venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Signori, ecco a voi il Mullerattam
Pubblicato il 19-09-2017


Si riparte. Ancora non si capisce per arrivare dove. Ma si riparte con un nuovo testo di riforma della legge elettorale che viene oggi depositata da Emanuele Fiano alla Commissione affari costituzionali della Camera. Non é il tedesco, non é il Mattarellum, signori. E’ il Mattarellum rovesciato. Dunque il Mullerattam. Prevede, al contrario della legge che porta il nome dell’attuale presidente della Repubblica, solo un terzo di collegi uninominali maggioritario e il resto proporzionale, con uno sbarramento al 5 per cento. Favorevoli Pd, Lega (che dice sempre sì), con Berlusconi interessato. Decisamente contrari grillini, Sinistre e forse, se rimarrà uno sbarramento alto, anche Ap.

Altro giro, altro premio? No, il premio non c’é più, ovviamente. A un terzo di collegi che dovrebbero essere talmente ampi da prevedere ampie coalizioni, ma con candidati difficilmente in grado di condizionarne l’esito, sarà di contrappeso una serie di liste più o meno allargate di partiti con candidati non si comprende se bloccati o eletti con le preferenze. Quest’ultimo, assieme alla questione dello sbarramento, mi sembra il nodo ancora aperto. Penso che i socialisti debbano apprezzare tutto quello che si distacca dall’Italicum e si avvicina al Mattarellum. Meglio ampie coalizioni riformiste e magari una lista sul proporzionale che riprenda la vecchia idea dell’area socialista, radicale, ecologista. Se lo sbarramento sarà abbordabile.

Restano gli interrogativi e siccome le leggi elettorali rappresentano conseguenze di scelte politiche allora andiamo in ordine. E’ interesse del Pd spaccare la sinistra e nei collegi uninominali Pisapia e il suo Campo progressista potrebbero fare alleanza, mentre sul proporzionale il Pd potrebbe presentare un simbolo che richiami a un’intesa più vasta. Berlusconi sarebbe interessato a una legge elettorale che, contrariamente all’Italicum più o meno emendato, non lo costringa a presentarsi con un simbolo unico assieme a Salvini e Meloni. E il Mullerattam questa possibilità la prevede per i due terzi degli eletti. Se lo sbarramento scivolasse un po’ più in basso accontenterebbe anche la Meloni e forse Alfano. Che sia la volta buona? L’alternativa sarebbe un decreto del presidente della Repubblica per uniformare le due leggi di Camera e Senato, ma i tempi stringono. Certo che siamo sempre più o meno, tra Mattarella, Mattarellum e Mullerattam, nelle mani della stessa persona…

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Commenti all'articolo
  1. Io non so se i tempi “tecnici” lo consentano – per dar corso, dopo, alle modifiche della legge elettorale – ma, da quanto si legge, logica vuole, o vorrebbe, che aspettino un po’ tutti l’esito del voto siciliano, prima di prendere una decisione definitiva in materia, e tutto lascia pensare che se i maggiori partiti usciranno da quelle urne con un risultato importante, o quantomeno soddisfacente, non avranno interesse, e neppure spinta, a cambiare la norma vigente, ossia quella uscita dal pronunciamento della Consulta per entrambe le Camere.

    Paolo B. 20.09.2017

  2. Riguardo a quanto scrive il Direttore nel suo commento, se non ho inteso male quello che sta avvenendo sul fronte politico, quanto a legge elettorale, mi sembra che la norma vigente – ossia quella uscita dalla pronuncia della Consulta – si configuri come un sistema di tipo proporzionale, che consentirebbe dunque al Cav. di non presentarsi con una lista unica, bensì in maniera autonoma rispetto agli eventuali alleati del dopo voto.

    Credo che il proporzionale sia in fondo gradito a più d’uno dei partiti “maggiori”, i quali potrebbero nondimeno trovare forsanche un accordo su una formula mista, che veda la maggior parte dei seggi attribuiti col proporzionale, e la restante col maggioritario, probabilmente il collegio uninominale.

    Questo perché l’una quota, quella proporzionale, specie se ampiamente prevalente, consentirebbe a ciascuno di misurare la propria forza numerica, mentre nel contempo l’altra quota darebbe la possibilità di verificare, e confrontare, il gradimento dell’elettorato verso la coalizione, posto che la quota maggioritaria indurrebbe verosimilmente le formazioni politiche affini a coalizzarsi.

    Paolo B. 20.09.2017

  3. Non so se sia effettivamente intesa contro il m5s né se lo sia nella sostanza, i meccanismi elettorali li trovo ardui da comprendere, ma credo che qualsiasi legge elettorale che sia percepita o bollata da alcuni come una legge contro qualcuno sia una legge che rischia di diventare controroducente. Il m5s vi marcerà e ci ricamerà sopra all’infinito.

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