lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Mario Paolo Guidetti:
Grillo e il dovere della verità
Pubblicato il 21-09-2017


Caro direttore,
assodato che la stampa “è in libertà vigilata”, condizionata dall’editore, dai grandi (e per le testate web, anche i modesti/piccoli) inserzionisti, dalle minacce di ‘drangheta, mafia, camorra, a facinorosi delinquenti, da querele per diffamazione o da quelle temerarie con richiesta di danni patrimoniali, da irrisori compensi ai collaboratori freelance, a questo ora si aggiungono gli insulti di “un certo” Grillo che “vorrebbe mangiarci per il gusto di vomitarci”.

A Beppe Grillo diciamo che i continui insulti da lui rivolti ai giornalisti non fanno onore a chi afferma di voler moralizzare la politica. Il fatto che questi “apprezzamenti” così offensivi siano stati rivolti anche ai nostri precari costituisce un’aggravante. L’aggressione verbale nei confronti di un’intera categoria impone a chi la rappresenta di puntualizzare alcuni aspetti che, probabilmente, sfuggono al leader di una delle più importanti forze politiche del nostro Paese. I giornalisti non svolgono la loro attività nel modo sbandierato da Grillo con frasi banalmente propagandistiche e offensive. I giornalisti si limitano a riportare i fatti, rispondono a un codice deontologico e informano correttamente l’opinione pubblica. Il leader del Movimento 5 Stelle è riuscito a toccare livelli di maleducazione difficilmente ipotizzabili. Il futuro ci dirà se è vero o no che non c’è limite al peggio.

Un “certo” Grillo dovrebbe anche pensare e riconoscere che la sua fortuna politica è dovuta anche alla visibilità mediatica riservatagli da quei giornalisti che “vorrebbe mangiare solo per il gusto di vomitarli”. Nei suoi vaneggiamenti, ha mai pensato cosa avverrebbe nel caso di un “suo oscuramento su stampa e tv”? Questo non avverrà perché i giornalisti hanno il dovere di informare.

Chissà se un “certo” Grillo pensa mai “al Pantheon del giornalisti, donne e uomini uccisi da mafie e terrorismo per aver svolto la professione con onore, rispettando il Dovere della Verità”. Noi lo facciamo con animo dolente

Mario Paolo Guidetti
consigliere nazionale Ordine dei Giornalisti

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