mercoledì, 20 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Stallo in Commissione sulla legge elettorale
Pubblicato il 12-09-2017


parlamento_cameraIl Pd conferma la volontà di andare avanti sulla legge elettorale. Lo affermano sia il capogruppo alla Camera Ettore Rosato che il relatore della legge elettorale Emanuele Fiano, sempre del Pd. Ma i nodi restano. Tanto che il risultato per ora è un nuovo nulla di fatto con una situazione di stallo in commissione Affari costituzionali della Camera. E ora toccherà alla presidente Laura Boldrini e alla Giunta per il regolamento tentare di sbrogliare la matassa e sciogliere il nodo sul Trentino Alto Adige, dopo che un voto segreto lo scorso giugno ne ha modificato il sistema elettorale e il numero dei collegi. Modifica inaccettabile per Svp, che ha minacciato di uscire dalla maggioranza di governo. Con conseguente impasse del Pd, che ora chiede tempo e nuova “istruttoria”, per capire come poter risolvere il problema.

Lo stesso Fiano annuncia che il dem chiedono “un supplemento di istruttoria sul tema del vincolo sulla norma sul Trentino derivante dal voto dell’Aula”. Mazziotti, presidente della Commissione, la scorsa settimana aveva spiegato che non è possibile modificare la norma sul Trentino votata dall’aula. E oggi aggiunge che “è evidente che se la posizione del Pd non cambia o se non si trova un accordo politico” che faccia superare l’impasse, “andare avanti è complicatissimo, perché è evidente che senza il Pd la legge elettorale non si fa”. Insomma un vero e proprio stallo.

“Il tema – ha sottolineato Fiano – è politicamente delicatissimo visto che la Svp ha dichiarato che se resta questa norma uscirà dal governo. Chiede il contributo di tutti i gruppi a superare il problema”. “Siamo per andare avanti sulla legge elettorale”, aggiunge Rosato, ripartendo “dall’accordo fatto dalle quattro forze politiche (Pd, Fi, M5S e Lega) sul sistema tedesco che ha ancora una sua validità”. Uno stop che fa dire alle opposizioni che il Pd ha come obiettivo quello di arrivare al voto con questa legge elettorale. Si tratta, a detta loro, di “pretesti”, di atteggiamento “inqualificabile”, di possibili “espedienti” per bloccare ogni tentativo di riformare la legge elettorale. Il punto è che se la Svp non accetta di riprendere la discussione sulla legge elettorale, ne consegue, anche alla luce dei numeri ballerini al Senato e tanto più in vista della richiesta maggioranza assoluta per l’approvazione della nota di variazione al Bilancio, che il Pd deve tentare di sciogliere il nodo Trentino prima di fare qualsiasi passo sul cammino della riforma elettorale.

Accuse al Pd arrivano anche dagli ex colleghi di partito ora in Mdp che con Alfredo D’Attorre, accusa: “Il Pd è alla ricerca di scuse, perché francamente quanto sostiene non sta in piedi. Il Pd ufficializzi la sua posizione, ovvero che non vuole cambiare la legge elettorale e ponga fine a questo psicodramma”. Taglia corto Danilo Toninelli di M5S: “Il Pd si è incartato, se vogliono una mano approvino prima al Senato i vitalizi e noi li aiuteremo”. Meno tranchant Forza Italia: “Io credo a quanto dice il Pd, ma certo si corre il rischio che possa essere un pretesto, un espediente motivazionale”, afferma Francesco Paolo Sisto.

Un accordo è sempre più necessario e per trovarlo, aggiunge il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio “la politica si accordi sul come e sul quando, se subito o dopo il voto in Sicilia, ma non immagini di poter andare al voto con gli spezzoni di legge elettorale sopravvissuti alle forbici della Consulta”. Per Pisicchio “è in gioco non solo la dignità del Parlamento, ma anche la durata della prossima legislatura: se andiamo a votare senza far niente, non avremo una maggioranza di governo e torneremo al voto nel giro di qualche mese”.

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