mercoledì, 22 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Le Fake News si battono con la ragione
Pubblicato il 13-09-2017


Una Fake news si sconfigge con il ragionamento. Per evitare di far vincere i servi dei poteri forti, occorre distruggere le loro impostazioni concettuali, tenendo presente che essi dispongono delle pericolose e famose 10 regole per il controllo sociale e di quasi tutti i mezzi di comunicazione. Come prima cosa, bisognerebbe avere l’umiltà di ammettere che siamo tornati al tempo in cui c’erano i latifondisti e i cafoni. Quando la ricchezza e la potenza si manifestavano con la proprietà terriera, i padroni erano gli Imperatori, i Baroni, i Conti , i Marchesi e i latifondisti; i poveri erano i braccianti e gli affittuari. Adesso, la ricchezza è rappresentata del possesso delle finanze, in qualsiasi moneta. Gli omologhi degli Imperatori sono le poche decine di persone, che posseggono il 25% della ricchezza mondiale; dei Marchesi, le migliaia (upper class), che possiedono un altro 30% della ricchezza; dei cafoni , l’85% della popolazione mondiale, che deve dividersi il 45% della restante ricchezza. Dieci ettari di terreno del ‘700 possono corrispondere a oltre 10 milioni di euro, di adesso. Dopo tre secoli, siamo tornati al punto di partenza. Siccome, chi più ha, più vuole, la corsa a succhiare ricchezza è senza fine, sia come Stati, che come persone. Se c’è chi succhia, ci deve essere chi si lascia succhiare. Non a caso, Annamaria Lusardi consiglia di prendere la “patente dei risparmiatori”, ai poveri cristi. A supporto di questa tendenza, c’è la caduta della democrazia in quasi tutti gli Stati, piccoli e grandi, ricchi e poveri ( Stati Uniti, Russia, Corea del Nord, Turchia, Venezuela Qatar, ecc). Quasi dappertutto l’economia, reale e virtuale, sta sconfiggendo la democrazia, che ha visto morire i suoi presuntuosi difensori. Veniamo all’Italia. Dopo “arrubbata a Santa Chiara” , ai braccianti dicono che c’è crisi e che è opportuno accettare la riduzione dei salari e dei diritti. In questi giorni, i persuasori si stanno sforzando per convincere il popolo che ciò, che si sta verificando dipende dagli algoritmi, non dalla qualità della politica. Chi non conosce questa parola, da la colpa alla Germania e alla globalizzazione. Dicono mezze verità, se non il contrario della verità. Ad esempio, dicono le l’occupazione sta aumentando, ma non chiariscono se è solo occupazione a tempo indeterminato o anche quella a tempo determinato; se è protetta, dall’articolo 18, o non è protetta. Nel calcolo degli occupati, mettono anche chi lavora qualche ora alla settimana e quelli che accettano la paga di 600 euro mensili, per sei mesi (Percepiscono di più i cumparielli della camorra). Inoltre, i numeri si scelgono in funzione dell’obiettivo. Prendiamo la percentuale dei disoccupati del 2017, se la paragoniamo a quella del 2014, anno in cui c’era il premio per chi assumeva, abbiamo una leggera diminuzione, ma se la paragoniamo a quella del 2004 abbiamo un notevole incremento. Cerchiamo di smontare le argomentazioni che stanno portando la classe media verso il cimitero. Non è vero che in Italia il costo del lavoro è il più alto in Europa. Nei Paesi del Nord Europa la tassazione è molto più pesante che in Italia. Gli stipendi e i salari in Italia sono tra i più bassi. Non è vero che in Italia i dipendenti pubblici sono più numerosi di quelli degli altri Paesi dell’ E.U.. Le ore di lavoro dei dipendenti italiani sono molto di più di quelle dei colleghi europei. Le pensioni degli altri paesi sono più alte di quelle italiane. I giovani degli altri Stati, che sono costretti , per il loro lavoro, a trasferirsi in Città diverse da quelle di origine, hanno dallo Stato la disponibilità di un monolocale a 350,00 euro al mese, mentre in Italia devono pagare, ai privati o alla Chiesa, dai 450,00 ai 900,00 euro al mese. Ciò, ha una conseguenza sui consumi e sugli investimenti. I giovani, pagando fitti alti hanno poca disponibilità per i consumi; se le somme che pagano i giovani non vanno al pubblico, questo ha minore disponibilità per gli investimenti. Come mai, con tanti vantaggi per gli imprenditori, non si crea occupazione e i nostri laureati sono costretti ad andare all’estero? Come mai, anche i sindacati, che invocano lavoro, comprano bandiere e cappellini Made in China? Mi sono convinto che la seconda Repubblica ha portato solo sciagure e, in politica, i bidelli sono diventati presidi. Ormai, non c’è più ‘SCUONO. Tutti si sentono autorizzati a fare i furbi. D’altra parte, i settori della società sono come i vasi comunicanti: se uno è inquinato, tutti gli altri diventano inquinati. Speriamo che il popolo si renda conto che deve agire e non aspettare che “passi la nottata”. C’è il pericolo che la nottata diventi più nera e più duratura.

Luigi Mainolfi

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Caro compagno ed amico mio dai tempi remoti del Bosco Lucarelli di Benevento,questa tua narrativa è una buona profilassi per la rimodulazione della politica.Spero che venga utilizzata al meglio.Un chiarimento:intendi SCUONO oppure SCUORNO?-Manfredi Villani

Lascia un commento