’adozione del testo in commissione, hanno presentato infatti pochi emendamenti: 39 da M5S, 28 Mdp, 21 Sinistra Italiana e 26 Fdi. “Da parte nostra non c’è alcun intento ostruzionistico e il numero degli emendamenti lo dimostra.

Vogliamo poter discutere”, ha detto Alfredo D’Attorre di Mdp. Quanto al Pd, ieri sera il capogruppo dem Ettore Rosato spiegava che le proposte di modifiche presentate (sono 31) sono tutte “tecniche,

aggiustamenti e correzioni. Nulla che incida sull’impianto della legge”. I dem si preparano a fronteggiare le accuse di incostituzionalità mosse da Mdp e M5S. “Abbiamo sottoposto il testo a

diversi costituzionalisti – ha fatto sapere Rosato – e non ci sono rischi di incostituzionalità”.

Per quanto riguarda gli emendamenti di Mdp, in particolare vengono messi in evidenza un paio di punti giudicati a rischio incostituzionalità. Uno di questi è il fatto che il voto dato nell’uninominale passi anche alle liste che sostengono il candidato nel collegio e poi la ‘pesca a strascico’ con le liste civetta, in quanto il Rosatellum prevede che i voti dei partiti che non raggiungono il 3 per cento siano ‘assorbiti’ dal partito o coalizione a cui sono collegati. E poi l’emendamento per introdurre la possibilità di voto disgiunto, le preferenze al posto dei listini bloccati, per inasprire le sanzioni

per chi non rispetta la parità di genere nelle liste e per, spiega D’Attorre, smascherare il meccanismo delle “coalizioni farlocche.

Presenteremo un emendamento perché le coalizioni, per presentarsi, debbano aver sottoscritto un programma comune”. Una serie di proposte simili sono state depositate anche da Sinistra Italiana ed alcuni emendamenti sono comuni con Mdp come l’introduzione delle preferenze, il voto disgiunto e lo stop alla possibilità della ‘pesca a strascico’ con le liste civetta. Vi sono anche emendamenti di diversi gruppi per la sottoscrizione digitale delle liste. I 5 Stelle hanno presentato 39 emendamenti e le richieste principali di modifica si concentrano su preferenze, voto disgiunto e scorporo.

Come il Pd anche Forza italia non ha presentato emendamenti che toccano l’impianto del Rosatellum. Tra le proposte (sono 16), in particolare, raccontano fonti azzurre, il partito di

Silvio Berlusconi ha predisposto una ‘modifica’ al testo base sul nodo della premiership, che in sostanza attribuisce alla forza politica della coalizione più votata la facoltà di indicare il futuro leader. Una mossa, fanno notare, che corrisponde alla volontà del Cav (dello stesso avviso è anche Matteo Salvini) di riconoscere la guida della futura coalizione di centrodestra al partito che conquisterà più consensi alle prossime politiche.

Tra le modifiche, la norma anti-brogli elettorali, vecchio cavallo di battaglia del Cav e quella (a firma Elena Centemero) per rendere ancor più stringenti le regole di genere vigenti. Forza Italia proporrà poi l’emendamento sul Trentino, sponsorizzato dalla deputata altoatesina Michaela Biancofiore per lo scorporo, con l’obiettivo di assegnare alcuni seggi pure al movimento forzista nel recupero proporzionale e non lasciare carta bianca alla Svp.

Tra gli emendamenti dei 5 Stelle anche una norma anti-Berlusconi che prevede l’incandidabilità del capo politico condannato. L’emendamento si riferisce alla leadership di Silvio Berlusconi. Non saranno ammesse alla competizione elettorale – si legge nell’emendamento – le forze politiche che indicheranno come “capo della forza politica” chi in base alle leggi attuali “al momento del deposito del programma elettorale non possa essere candidato” o “non possa ricoprire la carica di deputato”.

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